13 lug

REPORT: ASSEMBLEA PUBBLICA DEL 21/06/2011, ore 17 COMMISSIONE LAVORO AMMORTIZZATORI/INTERMITTENZA WELFARE EUROPEI

COMMISSIONE LAVORO

AMMORTIZZATORI/INTERMITTENZA

WELFARE EUROPEI

TESTIMONIANZA in sala di una lavoratrice dello spettacolo di nazionalità francese

 

In Francia è riconosciuta da tempo la categoria dei lavoratori intermittenti.

(Quando nel 2004 è passata la destra al governo, ed era passata una riforma che toglieva sovvenzioni ai lavoratori intermittenti, c’è stata una grande protesta)

Per ottenere i contributi bisogna effettuare un totale di 507 ore lavorative nel corso di 389 giorni (10 mesi e mezzo), giornate lavorative che vanno dalle 8 alle 12 ore al giorno.

nelle 507 ore è compresa la maternità, i periodi di formazione, gli incidenti sul lavoro, le ore di insegnamento (è un lavoro ordinario ma può essere conteggiato per un certo numero di ore), ecc.

 

Domanda del pubblico

Dove trova il governo la copertura?

 

Risposta

Dalla tassa sui super ricchi.

 

Sussidio di disoccupazione (o di sussistenza): viene elargito mensilmente tramite assegno per i 10 mesi consecutivi ai contributi

Come lavoratori ordinari (non intermittenti) si ha un sussidio pari al periodo per il quale si è lavorato (se ho lavorato 6 mesi ho diritto a 6 mesi di sussidio). Si può chiedere un’integrazione se considerato troppo basso oppure si può sospendere per i periodi in cui non è necessario.

Domanda del pubblico: quali i requisiti per il sussidio di sussistenza generico?

Risposta: occorre avere 5 anni di permanenza in Francia e il domicilio in territorio francese

 

E’ prevista una pensione sociale, ovvero un minimo che garantisca di vivere. Questo salva molte persone. Circa 400 euro al mese, più circa 300 per l’affitto, più assistenza sanitaria gratuita, sussidi per i figli e per la loro formazione (all’inizio dell’anno ci sono i sussidi per comprare il materiale scolastico ai bambini – non vengono adottati libri di testo per non creare disparità sociale), sconti (es. 60% di sconto sulla bolletta della luce, 90 % di sconto sul biglietto del treno, ecc.).

 

Periodi di formazione. Quando si lavora, fra i contributi che si versano ci sono i contributi afdas, per la formazione. Una volta che si ha un tot di anzianità come lavoratori dello spettacolo si può usufruire di corsi di formazione con grandi maestri e corsi di aggiornamento

 

C’è un ufficio di collocamento uguale per tutti, uno o più per ogni quartiere, secondo la grandezza. Al momento dell’iscrizione a questo ufficio generico si forniscono informazioni circa le proprie competenze e poi si richiede di entrare in quello specifico dello spettacolo. Per accedervi bisogna avere esperienza lavorativa di minimo di 3 anni o avere una formazione riconosciuta. Dall’ufficio vengono presentate proposte di lavoro agli iscritti, a seconda delle competenze, della zona in cui si vive, ecc.

Si può fare domanda di iscrizione in qualsiasi momento dell’anno, appena accumulati i cachet.

Quando ci si iscrive al collocamento si riceve una tessera che dà diritto a sconti nei teatri, cinema, ecc. (gratuiti per disoccupati).

L’ufficio di collocamento si occupa di rimborsare le trasferte per le audizioni (esistono dei forfait)

 

Fine testimonianza ore 18.

 

 

Presentazione della LEGGE CECCACCI-RUBINO (in discussione)

 

Si tratta del nuovo testo unificato elaborato dalla Commissione Lavoro. Riforma le regolamentazioni esistenti per il lavoratori dello spettacolo, non introduce forme di welfare, introduce modifiche all’impianto, ed è peggiorativo dell’esistente.

 

La lotta a lungo termine deve essere quella di imporre un diverso tipo di garanzie sociali, il riconoscimento dell’intermittenza strutturale del nostro settore. Quando parliamo di intermittenza la intendiamo alla francese, così come vorremmo fosse riconosciuta anche in Italia. Ma ora non stiamo parlando di questo, tentiamo per ora di capire cosa avviene nelle aule di Parlamento rispetto all’esistente: al momento non esiste alcun riconoscimento dell’intermittenza.

