MENZOGNA
laboratorio di drammaturgia a cura di
ANTONIO LATELLA
Perdono all’attore tutti gli errori dell’uomo,
non perdono all’uomo alcun errore dell’attore.
(Goethe, Wilhelm Meister)
Nella prossima stagione (2013/2014) Stabilemobile compagnia Antonio Latella, lavorerà su un unico tema: la MENZOGNA (drammaturgia, regia, pedagogia).
Essere invitati al Valle Occupato ha un grande valore, soprattutto perché la compagnia si è formata dopo aver sperimentanto, al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli, una modalità nuova di Direzione Artistica e quindi di programmazione e di lavoro con artisti, tecnici, drammaturghi, operatori, etc. Questa modalità si è dovuta arrendere di fronte ad evidenti problematiche economiche.
Il valore dell’invito del Valle cresce perché ci è stato proposto di lavorare sulla pedagogia e quindi sulla formazione, cosa che riteniamo fondamentale per il futuro del nostro fare teatro. Abbiamo quindi un romanzo che non si allontana dalla nostra ricerca attuale ma che la evidenzia il più possibile: MEPHISTO di Klaus Mann.
Il nostro compito sarà quello di ascoltare, sostenere e stimolare l’autorialità di tutti i partecipanti al laboratorio. La potenza del testo stimolerà una discussione sulla grande menzogna della prima metà del Novecento che ha ridotto in macerie tutti gli ideali umani dell’Europa. Il romanzo è anche una sottile critica al rapporto tra potere e teatro, quindi sulla menzogna dell’essere attore che offusca la verità dell’essere uomo.
Per partecipare al laboratorio sono richieste:
- lettura integrale di Mephisto di Klaus Mann
- scrittura di un dialogo ispirato a Mephisto
- scrittura di un monologo ispirato a Mephisto
INFO E CONTATTI
Dall’11 al 23 marzo 2013 (domenica 17 marzo, pausa), h 11-14, 15-19
Il laboratorio è aperto a drammaturghi, attori/drammaturghi e registi/drammaturghi 20 partecipanti.
Età min. 18, max 30 anni.
L’application form compilata, un cv e i monologhi dovranno essere inviati entro e non oltre l’11 febbraio 2013.
Per info scrivere all’indirizzo *navescuola.tvo@gmail.com* specificando nell’oggetto il titolo del laboratorio.
Siamo convinti che la formazione debba essere accessibile a tutte/i e debba essere un diritto per i lavoratori dello spettacolo: questo è un punto irrinunciabile della lotta del Teatro Valle. Per questo chiediamo a tutti i partecipanti un contributo minimo. Tale contributo, diverso a seconda della lunghezza di ciascun laboratorio ma uguale in termini di valore, è una cifra consigliata ma non vincolante. Se si hanno difficoltà a dare anche questa cifra minima, questo non può e non deve rappresentare un motivo di esclusione. Il contributo serve ad abbattere delle spese e, soprattutto, a rendere questa esperienza virtuosa: è un impegno reciproco ad avere rispetto verso il nostro lavoro.


Sono molto dispiaciuto che il laboratorio con latella sia stato limitato all'eta di 30 anni, e pregiudichi così una mia partecipazione ad esempio. Lo trovo incomprensibile e un vero peccato. Le risorse creative, le motivazioni, l'esperienza d'attore a cui rinuncia questo laboratorio è fondamentale, e se la formazione è un diritto dovere inalienabile non lo trovo neppure giusto. Non ci dovrebbe essere nessun limite di età proprio. Ma di capacità professionali, intelligenza comunicativa, educazione a vivere e lavorare con gli altri, suggerisco una revisione del criterio.
Peraltro, i requisiti per l'accesso al laboratorio chiedono un esperienza importante, sensibilmente complessa, che a 30 anni è difficie avere messo insieme. E' un opinione che esprimo con amarezza prechè A. Latella è una delle personalità che si interroga di più sul senso del nostro tempo, che amo, e per l'enorme interesse che mi muove.
Anche la possibilità di seguire almeno come uditori dovrebbe essere accessibile sempre e a tutti. I pedagoghi o i registi o gli attori sono e devono rimanere delle persone che hanno il coraggio di mettere in gioco il mistero di questo gioco che altrimenti di pedagogico ha poco.
Credo di parlare di un diritto di partecipazione che porta in se solo il dovere , la necessità di avere un educazione almeno teatrale che rispetti il lavoro anche in una fase di ricerca creativa delicata, ma che deve rimanere aperta e possibile a mio avviso.
chi ha più di trenta?
Sono un attrice di Torino, ho quarantaquattro anni e avrei piacere di sottolineare che, non è possibile che, tutte queste belle iniziative siano sempre chiuse e diano sempre e solo la possibiltià di parteciparvi, alla fascia massima dei trentenni. Il periodo storico che stiamo vivendo è terribile e si è dimenticato che esiste anche una frangia la quale va dai quaranta ai cinquantacinque, fascia completamente esclusa da qualsiasi cosa; permettetemi di dire anche a voi che fate arte, che, almeno, questo settore, il quale essere essenzialmente passione, cuore, ossigeno, amore, sacrificio, gavetta.. non precluda, a qualsiasi persona si occupi di arte, a prescindere dall'età, (soprattutto se l'età è un'età la quale permetterebbe di dare ancora moltissimo), di imparare, condividere, fare. In questo caso, mi riferisco al laboratorio di Antonio Latella ma, estendo la questione a qualsiasi laboratorio o iniziativa interessante ci sia stata in passato o ci sarà in futuro. Grazie. Laura.