20 feb

COMUNICATO STAMPA: Il Teatro Valle Occupato sostiene i Lavoratori della RSI / Officine Trenitalia

 

20 febbraio 2012, Roma

Tutto il nostro sostegno e complicità con i  lavoratori  della RSI/Officine Trenitalia che oggi hanno occupato la fabbrica dopo 8 mesi di cassa integrazione non pagata.

Occupare luoghi di lavoro oggi significa trovare un modo per bloccare la produzione e riappropriarsi di tempi e ricchezze oltre che rivendicare un differente modo di lavorare, basato sulla cooperazione e non sul sacrificio e lo sfruttamento. Anche per noi occupare un teatro non significa soltanto porre la questione culturale nel nostro paese: significa ri-impossessarsi e autogovernare un nostro luogo di produzione, mettendo in evidenza la necessità di parlare di diritti minimi non riconosciuti (come la disoccupazione negata al personale artistico dello spettacolo), di reddito sottratto, di lavoro culturale. 
 
Il cambio di paradigma che queste pratiche politiche impongono parlano di soppressione della logica della proprietà privata e della proprietà pubblica, entrambe ancorate al mercato, in favore della logica della proprietà comune, in cui concorrenza e competitività non sono più i principi regolatori delle nostre vite.
Occupare spazi pubblici, teatri, fabbriche significa, come dicono i lavoratori della RSI, avere un’altra idea e renderla possibile da subito: un’altra idea di società a partire dalla qualità della vita e delle relazioni, dallo sviluppo sostenibile, dall’attivazione di altre economie che dimostrino che le soluzioni imposte dai mercati e dai governi in Italia, in Grecia e in tutta Europa non sono le uniche immaginabili.
Un’altra idea di città come luogo della condivisione e della bellezza e non della speculazione e delle rendite.
Siamo pieni d’idee per come far andare le cose diversamente, e siamo pronti a metterci i corpi per renderle possibili. Ecco perché cultura e formazione devono essere per tutt*: perché strumento di immaginazione, pensiero critico, capacità di inventare alternative concrete.

Se una stessa trama unisce attacco ai redditi, speculazioni, saccheggio dei territori, ristrutturazione di Trenitalia e linea Tav, una trama fatta di connessioni e complicità lega le nostre lotte: lavorat*, precari e intermittenti che rivendicano reddito, occupazioni di cittadinanza che costruiscono altre democrazie, movimento No Tav. Tutti fili di uno stesso tessuto: nella desolazione di questa crisi voluta dall’Europa finanziaria la potenza del comune intreccia i nodi di altri mondi.

 

TEATRO VALLE OCCUPATO
lavorat* dello spettacolo

 

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