24 nov

CINEMA Prima Nazionale “Il silenzio di Pelešjan” di Pietro Marcello – Giovedì 24 Novembre h. 21

CINEMA/TEATRO VALLE OCCUPATO 
PRESENTA UNA PRIMA NAZIONALE 

Serata cinematografica tra le parole dell’Associazione Sulmonacinema che per 28 anni ha organizzato l’omonimo festival e per un anno e mezzo gestito (con plausi e grande presenza della cittadinanza) il Nuovo Cinema Pacifico, chiuso a fine maggio, e le immagini del nuovo film di Pietro MarcelloIl silenzio di Pelešjan, nonché di una serie di cortometraggi dello stesso Artavazd Pelešjan, leggendario cineasta armeno. 
Partecipano Enrico Ghezzi (presidente della giuria del festival di quest’anno), Roberto Silvestri e Pietro Marcello.

IL SILENZIO DI PELEŠJAN 

Un film di PIETRO MARCELLO

Montaggio SARA FGAIER

Produzione
ZIVAGO MEDIA (RINO SCIARRETTA) in associazione con KINESIS FILM  (ENRICA GONELLA, MATTEO FAGO e SIMONE GATTONI) e AVVENTUROSA FILM

in collaborazione con RAI CINEMA e con la partecipazione del VGIK

Produttori Esecutivi
RINO SCIARRETTA e SIMONE GATTONI

 

www.pelesjansilence.it

IL SILENZIO DI PELEŠJAN vuole tratteggiare il ritratto di una memoria: l’opera del cineasta armeno Artavazd Pelešjan. Una memoria delle opere e della sua creazione, memoria del cinema e del suo rapporto con l’uomo, la sua vita, il suo pensiero, le sue emozioni e gli incessanti, infiniti percorsi che incrociano l’uno e l’altro. 
Artavazd Pelešjan è rimasto sconosciuto in occidente fino al 1983, quando il critico francese Serge Daney riuscì ad avvicinarlo e, insieme a pochi altri conoscitori della sua opera, a farlo conoscere in Europa. Secondo il critico francese lo scopo di Pelešjan è quello di captare la ‘cardiografia emozionale e sociale del proprio tempo’
Questo film non vuole essere una biografia, né un saggio documentato. E’ il semplice resoconto di un’impresa straordinaria, ovvero, essere riusciti nell’atto di filmare – per la prima volta dopo trent’anni – uno dei maestri del cinema mondiale. 
Il cinema di Pelešjan è un cinema d’intensità e nello stesso tempo il campo di sperimentazione accurata di una forma di “montaggio a distanza” che, nel derivare dalla lezione di Sergei M. Ejsenstejn e di Dziga Vertov, congiura contro gli stessi principi di montaggio dei due grandi maestri russi. 
Anche il ritratto di Pelešjan si costruisce attraverso il “montaggio a distanza” – come iperbole sperimentale e messa in opera piena e intensa di un montaggio interiore – componendo una visione ispirata e lirica del suo mondo secondo due direttive: 
- la narrazione costruita a partire dall’incontro con Pelešjan a Mosca, filmando la sua figura sfuggente e intensa 
- il reperimento dei frammenti delle sue opere e di materiali inediti che lo ritraggono in momenti eccezionali della sua vita, quasi uno spazio filmico costellato da sequenze tratte dall’opera di Pelešjan: cellule filmiche vibranti, che restituiscano il senso delle sue opere, pienamente espressivi in cui il movimento creativo che li ha generati non venga esaurito dal nostro intervento. 


Il regista –  Pietro Marcello

Classe 1976, debutta su Radiotre nel 2002 con il radiodocumentario Il tempo dei magliari, cui farà seguito il debutto alla regia con i corti Carta e Scampia. Dopo il documentario Il cantiere, vincitore dell’11esima edizione del festival Libero Bizzarri, La baracca e la docufiction girata in Costa d’Avorio Grand Bassan, partecipa alla 64esima Mostra del Cinema di Venezia nel 2007 con Il passaggio della linea , documentario realizzato interamente a bordo dei treni espressi che attraversano l’Italia (vincitore del premio Pasinetti DOC e di una menzione speciale nella sezione DOC.it). A seguito dell’incontro con Enzo Motta, il futuro protagonista del suo film, grazie alla Fondazione gesuita San Marcellino di Genova, realizza il documentario drammatico La bocca del lupo , vincitore della 27esima edizione del Torino Film Festival. Nel 2011 realizza il film documentario Il silenzio di Pelesjan sulle opere del regista armeno Artavatdz Pelesjan, presentato come evento speciale nella sezione Orizzonti della 68 Mostra internazionale di arte cinematografica di Venezia.


 Chi ha avuto cura del Nuovo Cinema Pacifico di Sulmona? 

Saranno presenti alcuni rappresentanti dell’Associazione Sulmonacinema che da anni organizza l’omonimo festival dedicato al giovane cinema italiano e allo sguardo altro: Marco Maiorano (presidente), Patrizio Iavarone (ex presidente, fino a pochi mesi fa), Roberta Giancola (responsabile organizzazione), Anna Leombruno (ufficio stampa locale), Pierlorenzo Puglielli, collaboratore programma e – ovviamente – Roberto Silvestri (direttore artistico). Insieme raccontano l’esperienza vissuta a partire dalla cesura impostasi a vasto raggio nella zona dopo il terremoto a L’Aquila il 6 aprile 2009: a Sulmona, l’unica sala cinematografica, il Cinema Pacifico appunto, fu chiuso per verifica di stabilità. Accertata l’accessibilità all’edificio dopo alcuni mesi, l’associazione si era impegnata presso il Comune di riaprirlo come “Nuovo Cinema Pacifico” con una gestione multifunzionale, ossia aperta anche a concerti, spettacoli, convegni, eventi per un pubblico eterogeneo, per restituire un luogo di cultura alla collettività, da cui fu ampiamente frequentato. La riapertura del cinema avvenne in occasione del festival di quello stesso anno, ai primi di novembre, e l’attività era andata avanti con più o meno difficoltà economiche fino alla fine del maggio scorso, quando – a sorpresa – fu chiuso ufficialmente dall’assessore alla cultura. Motivazione: la gestione del locale pubblico doveva essere soggetta a un bando, il quale però andò deserto… 

Per ora è prevista una breve riapertura nei giorni del festival (dal 3 al 7 dicembre), e dopo? Buio in sala…. ?

 

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