12 Ott 2013

al

30 Giu 2014

ALTRESISTENZE duemila13duemila14 | La stagione che genera stagioni

ALTRESISTENZE
duemila13duemila14
LA STAGIONE CHE GENERA STAGIONI

 MAYA SCHWEIZER arte | MARIO PERROTTA teatro | DAVIDE MANULI cinema
ANJA KIRSCHNER arti visive | DAVID PANOS arti visive | DAVIDE ENIA drammaturgia
MARCO CAVALLO altro | THEATRE L’EVENTAIL teatro
ROBERTA TORRE cinema | PAOLO MAZZARELLI+LINO MUSELLA teatro
ANTONIO LATELLA teatro |  INDUSTRIA INDIPENDENTE teatro | PIPPO DELBONO cinema
MICHELE SANTERAMO+LEO MUSCATO drammaturgia
FANNY&ALEXANDER teatro | SILVIA GALLERANO+CRISTIAN CERESOLI teatro
DAVIDE IODICE+ALESSANDRA FABBRI teatro.danza 
TOM LANOYE+CHRISTOPHE SERMET teatro
TANZZEIT danza | FAMILIE FLOZ teatro | FAUSTO PARAVIDINO teatro
 GOGMAGOG+MARCELLA VANZO teatro | FRANCESCA GRILLI arti visive | EUROPA IN CANTO nuove generazioni
100 VIOLONCELLI musica | CARLOTTA CORRADI+VERONICA CRUCIANI teatro
BALLETTO CIVILE teatro.danza |  CRISTINA RIZZO danza | MOTUS teatro
GIACOMO CIARRAPICO sceneggiatura
e tanti altri ancora…

Il progetto artistico di quest’anno incarna i principi della Vocazione dello Statuto della Fondazione Teatro Valle Bene Comune: non un semplice cartellone di spettacoli ma una proposta culturale in senso ampio. Una stagione che genera stagioni. Una piattaforma vivente in cui gli artisti possono incontrarsi, contaminarsi, farsi comunità e in cui i progetti sono continuamente rimodellati da ciò che accade intorno.

Nello spirito della nascita della Fondazione Teatro Valle Bene Comune attiveremo tutti gli strumenti necessari per aprire un tavolo di progettazione il più partecipato possibile che coinvolga tutte quelle esperienze – teatri, compagnie, artisti, spazi indipendenti, operatori, istituzioni culturali e cittadinanza attiva – che vorranno delineare le linee artistiche future. Questo tavolo di progettazione arriverà a definire una “call” per la direzione artistica, come definito dallo statuto della Fondazione Teatro Valle Bene Comune.

ALTRESISTENZE | Già dal titolo vogliamo mettere al centro il rapporto tra arte e società, tra il teatro e la sua comunità di riferimento, a partire dai diversi sguardi di chi in Italia resiste all’impoverimento culturale e alla svalorizzazione del lavoro creativo rendendo al tempo stesso possibili altre esistenze.

La progettazione nasce dalla condivisione dei desideri, dall’individuazione delle mancanze, dall’immaginazione di chi il teatro lo fa e di chi lo vede. È un esempio di co-gestione con e tra artisti, lavoratori dello spettacolo e cittadini.
Per questo fa propria una pratica di ecologia preferendo all’episodicità degli eventi la continuità dei processi e delle relazioni.
Il Teatro Valle Occupato non ha ricevuto alcuna forma di finanziamento pubblico e prova a trasformare questa mancanza in un’opportunità: da una parte inventare forme di cooperazione e mutuo sostegno, dall’altra liberare il tempo necessario alla ricerca, allo studio, alla pratica artistica.
A partire dagli esperimenti di sostenibilità economica dell’anno scorso (rimborso viaggi, vitto e alloggio, accordo a percentuali, diritto all’autore garantiti alle compagnie), quest’anno siamo pronti a sperimentare un nuovo modello economico concordato con le compagnie a partire da criteri sostenibili e condivisi basati sul principio di cooperazione.

Vogliamo dare spazio al desiderio di creare nuove opere. Opere non a misura di mercato, ma opere imprudenti che parlino al contemporaneo, sia per la modalità con cui vengono create sia per i linguaggi che utilizzano. Da qui l’impegno a sostenere nuove creazioni e coproduzioni con artisti, teatri, centri culturali, festival che condividono lo stesso spirito.

Il progetto Nuove Generazioni vuole incontrare il pubblico di domani. Già da un anno è attivo il Tavolo Ragazzi, formato da soci fondatori ed esperti del settore, che coinvolge insegnanti, presidi, genitori e operatori teatrali nel costruire incontri di riflessione e laboratori esperienziali sui diversi linguaggi della pedagogia teatrale per l’infanzia.

Per declinare al plurale le scritture sceniche, rafforziamo l’impegno verso i linguaggi performativi e la danza contemporanea attraverso residenze creative, formazione, performance, giornate di studio e dialogo.

Sono “altre esistenze musicali” quelle che, a partire dalla fine del 2013, svilupperanno un percorso articolato attraverso la formazione del pubblico, la formazione dei musicisti, l’incontro tra autori ed esecutori e la messa in scena di opere complete.

I progetti di creazione/produzione creeranno al proprio interno degli spazi della formazione. Inoltre si attiveranno programmi di formazione permanente per i professionisti dello spettacolo: i lunedì dedicati alle “sindacali” sull’uso della voce, sul movimento e sul training attoriale; formazione delle maestranze di palco con il progetto Nave Scuola (fonica, illuminotecnica, scenotecnica).

Fin dal primo giorno di occupazione il teatro è diventato agorà. L’apertura costante e reale del teatro e delle attività alla cittadinanza avviene quotidianamente con eventi dedicati attraverso visite guidate, balere, teatro per tutte le generazioni, assemblee, commons cafè. Durante tutto l’anno si apriranno Laboratori di immaginazione politica con artisti, ricercatori, filosofi, sociologi.

Oltre a tutto questo proseguono i lavori della Costituente dei beni comuni, uno spazio politico pubblico di confronto e scambio tra elaborazione giuridica e pratiche collettive: un percorso che coinvolge tutti i movimenti, comitati, associazioni e liberi cittadini che lottano per l’affermazione e il riconoscimento dei beni comuni.

SCARICA qui il pdf completo del PROGETTO culturale ALTRESISTENZE

 

 

 

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  1. Il Teatro Valle Occupato e l’altalena del consenso - 18 ottobre 2013

    […] leggi qui la stagione completa del Teatro Valle Occupato […]

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