14 mar

commons café | PERFORMING MEDIA: HAPPENING NOMADI E MEDIATTIVISMO TRA WEB E TERRITORIO con Carlo Infante

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commons café
giovedì 14 ore 18.00

 
PERFORMING MEDIA: HAPPENING NOMADI E MEDIATTIVISMO TRA WEB E TERRITORIO
con Carlo Infante

Il concetto di Performing Media nasce da un crossover di teorie e pratiche che partono dall’agit prop rivoluzionario degli anni Settanta, basato sull’uso delle multiproiezioni di diapositive (come quelle progettate per la dinamizzazione culturale in Portogallo nel 1974) alle azioni di urban experience per ascoltare microstorie inscritte nelle geografie delle mappe on line mentre si passeggia esplorando i territori, passando per le sperimentazioni delle avanguardie degli anni Ottanta con il videoteatro e i teatri d’ascolto radiofonici (come quelli prodotti per Audiobox-RAIradiouno).

Un punto cardine di questo percorso è a Torino dove è nato un Performing Media Lab che ha sede, in collaborazione con Libera, in un bene confiscato alle mafie con un’attività costante di mediattivismo.
In quell’ambito s’è elaborata un’esperienza che deriva dai primi blog, realizzati già nel 1997 per la Biennale dei Giovani Artisti e un’attività di ricerca in ambito educativo, come quella, nel 1996, con il “Futuro Digitale” curato nell’ambito del Salone del Libro. Educazione alla legalità, politiche giovanili, nuovi modelli d’apprendimento sono gli ambiti in cui s’è sviluppata una Social Innovation (quando questo termine non era ancora di auge) particolarmente intesa come creatività sociale delle reti, per declinare questo concetto nella sostanziale interazione tra l’impegno radicato nel territorio e l’innovazione espressa dai nuovi media capaci di tradurre l’interattività in nuova interazione sociale. Tutto ciò ha preso forma da una serie di iniziative promosse proprio a Torino, a partire dall’esperienza del geoblog per le Olimpiadi Torino 2006 (progettato prima che arrivasse googlemaps) che permetteva di scrivere “storie nelle geografie”, con post geo-referenziati sulle azioni svolte in città (cosa che googlemaps quando è arrivato non permetteva di fare… il sistema api è stato aperto solo alla fine del 2007). Per la giornata nazionale antimafia del marzo 2006 le decine di post (con foto caricate via mms) taggarono passo passo (indicando strada e numero civico… i gps integrati non esistevano…) il movimento del corteo. Uno dei primi eventi di geomapping, in assoluto, nel mondo.
Nel gennaio 2007 (in occasione della giornata della memoria del 27 gennaio) fu realizzata una Mappa Emozionale dei Luoghi della Memoria Antifascista funzionale ad un’azione che dall’Università di Palazzo Nuovo giunse alla Stazione di Porta Nuova dove partiva il treno per Auschwitz, lungo il percorso si leggevano con gli smartphone i mobtag (o qrcode) che rimandavano alle schede informative sui luoghi della memoria (ex ghetto, casa Gobetti,etc) dove era possibile rilasciare commenti. Fu il primo evento di mobtagging, per taggare nel territorio le tracce di memoria.

Oggi le pratiche di performing media sono all’interno di Urban Experience, un ambito di progettazione culturale per giocare le città attraverso la creatività sociale delle reti: per reinventare spazio pubblico tra web e territorio. L’attività costante si caratterizza per l’invenzione di format ludico-partecipativi associati all’azione crossmediale sul campo, con happening nomadi, a volte definiti walk show.
Una buona pratica consolidata è quella di esplicitare quei format in un particolare intervento formativo definito Experience Lab.
In alcuni saggi è possibile trovare l’evoluzione di questo percorso di ricerca ai confini tra sperimentazione teatrale e mediattivismo, tra cui da Educare on line (1997, Netbook), Imparare giocando (Bollati Boringhieri, 2000), Edutainment (Coop Italia, 2003), Performing Media. La nuova spettacolarità della comunicazione interattiva e mobile (Novecentolibri, 2004), Performing Media 1.1 Politica e poetica delle reti (Memori, 2006). In quest’ultimo si trova una prefazione di Beppe Grillo, fondamentalmente perché si analizzava il fenomeno dei meet up, i forum che determinarono il successo del suo blog.

NOTA BIOGRAFICA
Carlo Infante si occupa fin dagli anni ’70 delle nuove forme di comunicazione, a partire da quella teatrale, seguendo con attenzione le trasformazioni culturali prodotte dallo sviluppo delle tecnologie e dei media. “Oggi, inquieto ragazzo di mezza età, Carlo continua ad ispirare pratiche artistiche di confine e ad assere una spina nel fianco delle istituzioni, di cui, al contempo, è apprezzato consulente. Docente di Perfoming Media, la sua pratica mette insieme per definizione cose apparentemente distanti: le arti sceniche, che si rivolgono ad una collettività, e l’universo dei media, polarizzati invece nei palinsesti individuali.” Dove trovare il punto di incontro? Nella direzione, che è quella della domanda di dialogo con il mondo esterno, attraverso il mediattivismo e la creatività sociale delle reti.
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