 

Dalla disoccupazione a requisiti ridotti, in Italia, sono esclusi gli artisti. Questa è normata da un regio decreto del 1935 (che li esclude anche dall’assicurazione contro la tubercolosi).

Ciò che ha di buono questa legge è che se approvata elimina automaticamente il codicillo del 1935, indipendentemente dal contenuto, così come farebbe qualsiasi legge sugli ammortizzatori sociali.

Un elemento generale di insufficienza di questo provvedimento è che molte categorie non hanno contratti nazionali. Molte delle norme si agganciano alla definizione di contratto nazionale, quindi dentro la legge rimarrebbero degli elementi discriminatori che non vengono affrontati dall’impianto della legge.

 

Noi lavoratori dello spettacolo non abbiamo una identità fiscale definita. L’uso della partita iva è spesso oggetto di ricatto lavorativo. I termini di sfruttamento e di ricatto sono altissimi, senza che ci sia poi una vera autonomia da parte dell’attore, che lavora comunque in un ensamble in cui non ha spesso potere decisionale (orari di lavoro, modalità, ecc)

 

La legge presenta alcune norme che di per sé sarebbero virtuose, ma declinate nel presente lavorativo che conosciamo ci sono motivi di preoccupazione. Se non ci sono paletti molto rigidi queste norme rischiano di diventare pessime. Esponiamo le nostre osservazioni in merito.

 

 

ARTICOLO 1

TUTELE ASSICURATIVE

 

Comma 3

Espone i 3 criteri necessari per accedere ai requisiti ridotti di disoccupazione

 

a) Non aver raggiunto 78 ore di lavoro nei due anni precedenti

 

Commento: va specificato complessive. In questo caso sarebbe una norma positiva perché allarga la forbice temporale da uno a due anni.

 

Intervento

Ma la domanda per il sussidio ogni quanto si presenta? Come funziona il conteggio se presentata per due anni consecutivi? Verrebbero riconteggiate le stesse giornate lavorative due volte. Quindi dovrebbe valere solo al primo accesso? (per avere accesso al primo sussidio di disoccupazione occorre avere una anzianità contributiva, fa fede la prima giornata di contratto, non necessariamente in ambito di spettacolo).

Problema: non c’è indicazione sull’“interregno” di passaggio.

 

b) Massimo di reddito percepito nei 2 anni precedenti.

 

Commento: il massimale è troppo vicino alla minima (circa 800 al mese). Deve essere alto, e indicata una cifra precisa e non dei parametri che fanno sempre riferimento ad altre leggi. Se questa proposta fa riferimento ad un principio etico, e cioè che chi guadagna tanti soldi non ha diritto al sussidio di disoccupazione, si potrebbe agganciare questo massimale alle aliquote fiscali che determinano le fasce fiscali?

 

c) Non più di 15 giornate complessive nei 5 mesi precedenti alla domanda di disoccupazione

 

Commento: condizione inaccettabile e tacciabile di discriminazione anticostituzionale. i due criteri quantitativo e temporale presenti nel testo sono in contrasto fra loro. Rischia di incentivare il lavoro in nero e quello come autonomi con partita iva (che quindi non usufruirebbero più di questo sussidio).

 

Comma 4 Erogazione del sussidio

“l’indennità di disoccupazione è erogata… e ammonta..”

Commento: l’erogazione è concepita in modo che per ogni giornata in cui si è lavorato, si ha diritto ad una giornata di disoccupazione (rimane il criterio percentuale). Perché attuare questo tipo di logica? Perché non “una giornata da disoccupato, una di sussidio”?

 

Intervento

Il comma 5 stabilisce le cifre cui ammontano le coperture per 2011, 2012, 2013. Sono bassissime e non potrebbero andare a coprire tutti i lavoratori.

 

Comma 9   maternità

Commento: Peggiorativo. Introduce anche qui una temporalità (all’atto di congedo per maternità, le lavoratrici devono risultare disoccupate da più di due mesi).

 

Intervento

Obbligatorietà della paternità, presente in legislazioni europee (c’era nella legge rubini).

 

Comma 9.11 Meccanismo di auto-contribuzione

“i lavoratori che non raggiungono i 120 giorni lavorativi… possono versarsi in modo volontario i contributi”.

