19 Apr

ISTITUZIONE E DIFFERENZA | Attualità di Ferdinand de Saussure | 19 aprile

PRIMAVERA
Teatro Valle Occupato | Istituto Svizzero

19 aprile | ore 10 > 18

Teatro Valle Occupato
via del Teatro Valle 23

GIORNATA DI STUDI
Animale linguistico e animale politico

Cosa significa vivere il linguaggio?
Indubbiamente vuol dire avere una mente sociale, dove la dimensione relazionale precede la costituzione dell’individualità. Altrettanto, alla socialità della mente si accompagna il carattere da sempre politico della prassi umana.

Il parlante, l’artista esecutore, l’attivista politico hanno molti tratti comuni. Le loro performance non danno vita ad opere durature, mancano di uno scopo esterno, implicano la presenza altrui. Una parola, più di altre, afferra la combinazione: virtuosismo. Virtuoso – e dunque creativo – è il parlante che padroneggia una lingua storico-naturale, l’attore che mette in scena un testo o il violoncellista che esegue lo spartito, l’attivista politico che inventa nuove regole o istituzioni, mettendo in crisi le vecchie, rendendo il mondo più libero. 

Parlante e attivista politico, però, qualora non si aggrappino senza posa alle stereotipie, non hanno copione o spartito a disposizione. L’artista esecutore, e più di tutti l’attore – poiché nella sua performance raccoglie (come un diagramma) ed esibisce tanto l’abilità del parlante quanto la saggezza pratica di chi agisce nella sfera pubblica – offre un anello di congiunzione impareggiabile tra le due definizioni aristoteliche: l’uomo come «animale che ha linguaggio» e come «animale politico». 

Consapevole di questa congiunzione, Saussure ci ricorda: «la lingua può paragonarsi a una sinfonia la cui realtà è indipendente da chi la esegue». Il teatro e la sua tradizione – aggiungiamo – è la langue, la sinfonia. L’occupazione del Valle, l’esecuzione carica di virtuosismo che ci chiarisce, ancora e di nuovo, la sinonimia tra parlante, artista, attivista politico.

ISR_DeSaussure_273x2403Un lavoro interdisciplinare tra arte e scienza che riflette le trasformazioni e la crisi delle istituzioni culturali. Ripensare questo tema partendo dalla produzione di sapere: la ricerca e la formazione sono il terreno più efficace per realizzare e orientare il cambiamento. Per far questo abbiamo deciso di guardare alla linguistica e alla filosofia del linguaggio, per pensare alla lingua come istituzione pura e matrice di tutte le altre seguendo la lezione di Saussure, per immaginare originali architetture istituzionali mettendo a valore le differenze, talvolta irriducibili, che emergono nell’incontro tra i vari attori collettivi coinvolti in questa ricerca e interrogando nel profondo le pratiche culturali così come la stessa produzione artistica e scientifica: eccedere i luoghi classici della formazione e gli specialismi per dispiegare il potenziale dell’arte nella ricerca scientifica e sociale.

Questo incipit spiega da solo i motivi di questa collaborazione tra il Teatro Valle Occupato e l’Istituto Svizzero. Fin dall’inizio dell’occupazione al Valle ci siamo interessati al linguaggio, al senso delle parole e alla loro forza d’azione nelle pratiche. Il percorso d’indagine dell’Istituto Svizzero segna lo stesso cammino, interrogandosi sulla possibilità che la cultura, l’interdisciplinarietà e il lavoro artistico possano dare risposte ai cambiamenti sociali e culturali che questa crisi sta generando e imponendo. Una giornata di studi che vorremmo partecipata, interessante, piena e ricca di riflessioni e stimoli. Un invito a tutti coloro che hanno il desiderio di capire di più e meglio che è possibile costruire il nuovo, immaginando un futuro che non neghi le esperienze del passato ma risponda allo stesso tempo a un bisogno di poter elaborare nuove forme di organizzazione culturale, sociale ed economica.

 

 

Interverranno
MARCO MAZZEO | FEDERICA GIARDINI | ROSSANA DE ANGELIS | THOMAS ROBERT | FELICE CIMATTI | MARIE-CLAUDE CAPT CHRIATIAN PUECH | DANIELE GAMBARARA | PAOLO VIRNO | ROMEO GALASSI | MARINA DE PALO

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