Permanenze

SPERIMENTANDO LO STATUTO:
PERMANENZE ARTISTICHE DI AUTOGOVERNO 

Abbiamo un solo rammarico. Non sapremo mai che cosa ci siamo persi. Ovvero: la mirabilante stagione a cui alludeva a fine estate il sindaco Alemanno. Denari pubblici investiti per pura formalità, senza alcun progetto definito, senza alcuna idea di sviluppo. Questa la proposta dell’amministrazione della capitale europea con il più grande patrimonio artistico dell’umanità. Non è un episodio locale, piuttosto una strategia che si sviluppa nel tempo: un vuoto pneumatico in cui lo stato si sottrae dando luogo al più violento attacco ai diritti degli ultimi sessant’anni e alla dismissione di ogni idea di cosa pubblica. In questo vuoto inventiamo uno spazio. Ci muoviamo per resistere e resistendo costruiamo il nuovo possibile, da subito. Dunque sì, la stagione è “saltata” perché al Valle va in scena una rivolta civile e artistica. Non siamo soli. In questo paese, e non a caso proprio nel settore culturale, sempre più persone diverse esprimono la volontà di una trasformazione radicale affidata alla potenza creativa del fare insieme. Un’epidemia passionale e civile che diviene momento costituente: torniamo a scoprire che la politica può essere la forma che gli uomini e le donne di volta in volta si danno per vivere e per vivere tra pari. Trasformando gli individui che si immergono nelle esperienze di lotta e di condivisione, e poi tutto il circostante. Nella lotta del Teatro Valle la posta in gioco non è il reintegro di fondi tagliati o la migliore amministrazione di un singolo teatro, bensì il riconoscimento della cultura come bene comune: l’accesso alla conoscenza, ai saperi, alla ricerca e alla creazione in tutte le sue forme come diritto imprescindibile all’esercizio della cittadinanza. È una diversa proposta di democrazia. I linguaggi artistici e i nostri saperi sono le armi che abbiamo a disposizione per leggere e riscrivere il presente – e che ci siamo lasciati sottrarre. Occupare è un modo per riappropriarcene. Ecco perché per noi – lavoratrici e lavoratori dello spettacolo – la programmazione artistica e il pensiero culturale che la anima non sono il corredo di una lotta che ha altrove il proprio oggetto: la lotta e l’arte per noi sono entrambe un atto di creazione.
La vita artistica del Valle Occupato non ha niente a che fare con una stagione o una programmazione. Occupiamo un teatro allo stesso modo in cui gli operai occupano una fabbrica: interrompendo il flusso di produzione e dunque mettendo in atto una forma di sciopero permanente degli intermittenti, interrogandoci sulle modalità del lavoro culturale e delle sue specifiche forme di sfruttamento, e investendo il piano dei diritti e quello giuridico-legislativo che lo governa. Occupiamo un teatro allo stesso modo in cui i contadini occupano la terra: riappropriandoci dei tempi e dei frutti del nostro lavoro…

PERMANENZE ARTISTICHE

Fin dalle prime assemblee abbiamo immaginato forme possibili di direzione artistica. In un processo aperto di spunti critiche domande abbiamo scritto diverse variazioni dell’articolo.
A questa scrittura vorremmo ispirarci per sperimentare da subito, ancor prima della nascita della Fondazione, forme di direzione temporanee, provvisorie, fragili ed anche esposte all’errore, all’abbaglio. Le stiamo chiamando “permanenze” – permanere, ovvero una diversa attitudine dello stare, che pur transitorio lascia una traccia, pianta una radice. Partiamo da ciò che muta e che nutre, e su quello costruiamo.
Chiediamo a noi stessi, immediatamente coinvolti nell’occupazione, e ai colleghi, artisti, compagnie, operatori di rispondere ad una chiamata progettando insieme brevi permanenze.
Tre, cinque, dieci giorni in cui abitare il teatro ospitando spettacoli o prove aperte, laboratori e inconti, proiezioni, concerti, sessioni aperte di studio su un testo o su una partitura fisica. Scegliere un tema o tirare il filo di una riflessione liberamente, secondo il desiderio o l’idea mai realizzata di collaborazioni improbabili. Invitiamo a usare questo spazio come un terreno poroso e fertile, un terreno di prova. Uno spazio del comune. 

COSA INNESTIAMO DENTRO UN’ ISTITUZIONE

Il tipo di istituzione che stiamo costruendo vorremmo assomigliasse più ad un organismo vivente che ad un dipartimentimento amministrativo. Secondo un principio ecologico, vorremmo che le forme che ingegneristicamente immaginiamo con gli strumenti del diritto siano sostenibili dalle forme di vita umane, le potenzino e non le avviliscano.
Sentiamo il bisogno di dare alle lotte una prospettiva propositiva e di permanenza costruendo istituzioni dal basso, capaci di funzionare come modelli positivi di azione.
La Fondazione dovrà essere in grado di cambiare i modi in cui lavoriamo, di mettere in crisi l’intero sistema culturale. Immaginiamo che poggi su una trama fatta di relazioni, una trama elastica, vivente, trasformativa e che al contempo si lascia trasformare. Al presente.
Lo Statuto della Fondazione presenta due elementi fortemente innovativi: la gestione partecipata della cittadinanza e l’autogoverno delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo. 