 

Commento: innovazione di per sé positiva. Ma come introdurre nel testo elementi in grado di garantire la buona applicazione? Esiste una “terra di nessuno” di ingaggi più o meno oscuri, lavoro in nero, produzioni travestite da momenti formativi ecc.. casi tutt’altro che marginali in cui il meccanismo di auto-contribuzione potrebbe andare a togliere un onere al datore di lavoro piuttosto che costituire un diritto per il lavoratore, andando a costituire per quest’ultimo ulteriore rischio di ricatto. Servono ulteriori specifiche.

 

Comma 16 massimale

“tra massimale retribuito imponibile e massimale retributivo previdenziale. …”

 

Commento: scritta male e complicatissima (proponiamo una democratizzazione del linguaggio!). Viene data la pensione solo su un terzo del reddito percepito? Dal testo sembra così.

 

Intervento

La questione del massimale tocca soprattutto coloro che hanno una retribuzione elevata per la singola giornata lavorativa (es. musicisti solisti che possono prendere 5000 euro per una serata).

 

Intervento

Non introduce l’obbligo per il datore di versare i minimali.

 

Comma 20 Deduzione delle spese

“favorire una maggiore corrispondenza fra l’imponibile …”

 

Commento: va chiarita. Come si fa a calcolare una percentuale sul compenso annuale all’inizio dell’anno, basandosi sull’ anno precedente? Nel nostro lavoro non c’è una continuità con l’anno precedente. Occorrerebbe fissare il tetto, non il parametro.

 

ARTICOLO 2

 

Comma 1Foglio d’ingaggio

“i rapporti di lavoro sono normalizzati… foglio d’ingaggio … individuale, sottoscritto dalle parti, corrisposto dal lavoratore antecedentemente …”

 

Commento: a cosa serve l’introduzione del foglio d’ingaggio? È già tutto fissato dal contratto.

È integrativo? Non aggiunge niente. C’è una tendenza in Italia a scardinare il meccanismo di contratto nazionale, dunque è pericoloso visto il quadro politico in cui siamo, nel quale si moltiplicano le possibilità contrattuali.

La sottoscrizione antecedente non va bene per il cinema, in cui spesso si viene convocati con un preavviso minimo o inesistente. Dovrebbe esistere una differenziazione, ad esempio rispetto al teatro.

 

Intervento

E’ per scaricare sul lavoratore alcuni obblighi previdenziali e fiscali.

 

Comma 5 Certificato di agibilità Enpals

“ai fini del risparmio e della semplificazione … con la richiesta del certificato di agibilità Enpals … il datore di lavoro committente assolve contestualmente … nuova procedura informatica..”

 

Commento: il certificato Enpals non è obbligatorio in tutte le produzioni! E’ il solito discorso del principio di discriminazione, non definendo la categoria (non per tutte le categorie è necessaria agibilità, es. scenografi)

 

ARTICOLO 3

AGENTI DI SPETTACOLO

 

Riconoscimento degli agenti di spettacolo, definizione di categoria e delle competenze (stesura dei contratti, consulenza, comunicazione ecc.)

 

Commento: Da eliminare completamente perché non pertinente. La categoria degli agenti non ha nessuna pertinenza con questo testo di legge! Sono lavoratori autonomi. Inoltre le forme di intermediazione in Italia in realtà non sono legalmente riconosciute. Questo inserimento è forse dovuto a pressioni corporative?

 

ARTICOLO 4

REGISTRO DEI LAVORATORI E DEGLI AGENTI DELLO SPETTACOLO

 

Istituzione del registro

“iscrizione è libera, non vincolante… domanda di iscrizione è valutata dalla commissione… nominata.. composta da 5 membri..”

 

Commento: il testo è contraddittorio al suo interno. Nella categoria esiste ed è manifesta da tempo la necessità di legittimarsi, ma che si compia attraverso l’elaborazione autonoma di un modello di sistema in cui un registro trovi senso e ragione d’essere. Insomma così come descritto il registro è libero e non serve a niente, ma istituisce l’ennesima commissione (e non si dice nulla su competenze, nomina, trasparenza, tempi..) e da la possibilità a chi può versarsi i contributi da solo di legittimarsi tramite l’adesione ad una categoria professionale.

 

DIBATTITO

 

Intervento (con rilascio di documento relativo)

E’ necessario creare un albo o registro e che sia vincolante esservi iscritti per esercitare la professione. Propongo di inserire un esame da sostenere per identificare le oggettive qualità minime necessarie per essere definiti attori, giudicate da una commissione democraticamente eletta.

