25 Giu

Lettera aperta all’On. Francesco Giro

Teatro Valle Occupato - Onorevole Francesco GiroPubblichiamo una lettera di un lavoratore dello spettacolo che risponde alle accuse mosse dall’Onorevole Francesco Giro, sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali, in merito all’occupazione del Teatro Valle di Roma. Le parole che riportiamo si collocano perfettamente all’interno del confronto tra lavoratori dello spettacolo e istituzioni, confronto spesso negato per la delegittimazione della rappresentanza.

 

Lettera aperta all’On. Francesco Giro

 

Onorevole Francesco Giro,

l’occupazione in atto al Teatro Valle è parte di una protesta che si protrae da anni e rispetto alla quale non è arrivato alcun segno di responsabile apertura da parte delle Istituzioni e in particolare di questo Governo.

Ne è scaturita la stessa esasperazione che scorre lungo tutta la Penisola e che coinvolge tutti i settori della nostra società, in un clima di angoscia e di assenza di riferimenti che altro non possono creare se non frustrazione e mortificazione, anche in relazione alla pessima immagine trasmessa da taluni vertici politici che hanno definitivamente abbandonato ogni collegamento con quel codice etico imprescindibile per chi governa la Cosa Pubblica. Quanto al confronto accennato nel Suo intervento non posso che ricordarle che viviamo in un paese nel quale l’Esecutivo ha ridotto a mero organismo strumentale lo stesso Parlamento, utilizzando i numeri della sua maggioranza per svilire il dibattito e l’espressione della sovranità popolare attraverso una gestione padronale della politica e con operazioni di compra vendita di parlamentari.

In questo triste scenario le opposizioni sono relegate ai margini dell’esercizio democratico ed è venuta meno quella capacità di rappresentanza che dovrebbe garantire il margine di confronto e di legittima proposta che proviene da amplissime fasce di popolazione, ormai chiaramente maggioritarie per quanto espresso nelle ultime elezioni amministrative e nei referendum.

Queste sono le condizioni che hanno prodotto lo “zero assoluto” a cui Lei fa accenno, e che spingono i cittadini ad azioni simboliche che hanno lo scopo di recuperare presenza e protagonismo nel governo del futuro di tutti. In merito alla grave affermazione di “minaccia squadrista” collegata alla protesta manifestata al Teatro Valle Le ricordo che lo squadrismo è un fenomeno legato a un tempo che ci fa ribrezzo e vergogna ed è espressione della repressione violenta e dell’arbitraria sopraffazione, che in nessun modo è accostabile con quanto sta avvenendo nella sede occupata e comunque sempre aperta a tutti i Cittadini sia nella fase dibattimentale che in quella più squisitamente artistica. Lo squadrismo è semmai un metodo più riconducibile a certe pratiche di epurazione e di censura in atto nella televisione pubblica, ma è una suggestione che in ogni caso detesto evocare.

Infine, da romano, non posso che ricordarLe che questo popolo ha sempre mantenuto una dignità e un profilo estranei a qualsiasi forma di sottomissione, sia nella sua espressione anarchica che in quella “repubblichina” e mai ha accettato padroni non piegando la schiena nemmeno di fronte al Papa Re.

La vicenda legata al teatro Valle costituisce un importante momento di confronto che deve diventare elemento di crescita collettiva e deve essere affrontato con responsabilità e saggezza da parte di tutti.

Proprio in funzione di questo è auspicabile che al posto della provocazione e dell’invettiva si inseriscano strumenti di dialogo e di proposta, rispetto ai quali nessuno deve sottrarsi, soprattutto in un tempo che si sta delineando minaccioso ma che può diventare lo snodo cruciale per la costruzione di una stagione nuova. Senza più padroni e senza più sudditi.

 

S. P., regista

24 giugno 2011

 

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