30 Set

“Sherazade che inganna la crisi” – LA RIVOLTA DELLA CULTURA

Sherazade che inganna la crisi

La rivolta della cultura

 

Ora l’estate è finita. Il teatro Valle è stato l’epicentro di una prima scossa tellurica. È riemersa una vitalità sotterranea, si è aperta una piazza di discussione, abbiamo provato ad aprire le questioni che ci premono e a individuare le pratiche da mettere in campo. Ma non solo.

 

Fuori da una logica corporativa proviamo a tirare il filo che unisce le condizioni comuni dei lavoratori dell’immateriale a partire dalle proprie condizioni materiali e quelle di un’intera generazione.

Proviamo a riappropriarci del nostri strumenti immaginativi, di uno spazio del comune e insieme di un linguaggio che le retoriche del potere hanno svuotato della potenzialità creativa e sovversiva colonizzando la narrazione del presente. La classe dirigente italiana tratta con disprezzo la cultura: eppure proprio la comunicazione, il cinema, il teatro, la televisione, la scrittura, la scuola e l’università, sono stati strumento per mantenere i privilegi, assicurare vita durevole alle clientele, creare monopoli privati con soldi pubblici. Una fiction da incubo che dura da vent’anni.

Adesso ci raccontano le favole tristi dell’austerity. Cosa rispondiamo alla dittatura della finanza imposta dalla BCE e dagli stati europei? Spread, bond, bot e cct, btp, btp future, debito pubblico e bolla finanziaria, cartolarizzazioni, ammortamento, dow jones e asset allocation, azioni, bid, pil, fmi, default, deficit e fondi di liquidità… personaggi virtuali che manipolano le nostre vite. Prendono corpo nella realtà attraverso una manovra economica che alimenta il mostro del mercato finanziario e distrugge i diritti dei lavoratori e il welfare, aumenta le tasse, precarizza il lavoro e le vite e tratta la cultura come una forma di intrattenimento per pochi. È lo spettro della bancarotta degli stati che inquieta l’Europa della finanza. Noi abbiamo in mente un’altra idea di ricchezza, sociale e condivisa.

“Amici, romani, concittadini, prestate orecchio!” Chiamiamo tutte e tutti, lavoratrici e lavoratori dello spettacolo, della cultura, dell’arte, dell’editoria, della comunicazione, dell’università e della scuola, studenti e studentesse dell’università e delle accademie d’arte ad un’assemblea al Teatro Valle il 30 settembre:
Può la cultura in questo momento in Italia essere zona di conflittualità? La frammentazione e la precarietà del lavoro culturale possono essere vettore di radicalità? Come rendere visibili gli interessi economici e i profitti che muovono l’industria dell’immateriale? Come interrompere il flusso di produzione? Come prendere posizione collettivamente contro i monopoli attivi nel cinema, nella televisione, nell’editoria, nello spettacolo che ci sottraggono la possibilità di narrare il presente?

Nel corpo vivo dei beni comuni riconosciamo dispositivi di riappropriazione di risorse e di poteri, nuove forme di autogoverno e nuovi modi di costruire spazi dell’agire e del vivere condiviso. Per nutrire un processo costituente. E seminare la rivolta del sapere.

Programma della giornata del 30 Settembre

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9 Responses to “Sherazade che inganna la crisi” – LA RIVOLTA DELLA CULTURA

  1. Laura Fortini 25 settembre 2011 at 00:32 #

    Cara Assemblea del Teatrovalleoccupato,

    come lavoratrici dell’università ci sentiamo coinvolte nella iniziativa che avete indetto per il 30 settembre 2011; una giornata di riflessione sullo stato della cultura in Italia, contro una politica che, in nome di una supposta efficienza e produttività, mette invece in atto processi di emarginazione e smantellamento delle realtà culturali pubbliche.

    Non è un caso che l’assemblea si svolga al Valle, storico teatro che l’occupazione ha salvato dalla svendita ai privati, e fatto diventare laboratorio di progettazione non solo teatrale.

    Nello specifico del nostro luogo di lavoro, le mobilitazioni dell’ultimo anno hanno messo in evidenza come la produzione di conoscenza – nell’università e più in generale nella scuola – sia un nodo centrale dell’intero sistema di relazioni sociali, perché la scuola e l’università sono luoghi dove le relazioni sociali vengono progettate, ma dove possono, al contempo, essere messe in crisi e trasformate. Difendere la scuola, la ricerca e l’università come beni comuni – appartenenti a tutti e tutte e dunque sostenute da adeguati finanziamenti pubblici – non significa difendere l’esistente, bensì adoperarsi per cambiarlo.