FILOSOFIA DEL NOI

La diffusione del potere decisionale non è, nel processo creativo e artistico, necessariamente garanzia di maggiore qualità.
Ci stiamo interrogando: è possibile anche nell’arte valorizzare una filosofia del noi a discapito del predominio dell’io, senza nulla perdere in libertà immaginativa e in critica, dissacrazione, punto di vista, particolarità? E ancora: si può immaginare un dispositivo in cui il potere amministrativo ed immaginativo non si concentri nella stessa persona? È possibile mantenere l’autonomia dell’artista, tutto l’arbitrio creativo, tutta l’eccedenza individuale, entro una dimensione collettiva?

CHIAMATA

Il nostro non è un appello di solidarietà all’occupazione. La nostra è una chiamata alle armi. O, per meglio dire, una chiamata alle arti? Invitiamo a imbracciare i nostri strumenti creativi e ad armare le nostre intelligenze, a partecipare provando a inventare qualcosa che ancora non esiste.
Invitiamo a scardinare meccanismi cristallizzati che ormai consideriamo immodificabili, a non rinunciare all’ idea che le cose possano funzionare in maniera diversa. Cerchiamo di individuare le strade per preservare l’autonomia artistica e creativa dall’ ingerenza di poteri politici ed economici. Interroghiamo gli artisti sulle possibili forme di gestione, in uno spazio pubblico costruito con la cittadinanza.
Invitiamo a vedere – laddove la miopia di questo sistema percepisce solo l’orizzonte del profitto – un’altra prospettiva e un’altra bellezza.

 

Prime permanenze



Capitolo 2: Jacob Olesen

Capitolo 3: Marco Baliani

Capitolo 4: REM&CAP


 
Capitolo 7: Anatoly Vasiliev
  
Capitolo 8: Adriana Borriello
  

 

Prossime Permanenze

 Veronica Cruciani//Valerio Vigliar//Gabriele Vacis-Schiera//Emma Dante

14 Responses to Permanenze

  1. Lateral Blast 20 gennaio 2012 at 12:32 #

    Salve siamo una band romana i Lateral Blast suoniamo Blues/Rockabilly e abbiamo pronti 3 pezzi inediti e 10 covers. Volevamo sapere se era possibile suonare al Teatro Valle, anche come gruppo spalla. Fateci sapere a presto!

    la Band

  2. Lateral Blast 11 febbraio 2012 at 19:09 #

    Salve siamo una band romana i Lateral Blast suoniamo Blues/Rockabilly e al momento abbiamo pronti 4 inediti e 10 covers. Volevamo sapere se era possibile suonare per qualche serata al TeatroValle anche come gruppo spalla. Se siamo idonei contattateci senza esitazioni a questa mail o
    al numero 3384389251 Andrea – coord.band.

    cordiali saluti

    la Band

  3. Mimma Santarsiero 12 febbraio 2012 at 13:32 #

    PROPOSTA CONCERTO AURIKO
    Musiche popolari del centro-sud

    Il Progetto musicale AURIKO è nato nel 2003 da un’idea di Volker Klein, Mimma Santarsiero ed Enzo Troina . Un laboratorio, un luogo”, uno “spazio”di incontro, aperto  alla musica, alla sperimentazione, ai musicisti, ad altre arti.
    La nostra è una esperienza musicale etno-folk  che viene da molto lontano, da qualcosa di profondamente arcaico: la musica popolare del nostro sud, in particolare di quella lucana, ma anche di quella campana, laziale, pugliese e calabrese. 
    Il repertorio è costituito da pezzi tradizionali (melodie, lingue, ritmi e sonorità dell’Italia meridionale), nell’arrangiamento dei quali sperimentiamo polifonie contemporanee, mescoliamo ritmi e suoni che partono dalla nostra realtà etnico-culturale e sociale: quella dell’Europa di oggi.

    Propone un concerto di circa due ore, articolato come una viaggio che, partendo dall’Italia meridionale e centrale, passa, attraverso ” ponti” musicali , per l’Europa del Nord e del Sud. Musica da ballo e da ascolto. Musica che emoziona.

    Auriko è composto da:
    Roberto Capacci – percussioni
    Voker Klein – liuto cantabile
    Caterina Quaranta – flauti, fisarmonica
    Diego Mancori – chitarra
    Patrizia Mione – tamburi a cornice
    Mimma Santarsiero – voce, nacchere
    Enzo Troina – organetti

    http://www.auriko.it

    http://it.myspace.com/574011892

    Mimma Santarsiero 3280938865
    Enzo Troina 3398264194

    • Timo 15 febbraio 2012 at 15:36 #

      per le proposte musicali ti giro l’email del gruppo musica del teatro valle occupato:
      musica.tvo@gmail.com
      ciao grazie a presto

  4. antonio 19 marzo 2012 at 19:32 #

    E per le proposte di teatro?

