21 Nov

IN RISPOSTA ALL’AGIS LAZIO

 

In risposta all’Agis

In merito alle dichiarazioni del sig.Pietro Longhi, presidente dell’AGIS Lazio, sul dilagare delle occupazioni di spazi culturali abbandonati a Roma e in tutta Italia, il Teatro Valle Occupato vuole evidenziare il preoccupante risveglio di una associazione di categoria che dovrebbe dar voce ad oltre 70 esercizi teatrali e che in questi anni ha perso ogni credibilità di rappresentanza nel panorama politico e culturale.
La nostra preoccupazione nasce da molte considerazioni. In primo luogo è bizzarro che al risveglio dal lungo letargo, l’Agis Lazio punti l’indice proprio contro chi cerca con ogni mezzo di reagire allo smantellamento delle pratiche culturali nella nostra città, proponendo qualità, opportunità e visibilità ad un fermento cittadino che meriterebbe ben altra risposta dalle istituzioni preposte.
In secondo luogo ci appare assai inopportuno che il sig. Longhi, presidente dell’Agis Lazio, nonché gestore di ben tre teatri cittadini (Teatro Manzoni, Teatro Italia, Teatro Roma), del Teatro di Fiumicino (PalaTraiano), del Teatro di Ostia (Nino Manfredi), direttore artistico della stagione estiva del Teatro di Ostia Antica e di Caserta (realtà extraregionale), si faccia portavoce dei problemi di quelle realtà che per i tagli dei fondi a malapena riescono a far sopravvivere il proprio esercizio, essendo evidente un conflitto d’interessi degno dei nostri ‘migliori’ governi, e pretenda di metter bocca anche sulle attività degli spazi occupati, disciplinandoli secondo una presunta ‘legalità’.
Ma non sazio del potere, dei fondi, del controllo sui bandi, delle mani sulla città, il sig. Pietro Longhi , in quanto AGIS, dà una mano all’Assessorato alle Politiche Culturali della nostra città a concepire un bando truffa per la gestione dei cosiddetti teatri di cintura, la fatidica casa dei teatri e della drammaturgia contemporanea; un bando che abbiamo denunciato e smascherato come lavoratori dello spettacolo e della cultura quest’estate, insieme ad una inchiesta giornalistica di Paese Sera; un bando reso pubblico in pieno agosto – guarda caso -, pieno di vizi procedurali, senza tempi di legge conformi, con un superdirettore già designato dai partiti, e che presumibilmente riempirà i teatri di periferia degli interessanti spettacoli di Martufello, Pippo Franco, Sandra Milo e Sydney Rome che compongono i cartelloni dei molti teatri del Sig. Longhi, appunto.
(leggi la delibera fantasma…)
Alla luce di questo eclatante conflitto d’interessi, è ovvio che Il sig. Longhi si scagli contro quelle realtà culturali come il Teatro Valle Occupato, Cinema Palazzo, Teatro del Lido e ora cinema America che operano in prossimità dei suoi teatri, che sottraggono in maniera ‘rampante’ (sic!) pubblico ai suoi teatri ‘legali’.
Quanto alla política che appoggia, sostiene e difende le occupazioni; se il Presidente dell’Agis è a conoscenza di questa oscura strategia ci informi nel dettaglio. I nostri spazi occupati sono quotidianamente sotto assedio da controlli e ispezioni di polizia, vigili e istituzioni varie. Siamo osservati e monitorati di continuo per la presunzione di fare arte e cultura in una repubblica democratica. Alla faccia dell’articolo 9 della Costituzione. In alcuni casi si è dovuto perfino rinunciare all’assegnazione delle delibera 26 per poter tornare a fare una normale attività di produzione culturale. Impediti da dissennate politiche nazionali e locali di esercitare la nostra professione, tagliati fuori da ogni forma di sostegno, ignorati dalle Istituzioni pubbliche, pessimamente rappresentati da sindacati e associazioni di categoria quali l’Agis, abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e dimostrare, fuori dal sistema corrotto e incapace che soffoca questo Paese e questa città, di cosa siamo capaci. E i cittadini ci stanno dando ragione ritrovando nei nostri spazi, nei nostri teatri, nei nostri cinema una voglia di partecipare, condividere e  formarsi, troppo a lungo mortificata.
