23 Giu

Ap-PROFIT-tatevi del futuro

Teatro Valle Occupato di Roma al convegno “Cultura, orgoglio italiano” di ItaliaFuturaOggi alle ore 14 gli occupanti del Teatro Valle di Roma sono andati a chiudere simbolicamente l’ingresso del convegno “Cultura, orgoglio italiano” di ItaliaFutura, fondazione di Luca Cordero di Montezemolo, per esprimere il loro dissenso rispetto a tale evento.

Alla presenza del Ministro dei Beni Culturali Galan, gli imprenditori Della Valle e Montezemolo discutono dell’industria culturale.

Gli occupanti, lavoratrici e lavoratori dello spettacolo, denunciano gli episodi sempre più frequenti in cui la cultura viene traformata in una ghiotta opportunità.

Un’occasione per generare profitti che alimentano rendite finanziare e lobby di potere, complici nell’aver ridotto l’industria culturale italiana a luogo di sfruttamento del lavoro precario e della creatività artistica. Un’anomalia tutta italiana.
Da un lato retoricamente si afferma che con l’economia della conoscenza “non si mangia” e dall’altro si rende invisibile l’esproprio quotidiano del valore prodotto da chi la cultura la produce realmente.

I tagli a cultura e formazione pubblica disegnano un progetto complessivo di svendita da parte dello stato ai privati dei luoghi culturali, come il Colosseo nel caso di Della Valle.

Di fronte all’investimento di 25 milioni di euro per i lavori di ristrutturazione, l’imprenditore potrà utilizzare per 15 anni il brand “Colosseo” per i suoi prodotti e gestire l’organizzazione culturale all’interno del monumento, bene dell’UNESCO, proprietà dell’umanità.

L’investimento dei privati nel settore della cultura deve essere sì favorito, ma regolato attraverso la creazione di forme nuove di interazione tra pubblico e privato secondo le esigenze specifiche del mondo dell’arte e del sapere.

Per approfondire le possibilità in tal senso, è stato invitato presso il Teatro Valle Occupato il docente di diritto civile Prof. Ugo Mattei, autore del quesito referendario sull’acqua che ha tenuto un incontro dal titolo: ‬
‪”Come l’acqua, come l’aria: liberiamo i saperi. Nuovi modelli di sviluppo per una gestione diretta e orizzontale dei beni comuni.

 

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