01 Lug

INTERMITTENZA E WELFARE IN FRANCIA

foto-welfare

Voi siete artisti…”

Voi siete salariati dello spettacolo…”

Quelli davanti e quelli dietro la scena”

Il lavoro artistico e intellettuale è fisiologicamente caratterizzato dalla discontinuità temporale, ma da una continuità legata alla formazione, all’aggiornamento, alla contaminazione.

In Italia non è riconosciuto questo tipo di lavoro, se non in forma di precariato, o in formule poco chiare di lavoro dipendente o autonomo. I “lavoratori dell’esperienza dell’essere” in Italia producono ricchezza, un’immensa ricchezza, che non viene redistribuita equamente.

Manca una legge sul lavoro che ne definisca e riconosca i diritti e lo statuto sociale. Riportiamo una sintesi che inquadra e descrive il sistema di intermittenza e il welfare in Francia. La Francia in questo è esemplare.

INTERMITTENZA:

Che cos’è un intermittente dello spettacolo? L’intermittenza non definisce uno statuto professionale ma identifica un sistema specifico d’indennizzo attraverso l’Assedic (associazione che gestisce la cassa di disoccupazione e versa le relative indennità agli aventi diritto). Per accedere a questa forma di sussidio bisogna essere già iscritti al collocamento ed avere un titolo di studio riconosciuto (accademia/ conservatorio/ studio specifico) o avere esperienza lavorativa (anzianità contrattuale di 3 anni).

L’intermittenza permette agli artisti o tecnici di percepire un’indennittà per il periodo di disoccupazione tra due contratti.

Requisiti:

Possono beneficiare dell’indenizzo i lavoratori con contratti a tempo determinato, che non abbiano lasciato volontariamente l’impiego o siano stati licenziati per motivi gravi, che hanno accumulato 507 ore di lavoro nell’anno precedente.

Il lavoro dev’essere remunerato attraverso dei chachet versati dal datore di lavoro (cachet forfettari calcolati su 12 ore lavorative al giorno per gli artisti -8 per i tecnici- che equivalgono dunque a 43 giornate lavorative). L’anno lavorativo entro cui cumulare le ore è calcolato a partire dalla data del primo cachet versato.

L’indennizzo:

Viene attribuito attraverso un assegno mensile per 10 mesi e si calcola in base a:

– i cachet accumulati

– il numero di ore

A ciascun giorno di lavoro non effettuato viene riconosciuto un tasso d’indennizzo. Nelle 507 ore di lavoro riconosciuto sono compresi formazione (contributi AFDAS), congedi, incidenti e ore di insegnamento (ore che possono essere riconosciute come cachet).

Ci sono forme di rimborso per i viaggi in caso di audizioni fuori sede.

Una delle fonti di corpertura finanziaria per il sussidio è la tassa sui super-ricchi.

Il congedo:

Esiste un fondo specifico per la categoria che consente di prendere congedi.

Per ogni cachet o serie di cachet il datore di lavoro emette delle “carta blu” che vengono cumulate e consentono poi di chiedere dei congedi che vengono rimborsati nell’anno successivo.

SUSSIDIO DI SUSSISTENZA UNIVERSALE:

Minimo garantito per chi non ha lavoro

400€ mensile + 100/200/300€ per l’affitto+60% di sconto su bollette+90% di sconto sull’autobus

Maternità:

Ci sono congedi di maternità, di paternità e sono riconosciuti anche i conviventi (paxati e non). Ci sono sussidi per i libri e i materiali scolastici per i figli.

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