04 Feb

ORAZIO #3 | FIORI DI MINIERA di Csaba Székely – Teatro Valle Occupato 30/01/2014

ALTRESISTENZE
ORAZIO mise en espace di nuovi testi dal mondo #3
Teatro Valle Occupato 30 gennaio 2014

BÁNYAVIRÁG — fiori di miniera
di Csaba Székely

traduzione Flaminia Caroli| Angelica Leo
supervisione Fausto Paravidino | Tamara Torok
mise en espace di Andrea Collavino
con Iris Fusetti |Aram Kiam | Davide Lorino | Fausto Paravidino| |Aurora Peres
direttore di produzione Flaminia Caroli

Prosegue la rassegna “Orazio”, l’appuntamento fisso del Teatro Valle Occupato con la drammaturgia contemporanea, che si apre con un aperitivo, prosegue con una mise en espace di nuovi testi dal mondo e si chiude con un incontro con l’autore.

Inaugurato il 28 novembre con Besame mucho dell’argentino Javier Daulte, e dopo un secondo appuntamento italiano con Homicide House di Emanuele Aldrovandi — “Orazio” prosegue giovedì 30 gennaio dalle ore 19 con la mise en espace di BÁNYAVIRÁG — fiori di miniera dell’autore ungherese Csaba Székely, testo pluripremiato in Ungheria e Romania e inedito in Italia.

L’autore presente alla serata, partecipa all’incontro, che segue alla mise en espace diretta da Andrea Collavino e con Iris Fusetti, Aram Kiam, Davide Lorino, Fausto Paravidino, Aurora Peres, tutti partecipanti di Crisi, il laboratorio di scrittura condotto da più di un anno da Fausto Paravidino al Teatro Valle Occupato.

Ed è proprio dall’unione tra il gruppo di Crisi, altri artisti e alcuni occupanti del Teatro Valle Occupato che nasce il progetto Orazio, il cui prossimo evento è previsto il 20 febbraio con un altro inedito.

Fiori di miniera prima opera di una trilogia, racconta di un paesino minerario della Transilvania senza più alcuna attrattiva, se non l’alto tasso di suicidi dei suoi abitanti. La vicenda si svolge nella cucina di una casa e indaga l’infelicità di cinque personaggi: due fratellastri che si prendono cura del padre morente, la coppia di vicini e il medico del paese che frequenta la casa più per bere che per visitare. Il clima è malinconico ma stemperato da uno humor nero molto divertente. La vicenda ruota apparentemente intorno alle cure della grave malattia del padre che giace nella camera a fianco alla cucina ma svela piano piano verità che riguardano ognuno di loro.

Csaba Székely è un autore trentatreenne della Transilvania, che scrive i suoi testi in ungherese. Le sue pièces hanno ricevuto numerosi premi nel suo paese e all’estero. Il suo testo “vi piacciono le banane, compagni?” è stato scelto dalla BBC come miglior testo europeo e ha vinto l’Imison Award dalla Società degli autori in Gran Bretagna. La sua trilogia su un isolato villaggio della Transilvania (Mineflowers, Mineblindness, Minewater) è divenuta popolare in Ungheria e Romania e sia Mineflowers che Mineblindness sono stati votati come migliori commedie dell’anno per due anni consecutivi dalla critica ungherese.

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