Rodotà considera improbabile l’ipotesi di essere chiamato a incarichi istituzionali in questa fase, né risulta sia stato interpellato da sinistra. In ogni caso, non intende stare fermo. La popolarità lo galvanizza non tanto in chiave personale, quanto come base per rilanciare la battaglia sui beni comuni. A questo serviva la riunione dell’altro giorno al Teatro Valle, con alcuni collaboratori e una decina di collegamenti via skype con altri spazi pubblici occupati in tutta Italia. Nei prossimi giorni il progetto politico prenderà forma di petizione alle Camere, con alcune proposte di legge già sottoscritte da centinaia di migliaia di cittadini ma ignorate dal Parlamento negli ultimi anni. Il testo sarà firmato da movimenti, associazioni, intellettuali; presentato a Roma alla vigilia dell’elezione del Presidente della Repubblica e inviato a tutti i Parlamentari. Poi assemblee in giro per l’Italia, da cui uscirà un pacchetto di leggi su beni pubblici, cultura, ambiente, internet, reddito minimo garantito