Il sostegno politico riguarda semmai la poca trasparenza e le solite liste di nomi vincitori nei bandi pubblici, il ruolo che l’Agis ha all’interno delle commissioni, i finanziamenti mirati a progetti, eventi e ristrutturazioni di certi teatri che dichiarano di sostentarsi senza denaro pubblico.
Denaro pubblico che nel nostro caso viene risparmiato, avendo il Comune di Roma in cassa un milione e trecentomila euro destinato al Teatro Valle e mai assegnato. Si limita a pagare poche utenze che arrivano a malapena al 5 per cento della spesa preventivata in bilancio. E il teatro ha ben cinque stagioni, è sempre aperto alla città, programma eventi di rilevanza nazionale e internazionale. Tuttavia siamo consapevoli che questo importante progetto non può e non deve contare soltanto sui nostri sforzi e sulle nostre energie.
L’illegalità non è un’ambizione, caro sig. Longhi, ma una transizione necessaria per costruire il nuovo. Noi vogliamo superarla. Questa è una fase costituente. Stiamo costruendo una Fondazione Teatro Valle Bene Comune finanziata in maniera trasparente dall’azionariato cittadino, dove diventare socio fondatore corrisponde a un impegno per la vita del Teatro, che gestirà alla luce del sole un patrimonio culturale del nostro paese qual è il Teatro Valle. Una turnazione delle cariche che eviti conflitti d’interessi, ingerenze partitiche, accumulazione di poteri. Cariche che siano accessibili a chi ha competenze, passioni e idee. Una gestione del teatro aperta ad una cittadinanza attiva nel rispetto dei ruoli, delle regole e dei contratti di lavoro. Finanziamenti europei direttamente dalle commissioni comunitarie preposte, senza mafiose intermediazioni. Sicurezza sul lavoro al primo posto nelle scelte gestionali. Difesa del diritto d’autore teatrale, musicale, audiovisivo con pagamento alle nuove collecting societies già in formazione volte a tutelare gli artisti all’indomani dello smantellamento della SIAE, monopolio illegale secondo le direttive della Comunità Europea, che trattiene indebitamente i due terzi dei compensi dei suoi iscritti. La nostra battaglia sul diritto d’autore è già iniziata!
Le rinnoviamo l’invito a incontrarci e informarsi correttamente su cosa sta accadendo in quei luoghi che oggi liquida con generiche dichiarazioni e forse troverà giuste e fertili le istanze che gli spazi occupati stanno esprimendo per rinnovare davvero la cultura in questo Paese.

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2 Responses to IN RISPOSTA ALL’AGIS LAZIO

  1. riccardo vannuccini 19 novembre 2012 at 12:38 #

    bene sinagua. tentativo maldestro dove non ridicolo del longhi come tutta la politica culturale di questa città e di questa regione

    Inviate l'articolo al candidato Zingaretti e cominciamo a sentire le opinioni di chi intende – e come – mettere mano allo sfascio della cosa pubblica e della cosa culturale

    r

  2. Agis Lazio 19 novembre 2012 at 19:02 #

    Roma, 19 Novembre 2012

    In merito alla lettera qui sopra pubblicata, il Dott. Pietro Longhi in qualità di Presidente dell’Agis Lazio, dà la sua piena disponibilità ad organizzare un incontro finalizzato ad un approfondimento sulla situazione complessiva che riguarda il sistema teatrale romano e non solo.

    In attesa di un vostro cortese riscontro,

    inviamo cordiali saluti

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