  5. Marco Ubaldi 19 aprile 2012 at 09:44 #

    Buon giorno,
    con piacere vedo che la programmazione delle permanenze e’ assai ricca e visto che non ho proposto mai una permanenza ora e’ arrivato il momento di proporla.
    E’ una laboratorio d’ improvvisazione con musica dal vivo.
    Cosa devo fare per mettermi in programmazione.

    a presto Marco

  6. Maurizio Ziomi 11 maggio 2012 at 11:23 #

    Ciao a tutti, sono il bassista e flautista del progetto artistico di Roberta Verde, cantautrice romana attiva da più di 15 anni nella scena underground. Supportiamo la vostra causa e, come testimoni di un lavoro sempre più precario e instabile, siamo disponibili a partecipare ad uno dei vostri spettacoli.

    Ci siamo già conosciuti ad agosto del 2011, abbiamo suonato come Shaula, nella serata magica con Leo Gullotta.

    A presto, Ziomi

  7. Rossella 24 agosto 2012 at 00:20 #

    Ciao sono una trapezista,e siccome credo che il circo abbia bisogno del teatro per comunicare qualcosa che vada al di là del gesto tecnico,e che il teatro possa giovarsi dell’energia del circo e della capacità che hanno i circensi di utilizzare il mezzo-corpo per esprimersi….verrò a trovarvi per conoscervi e vedere poi che succede.

    • SINAGUA 24 agosto 2012 at 11:59 #

      Certo Rossella
      ti aspettiamo

  8. beatrice 1 ottobre 2012 at 00:05 #

    la miopia è anche vostra che non avete ospitato questa sera la catenaumana attorno al parlamento, sono lì anche per voi e per me, per tutti noi Italiani!!!
    Se il valle è un bene comune, è anche loro e mio, contribuente mio malgrado di questa città!!
    Vergogna averli lasciati sotto la pioggia e non avergli offerto un bagno!!

  9. francescobettanin 12 ottobre 2012 at 23:04 #

    Mi chiamo francesco bettanin e vorrei proporre una mostra fotografica sulla povertà nella capitale.la mia proposta sarebbe di realizzare una mostra con una raccolta di foto che raccontano la nuova povertà. Un reportage dove si racconti la vita di queste persone che vivono,almeno la maggior parte,per strada e mangiano nelle mense della caritas. Questa mostra è anche un modo per far pensare alla gente ma soprattutto chiedersi dove sono finite le istituzioni.Le immagini,che alcune ve le ho messe come allegato,raccontano un’altra faccia del nostro paese: c’è gente che si può permettere di comprare l’iphone 5,malgrado la crisi economica, e gente che non viene assistita nemmeno dai servizi sociali.Su questa breve descrizione vorrei che voi valutiate bene la mia proposta e spero soprattutto di avervi convinto.
    Cordiali saluti
    Francesco Bettanin

  10. Esperidi Teatro 19 novembre 2012 at 21:01 #

    Salve, noi vi proponiamo ROSANERO di Roberto Cavosi. Rosanero è il drammatico racconto di Giuliana, una giovane palermitana, che rifiuta la sua famiglia mafiosa attraverso l’anoressia. Fatti di sangue si mischiano ai profondi sentimenti che legano Giuliana soprattutto a Vannina, la sorella maggiore che si sacrifica per la famiglia diventando l’amante di un imprenditore colluso con la mafia. Giuliana non riuscirà a sfuggire al destino di chi cerca una via diversa da una spietata normalità che non contempla le verità del cuore.
    promo video: http://www.youtube.com/watch?v=j8Tp6nQcp-M
    A presto!!! :)
    3485459948

    • SINAGUA 20 novembre 2012 at 01:26 #

      Ciao
      al momento abbiamo sospeso la raccolta di proposte ne abbiamo più di 10.000 e ci rimane difficile accoglierne altre
      in realtà stiamo anche modificando il nostro approccio alla programmazione, cercando di seguire un po’ le istanze dello statuto e collaborando con artisti che hanno voglia di contribuire alla lotta e dalla protesta crearre un percorso o una proposta artistica
      Questo non è per escludere anzi per entrare in contatto veramente,
      al momento ci viene in mente di suggerirvi di venirci a trovare per avere uno scambio di idee e progetti

      vi aspettiamo

  11. SINAGUA 1 dicembre 2012 at 14:37 #

    Ciao Romina

    non siamo un’azienda, non visioniamo curriculum se non per i laboratori di formazione, dove specifichiamo l’indirizzo email a cui spedire, che cambia sempre a seconda del workshop. Perchè non passi a trovarci, siamo sempre qui, siamo sempre aperti 24H

    ti aspettiamo
    TVO

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