    Ora siamo all’inizio di un nuovo anno in cui far nuovamente sentire, in tutte le sedi, una opposizione forte che sappia tenere insieme le esperienze e le pratiche politiche che hanno avuto luogo nel corso di un anno di mobilitazioni continue e ripetute, a partire da tanti Atenei, e tra essi il nostro, dove come ricercatrici e ricercatori, docenti, studenti, personale amministrativo abbiamo più e più volte fatto emergere il disagio di vivere in una università sempre più impoverita – in termini materiali, con la sottrazione anno dopo anno di risorse, in uno sfiancamento che toglie anche forza di pensiero, e perciò impoverita della sua capacità di essere un luogo di confronto e di scambio di conoscenze e saperi che ognuno e ognuna di noi incarna in quanto singolarità unica e irripetibile.

    A fronte di tale politica di umiliazione del ruolo dell’università, abbiamo dichiarato di essere “indisponibili” a puntellare ancora una istituzione che pure abbiamo a lungo sostenuto con la ricerca, l’insegnamento, il lavoro dell’amministrazione, con un lavoro di cura e amore per il suo essere libero luogo di conoscenza e apprendimento, aperto alla valorizzazione delle differenze e di saperi differenti, di tutte quelle persone – docenti, personale TAB, e studenti – che ne sono e ne fanno la vita.

    Se unico e irripetibile è il sapere di ogni esperienza, preziosa per talento, creatività, possibilità di invenzione, sempre uguale invece il potere che – più in generale con ottuso disprezzo della cultura – governa la scuola, l’università e le loro risorse, impoverendole sempre più, così come sempre uguale è un discorso sul merito e l’eccellenza che con mania di dirigismo virile parla e blatera di competizione, produttività, valutazione, là dove è invalutabile il capitale umano di energia, amore e cura dell’umano che si dispiega in tutte queste situazioni, nel rapporto tra studenti e docenti nella scuola come all’università quando esso è al meglio delle proprie potenzialità, nel lavoro di amministrazione di carte cui corrispondono storie di singoli individui, percorsi di vite sempre più segnate dalla precarietà.

    Non è un caso, ci sembra, che donne e uomini, ma anche più donne che uomini, stiano vivendo questa stagione politica con un senso di irriducibilità rispetto l’essere indisponibili a quanto sta accadendo oggi in Italia: siamo invece indispensabili al senso più proprio della scuola e dell’università, proprio per quel particolare concentrato di energia e forza protratta sul futuro che essa rappresenta, grazie al lavoro della conoscenza e al sapere che ognuna, ognuno di noi incarna e riflette, quel sapere che viene dalla relazionalità condivisa e progettuale piuttosto che dall’isolamento in cui si vorrebbe ognuno di noi vivesse.

    È per questi motivi che condividiamo lo spirito che anima l’occupazione del Teatro Valle e aderiamo con positività e (anche!) entusiasmo all’assemblea nazionale dei lavoratori e delle lavoratrici della conoscenza.

    Prime firmatarie e firmatari
    Paola Bono, Laura Fortini, Teresa Numerico, Enrica Rigo, Giovanni Caudo, Domenico Fiormonte, Ugo Fracassa, Michela Fusaschi, Francesco Pompeo, Ginevra Salerno, Aurora Silvestri di ReteRomaTre

  2. daniele 25 settembre 2011 at 18:03 #

    a che ora è previsto l’inizio dell’assemblea?

    • S.S. 25 settembre 2011 at 20:47 #

      E’ tutta la giornata dalle 11 alle 20
      Vi aspettiamo!

  3. no tav comitato lotta popolare di bussoleno 27 settembre 2011 at 19:54 #

    Ciao a tutti
    Innanzitutto un grazie di cuore da tutta la val di Susa, che vi segue con attenzione per tutto quello che siete riusciti a fare in nostro aiuto per la causa del movimento no tav. Siete eccezzionali, avete dato un esempio importante a tutti di come sia possibile cambiare l’ordine delle cose in questo paese. Basta crederci e voi l’avete fatto. Come movimento guardiamo con attenzione a quanto succede al di fuori della nostra terra e anzi riteniamo che mai come oggi il movimento no tav sia diffuso e riesca a diffondere informazione, lotta e speranza. Da alcune settimane seguiamo anche la creazione della giornata del 15 ottobre ma in particolare di quanto si sta muovendo in Italia oggi. Pensiamo sicuramente di partecipare all’assemblea di venerdì dei lavoratori della conoscenza, per ringraziarvi di persona, per discutere con chi oggi come noi lotta, per provare a dare il nostro contributo e il nostro sostegno ad una prospettiva chiara e netta di cambiamento in questo paese, che passi attraverso la lotta popolare e che sappia partire e rispettare i territori da cui nasce…

  4. lisa 28 settembre 2011 at 16:08 #

    E’ confermato tutto il giorno dalle 11 fino alle 20? Prevedete di pubblicare il programma o la scaletta di interventi? Sarebbe molto utile per chi lavora o ha altri impegni in modo da organizzarsi per partecipare. Grazie!!

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