01 Giu

COSTITUENTE DEI BENI COMUNI | Assemblea#2 Ex Colorificio Liberato_PISA | Sabato 1 giugno

SABATO 1 GIUGNO
FATTI BENI E VAI A PISA
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LA COSTITUENTE DEI BENI COMUNI all’ Ex Colorificio Liberato
ASSEMBLEA#2

Continua senza sosta il percorso lanciato il 13 Aprile al Teatro Valle Occupato.
Dopo la seconda tappa de L’Aquila, la Costituente dei Beni Comuni si aggiornerà all’ex-Colorificio Liberato di Pisa il 1 Giugno con Ugo Mattei, Salvatore Settis, Paolo Maddalena e tutti i movimenti in lotta per i beni comuni.

La peculiarità di questa seconda tappa caratterizzerà la discussione, cercando di dare suggestioni a partire direttamente dall’esperienza del territorio pisano e toscano, ma anche di tutta Italia, per una riscrittura e ridefinizione del concetto di proprietà.

L’ “incomprimibile” ha negli ultimi anni assunto molteplici forme che oggi, nello spazio di una pubblica assemblea, si apprestano a una rilettura di norme costituzionali, da tempo accantonate, come la funzione sociale della proprietà privata e il riconoscimento delle comunità, come dagli art. 42 e art. 43 della Costituzione Italiana.

L’appuntamento è quindi il 1 Giugno alle ore 15 all’ex-Colorificio Liberato di PISA per la seconda tappa della Costituente dei Beni Comuni.

50x70 TEATRO VALLE

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6 Responses to COSTITUENTE DEI BENI COMUNI | Assemblea#2 Ex Colorificio Liberato_PISA | Sabato 1 giugno

  1. Tuccio 26 maggio 2013 at 06:17 #

    La Repubblica riconosce, garantisce, tutela il diritto alla proprietà nelle sue forme comune, pubblica, privata. Sono comuni i beni, materiali e immateriali, essenziali all’esercizio dei diritti fondamentali per la vita nonché al libero sviluppo della personalità umana. I beni comuni possono appartenere a soggetti pubblici o privati e il loro utilizzo deve conformarsi ai principi di cura, custodia e difesa per il benessere delle generazioni attuali e future. Sono pubblici i beni, materiali e immateriali, che soddisfano interessi generali fondamentali ovvero bisogni corrispondenti ai diritti civili e sociali della persona. La Legge regola termini e modi della loro gestione. Sono privati, infine, tutti gli altri beni, materiali e immateriali, non comuni nè pubblici.

    Il mio modesto contributo ai lavori da piccolo "mozzorecchi" (v. etimo) di provincia.

    Con voi non corpore sed animo!

    A quando a Vicenza, Veneto, Profondo Nord?

    Concetto "Tuccio" Romeo

  2. Tuccio 26 maggio 2013 at 08:17 #

    "Ubi homo, ibi societas. Ubi societas, ibi ius. Ergo ubi homo, ibi ius".
    Per un nuovo costituzionalismo dei bisogni (S. Rodotà, Il diritto di avere diritti, Laterza 2012)!
    Concetto "Tuccio" Romeo

  3. Tuccio 31 maggio 2013 at 12:51 #

    Vista la natura assolutamente “sfuggente”, sotto ogni aspetto delle scienze umane (diritto, sociologia, antropologia, psicologia), di qualsiasi definizione positiva di natura, concetto e estensione del“diritto di proprietà” (cos’è!), verrebbe quasi fatto di proporre, come dire, un approccio di “teologia negativa” (Nicola da Cusa, De Docta Ignorantia: Dio è al di là di tutto, e dunque, tutto ciò che di Lui affermiamo non è più vero di ciò che di Lui neghiamo!) alla definizione di proprietà (cosa non è!). La natura, l’estensione della proprietà, la determinazione del potere del soggetto sulla cosa, rimangono, infatti, storicamente ed evolutivamente mutevoli (e qui dò per acquisita la vasta letteratura interdisciplinare sull’argomento!).

  4. Tuccio 31 maggio 2013 at 12:52 #

    Ciò che, però, sembra permanere (basso continuo, quasi!) nelle differenti fasi storiche è che la proprietà consista essenzialmente nel diritto (aliter sed non rectius: regola psicosociale ammantata di diritto!) del soggetto di sottrarre una cosa all’uso comune. “Il diritto di proprietà – citando Vittorio Scialoja, Teoria della proprietà nel diritto romano, Roma, 1933, I, p. 272 – è definito più da un elemento negativo che da un contenuto positivo, più dalle esclusioni che implica che dalle attribuzioni che conferisce (p. 135)” . E lo ius excludendi che il soggetto può far valere in nome dei suoi poteri di disposizione sulla/della cosa vale per tutti i singoli ma non per lo Stato che dispone del potere di espropriazione per ragioni di utilità pubblica.

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