05 Nov

In-vocare la bellezza:in ascolto della visione,il cinema di Fabrizio Ferraro | martedì 5 novembre h21

Martedì 5 novembre 2013 h.21
In-vocare la bellezza:in ascolto della visione | Il cinema di Fabrizio Ferraro

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..in ogni bellezza c’è contraddizione irriducibile, amarezza irriducibile, assenza irriducibile
Simone Weil

Fabrizio Ferraro è uno dei pochi cineasti italiani capace di misurarsi con i linguaggi, oltre le barriere dei generi, e di allenare ostinatamente l’occhio a ritmi diversi.
Il Manifesto Mariuccia Ciotta

Martedì 5 Novembre alle ore 21.00 al Teatro Valle Occupato sarà proiettato il film di Fabrizio Ferraro Je suis Simone – La condition Ouvrière (2009, 83’), opera che evoca il periodo di lavoro trascorso dalla filosofa Simone Weil alla Renault dell’Ille Seguin.
La proiezione sarà preceduta da un incontro moderato dai critici Roberto Silvestri e Mariuccia Ciotta sul fare cinema di Fabrizio Ferraro, una prassi che sfocia in un gioioso rigore nella volontà di allenare l’occhio al ritmo espanso della vita. Saranno presenti all’incontro l’autore, il produttore Marcello Fagiani e le attrici protagoniste Claudia Landi e Giovanna Giuliani.

Sinossi del film
Dal 4 dicembre 1934 al mese di agosto 1935 Simone Weil lavorò come operaia alla Renault dell’Ile Seguin, nella periferia sud di Parigi. Da quell’esperienza lacerante nacquero alcune note raccolte postume con il titolo La Condition Ouvrière. Oggi l’isola, dopo anni di dibattiti su quale trasformazione dovesse subire, diventa l’isola dell’arte e della scienza con annesso un complesso di costruzioni per un quartiere residenziale. Quel luogo, catapultato nella nuova dimensione immateriale, un luogo carico di sofferenza, di lotte e contrasti, è protagonista di un mutamento e la geografia urbana cambia. Nascono quartieri residenziali della scienza e dell’arte, con famiglie che i manifesti promozionali mostrano come perfette, ideali. Ma nonostante questo nuovo abito patinato, nonostante il cemento che cerca di seppellire la sofferenza e il sangue di chi ha abitato quei luoghi, il dolore continua a incombere a margine della città di oggi.

Fabrizio Ferraro
Ha studiato cinema e filosofia del linguaggio, si è poi dedicato alla fotografia e ha organizzato incontri e retrospettive cinematografiche dirigendo, nel 2000 e nel 2001, la Mostra Cinematografica Internazionale di Terzo Cinema.
Nel 2006 ha pubblicato il Breviario di estetica audiovisiva amatoriale-Natura, immagine, etica edito da Derive Approdi. Tra il 2006 e il 2008 ha realizzato una Tetralogia di film-studio sull’amatorialità, singolarmente presentati in vari festival tra cui il Torino Film Festival e il Fid di Marsiglia; nel 2009 ha diretto Je suis Simone – La condition ouvrière, menzione speciale al 27° Torino Film Festival, seguito l’anno successivo da Piano sul pianeta – Malgrado tutto, coraggio Francesco!
È del 2011 Penultimo Paesaggio un film che si è rivelato “un piccolo caso di pubblico e critica a fronte di una modalità distributiva non convenzionale”. L’ultimo lavoro è Quatres nuits d’un étranger  del 2013.

Filmografia
Quatres nuits d’un étranger  (2013)
Penultimo Paesaggio (2011)
Ethos (verrà presto il giorno in cui gli attori e le attrici non crederanno più che le loro maschere e i loro costumi siano essi stessi) (2011)
Piano sul pianeta – Malgrado tutto, coraggio Francesco! (2010)
Je suis Simone – La condition ouvrière (2009)
Tetralogia di film-studio sull’amatorialità (2006/2008)

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