26 Mag

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15 Giu

AMMINISTRATIVE | astensionismo da record | i risultati dei ballottaggi

AMMINISTRATIVE | astensionismo da record | i risultati dei ballottaggi
Bene, i giochi sono fatti.
Vince il centrosinistra. Ma soprattutto, e ancora, ha vinto l’astensionismo.

La politica è stanca e la gente ancora di più. La noia è il primo sentimento che affiora quando pensiamo alla politica nostrana, e non solo. I nostri governanti ci fanno peccare d’accidia per la loro mancanza di onestà, di lealtà, di coraggio, di immagnazione, di senso dell’ironia. Non abbiamo più nemmeno la voglia di arrabbiarci per reagire a questo surplus di deficit di qualità umane – si proprio un surplus di deficit, un eccesso di mancanza, un vuoto cosmico, un buco nero. Ci fanno vivere uno stato d’animo che ondeggia tra la disperazione e il senso di colpa, combattuti tra la voglia di spaccare tutto e la scelta di non farlo, perché noi, la gente comune non ne vogliamo più di guerre e di vite sprecate. Stiamo cercando di inventare un altro modo di stare al mondo e le risposte che cerchiamo sono altrove. Quei pochi che sono andati a votare, e ne conosco molti, lo hanno fatto per dovere civile, per scongiurare un’altra vittoria del centrodestra, perché credono nella democrazia. Ma tutti, proprio tutti, ci sono andati “tappandosi il naso”, scegliendo il male minore. Nessuna fiducia nel sistema elettorale, nessuna nella rappresentanza, nessuna in persone che hanno dimostrato di tutelare interessi molto lontani da quelli dell’elettorato. E nonostante tutto, quello che vorremmo è proprio un mondo dove invece istituzioni e cittadini vivessero in un rapporto di ascolto e di scambio, dove la difesa dell’interesse comune, ovvero di ciò che interessa l’intera comunità, fosse la prima preoccupazione di chi questa comunità la vive, istituzioni comprese. Non c’è nemmeno bisogno di andare a cercare troppo lontano. C’è scritto nella Costituzione Italiana, roba recente, art. 118,

Stato, Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale.

Ha vinto il centro sinistra. Se è l’inizio di un reale cambiamento lo vedremo strada fancendo, intanto e innanzitutto, continuiamo ad occuparci di ciò che è nostro…

10 giugno
vince astensionismo
il vuoto nell’urna

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 AMMINISTRATIVE | la gente non ci sta

Che queste elezioni arrivassero in un momento di profonda crisi generalizzata, che si porta dietro depressione, demotivazione e disinteresse altrettanto generalizzati, non sorprende nessuno. E forse, purtroppo, nemmeno l’alto astensionismo.

Prendiamone atto. E’ un dato importante che testimonia di quanto questa politica non faccia più breccia in nessun cuore, tranne in quelli le cui teste pensano ancora in un modo più che superato, vetusto, sclerotico, ma resta invece strumento di potere, esclusione, diseguaglianza e profitto per i conservatori di più o meno tutte le parti politiche, i disonesti che arraffano finché ce n’è, gli ignari che vorrebbero un’equità dettata dal colorimetro, i qualunquisti senza scrupoli. Una lista terrificantemente lunga…

Questa rassegna stampa per darci un’idea di come si sono svolte le cose a livello locale e per riflettere. Vorremmo costruire insieme una lettura su queste elezioni. E sui futuri ballottaggi, tra due settimane.

Lasciate i vostri commenti, suggerite link. Ci piacerebbe accendere il dibattito sul sito.

Ma, volendo esprimere un’opinione, non possiamo non dire che una possibile alternativa esiste già: stiamo ricominciamdo a pensare con le nostre teste, insieme, confrontandoci, occhi negli occhi, alla stessa altezza, nello stesso posto, con lo stesso diritto/dovere alla parola. I beni comuni sono una reale possibilità, che sta prendendo forma spontaneamente. Il fare comune è un’alternativa concreta per sottrarre le nostre vite e il nostro lavoro agli effetti della crisi e delle politiche di austerità.

Ma non sarà facile perché ci stiamo battendo contro i veri cattivi, quelli con le pistole, ma se manteniamo il sangue freddo, l’intelligenza collettiva che si sta mettendo in campo potrebbe essere capace di delegittimare anche questo tipo di risposte e spostare il conflitto sul piano legislativo. Cambiare il mondo trasformando il legittimo in legale. Una legalità, anch’essa, tutta da resetare. Chi meglio di un italiano puo’ dirlo?

Buona lettura.
E, sperando di aver fatto cosa gradita, cominceremo dalle buone notizie:

BOLOGNA
“Le notizie che giungono dalla capitale non saranno di conforto per lorsignori: un altro mix micidiale di scarsa affluenza e sconfitta; disgusto per gli schieramenti politici e per qualcuno più che per altri.
La risposta a tutto questo è quella di Bologna: organizzazione dal basso e ingaggio della cittadinanza sui temi importanti, sulle scelte di indirizzo. La dimostrazione che “si può fare”. Wu-Ming
Referendum
NAPOLI
IVREA
VALLE D’AOSTA
ANCONA
BARLETTA

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