 

Intervento

I professionisti devono essere iscritte a un ordine. C’è una sensazione di caos perdurante, scatole complesse per gestire in termini di vecchie normative la situazione frammentaria odierna. C’è una tendenza degenerativa, qualsiasi lavoratore si troverà in balia di queste leggi complicatissime da decifrare.

La molteplicità di forme di guadagno che spesso portano noi lavoratore al di fuori di questa normativa e non in grado di percepire i sussidi. C’è un gradino politico: dobbiamo porre delle necessità forti per il teatro. E se insegno teatro in una scuola, io voglio che questo mi risulti per la  pensione! Ora non è così. Proposta: bisogna capire cosa ci può garantire la copertura finanziaria di questa legge. Fare due o tre proposte minime, urgenti. Identificare la spezzatura nella commissione.

 

Intervento

Nel mondo anglosassone la situazione è diversa dalla nostra, teatro e cinema sostenuti da enti privati, gli albi prendono il nome di sindacato (ogni categoria di lavoratori ne ha uno). Come criterio di ammissione c’è l’aver partecipato a produzioni con determinati requisiti. Non c’è un esame e istituirlo in Italia sarebbe oneroso. C’è una tassa di iscrizione, questo dà disponibilità economica per il sindacato. Bisogna trovare una soluzione che sta a metà, non possiamo aspirare al modello anglosassone sostenuto da privati, ma possiamo  tenderci lo esso. Se abbiamo un Albo e l’Albo indice lo sciopero, nessuno può andare a lavorare! Garanzia di adesione, tutela per tutti.

 

Intervento

E’ necessario il riconoscimento della nostra categoria e del nostro lavoro intellettuale. In questo paese non viene riconosciuto. Portiamo avanti una lotta avanzata su questo! La libertà artistica non deve essere penalizzata: è importante la distinzione fra libertà di espressione artistica e difesa dei diritti del lavoratore. Due cose da tenere distinte!

 

Intervento

L’assemblea dovrebbe dar mandato a un comitato di riunirsi per elaborare una proposta. Importante discutere dell’Imaie, strettamente connesso col welfare. Se non capiamo qual è lo schema con cui veniamo trattati da chi sta dall’altra parte e cerca di fregarci (es. mancata definizione giuridica di artista, esecutore, interprete “professionista”) non possiamo vincere. Serve un tempo strutturato, ci troviamo davanti a qualcuno che è molto più grande di noi.

 

Intervento

Su internet (facebook ecc.) non compaiono gli ordini del giorno e le proposte fatte dal Valle, all’esterno non arrivano informazioni circa che cosa spinge gli occupanti a continuare la protesta

 

Intervento

Per una comunicazione via web è necessario un cuore pulsante molto attivo. Deve esistere un sito da cui partono tutte le informazioni, un “cuore”.

 

CONCLUSIONI

 

Cambiamo l’attitudine. È ovvio che questa occupazione ha mille limiti ma li ha perché esiste! Non deleghiamo, questa cosa è nostra, è di tutti, mettiamo a disposizione tempo, competenze. Entriamo nello specifico di vari argomenti, stiamo sperimentando pratiche di democrazia diretta che non esistono aldilà di noi! Questo è importante, l’attitudine che abbiamo, se no c’è sempre una distanza, una delega.

A questa bozza che abbiamo preso in considerazione oggi che già integra lavori precedenti, aggiungeremo ulteriori integrazioni. Consideriamolo un lavoro aperto, produciamo dei documenti di cui all’esterno debbano tenere conto. Impariamo a saper moltiplicare gli interlocutori, gli obiettivi. Facciamoci canale di ciò che avviene qua, produciamolo, diffondiamolo.

 

Son stati diffusi dei volantini del Cresco, inchiesta autofinanziata ma anche strumento politico fortissimo. Compiliamo il questionario e diffondiamolo.

 

Questa settimana ci saranno assemblee con Ugo Mattei e Luca Ruzza.

Sarebbe importante che la partecipazione che attraversa in questi giorni il Valle si ricostruisse anche in modo virale. Ci vuole autorganizzazione.

 

Occorre una soggettività politica in grado di creare conflitto sociale. Costruiamo una giornata specifica sulla costruzione di questa soggettività. Tq, DocIt, cineasti indipendenti, drammaturghi contemporanei verranno da noi in assemblea venerdì.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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