12 Lug

30 giorni, ovvero il tempo dell’innovAZIONE

Teatro Valle Occupato

Il Teatro Valle Occupato risponde ai progetti illustrati da Lavia e Scaglia per il Teatro di Roma

 

30 giorni, ovvero il tempo dell’innovAZIONE

Domani festeggeremo un mese di occupazione del teatro Valle. Le trasformazioni avvenute intorno a noi sono tangibili. E’ un fatto. Attraverso la nostra pratica di mobilitazione stiamo costringendo e forzando processi di cambiamento dell’offerta culturale romana, sopiti ormai da anni. (vedi corriere della sera 9 luglio 2011, intervista a Lavia, direttore Teatri di Roma) 

Intendiamo rivendicare a noi questa trasformazione, in quanto frutto del nostro lavoro politico e culturale, che propone il superamento di quella visione che vorrebbe una scarsa quantità di offerta culturale per poterla mettere in competizione.

La cooperazione collettiva come strumento vivo di creazione di saperi ha la qualità d’individuare i bisogni e i desideri delle persone che partecipano, in forme anche diverse fra loro, a quella collettività, senza star li ad imporre a priori parametri che non sanno corrispondere alla contingenza. Siamo riusciti ad intersecare istanze differenti, accesso gratuito, molteplicità degli spettacoli che parlano del presente, orario esteso e libero di entrata e di uscita, possibilità di partecipare a discussioni politiche. Con questa prassi siamo riusciti ad intercettare il desiderio delle persone di riprendersi un pezzetto di Roma e di cultura. Questi bisogni li hanno compresi anche i vari Lavia, Gasperini ecc, i quali non hanno perso tempo e hanno fatto propri i processi messi in atto dagli occupanti del Valle, semplicemente imitandoli, laddove l’imitazione è un dato umano, né giusto né sbagliato.

L’imitazione attuata dal direttore dei Teatri di Roma puzza però di scorrettezza nei confronti di chi l’innovazione l’ha prodotta poiché si intende nascondere tale correlazione. Ma non basta, dopo aver espropriato, per ora solo a livello discorsivo, la ricchezza prodotta da Teatro Valle Occupato, chiosa l’intervista in tono sconsolato “mi pare che il Valle si sia avvitato in una situazione inestricabile: un vicolo cieco”. Per fortuna non siamo animati dalle stesse passioni tristi.

Lavia metterà in atto le sue dichiarazioni? Aprire il Teatro Argentina oltre l’orario dello spettacolo, predisporre un’isola pedonale antistante, inaugurare una nuova sala all’interno dello storico teatro, modificare l’attuale disposizione delle sale del teatro India, applicare criteri di trasparenza alla sua gestione: in che modo? con quali risorse economiche? impiegate e distribuite come? è possibile avere accesso ai bilanci del teatro di roma, che dovrebbero essere pubblici? si può sapere a quanto ammontano le risorse e come vengono impiegate? Qualcosa di più di belle parole, AZIONI. Continui a prendere ispirazione dal Valle occupato, va benissimo così.

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One Response to 30 giorni, ovvero il tempo dell’innovAZIONE

  1. pilar 12 luglio 2011 at 20:35 #

    propongo di chiedere all’unesco di tutelare il teatro valle come patrimonio dell’umanità , perchè no? paci, pilar

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