Ricordiamo che tutte le attività proposte dal Teatro Valle Occupato sono a sottoscrizione libera.
Diamo valore alle opportunità generate da questo impegno collettivo
da CAPUSUTTA – laboratorio teatrale con adolescenti lamentini e rom
Ore 21 – Donne al parlamento
di Aristofane
Donne al Parlamento, esito finale di Capusutta – laboratorio teatrale nello spirito della non-scuola delle Albe condotto a Lamezia Terme da Marco Martinelli e Emanuele Valenti di Punta Corsara, e prodotto e sostenuto dal Comune di Lamezia – Donne al parlamento vede in scena 62 adolescenti lametini e rom, che trasformano e reinventano la commedia di Aristofane.
Punta Corsara | Teatro delle Albe in collaborazione con Scenari Visibili, Associazione La Strada Onlus un progetto del Comune di Lamezia Terme | Assessorato alla Cultura Capusutta
direzione artistica Marco Martinelli
drammaturgia Marco Martinelli e Emanuele Valenti
regia Emanuele Valenti
guide Christian Giroso, Tonino Stornaiuolo, Giovanni Vastarella responsabile tecnico Antonio Gatto tecnici Giuseppe Di Lorenzo, Marco Esposito, Enrico Giordano organizzazione Marina Dammacco con Chevigianni Amato, Chiara Fiorella Amato, Martina Amato, Tiziana Amato, Simona Arcieri, Antonio Bagnato, Roberta Barberio, Dilan Cosimo Bevilacqua, Fiore Cosimo Pio Bevilacqua, Francesca Bevilacqua, Francesco Bevilacqua, Francesco Bevilacqua, Giuseppe Francesco Bevilacqua, Leonardo Bevilacqua, Luciano Bevilacqua, Lucrezia Fiamma Bevilacqua, Mauro Bevilacqua, Olivia Bevilacqua, Pamela Bevilacqua, Samuele Bevilacqua, Valerio Bevilacqua, Veronica Bevilacqua, Alessandra Mara Berlingeri, Antonio Berlingeri, Cosimo Pio Berlingeri, Francesca Berlingeri, Francesco Berlingeri, Giada Berlingeri, Giosuele Berlingeri, Immacolata Berlingeri, Martino Berlingeri, Ornella Berlingeri, Pio Cosimo Antonio Berlingeri, Stellina Berlingeri, Giuseppe Bubba, Caterina Catanzaro, Letizia Chirumbolo, Anahi Cimino, Francesca Cittadino, MariaTeresa De Sensi, Aurora Del Re, Michele Falvo, Verena Falvo, Ester Ferraro, Rachele Gatto, Andrea Gigliotti, Isabella Gigliotti, Mattia Gigliotti, Angelo Giudice, Federica Macchione, Marco Messina, Abigail Michienzi, Agostino Molinaro, Irene Paola, Federica Perri, Davide Perugino, Lucia Pintagro, Monica Posca, Donatella Passalacqua, Anna Rocca, Chiara Sacco, Aurelia Scambia, Michele Serratore, Antonio Spena, Alessandro Tancredi, Matteo Torcaso, Simone Vasta, Gesuele Veneziano, Domenico Verso, Camilla Vigliarolo,Luigi Villella, Giusy Votta hanno partecipato: IPSCT Luigi Einaudi, Ist. Mag. Tommaso Campanella, Liceo Scientifico Galilei, Liceo Classico F. Fiorentino, Associazione La Strada Onlus si ringrazia Roberto Panzarella, Ivan Falvo D’Urso, Don Giacomo Panizza, Doppiozero.com
Si conclude il primo anno di Capusutta con il tentativo di una rivoluzione. Dare il potere alle donne, cancellare le disparità tra classi, generi e età, pensare in modo diverso alla ricchezza, alle relazioni, ai ruoli. Questa società immaginaria e visionaria è nata trasformando, tradendo e riscrivendo Donne al Parlamento, la commedia di Aristofane che è stata il testo traccia su cui si è articolato, a partire da marzo di quest’anno, il laboratorio teatrale di Capusutta, il progetto del Comune di Lamezia Terme per la direzione artistica di Marco Martinelli, condotto da Punta Corsara. Un primo esperimento per far conoscere a circa 70 giovani di Lamezia, tra studenti di vari istituti superiori della città e bambini rom guidati dagli educatori dell’Associazione La Strada, la pratica teatrale della non scuola; un ideale filo rosso che parte dal Teatro delle Albe di Ravenna, passa per Napoli attraverso le esperienze di Arrevuoto e Punta Corsara e dopo il culmine di Eresia della Felicità, che durante l’edizione di quest’anno del Festival di Santarcangelo ha visto riunite insieme le tribù della non scuola nate in tutto il mondo sotto il segno del Teatro delle Albe con la partecipazione dei corsari napoletani, arriva ora in Calabria, affidando agli adolescenti lametini il compito, anch’esso rivoluzionario e irriverente, di rimettere in vita le parole dei classici, il teatro stesso, l’idea di una comunità pensante, nel presente.
Donne al Parlamento è stato presentato il 20 e il 21 novembre 2011 a Lamezia Terme, presso il Teatro Comunale Politeama. È così che è cominciata. Tano Grasso, diventato assessore alla cultura a Lamezia Terme, mi chiama. Ci incontriamo a Napoli nel maggio 2010. Mi propone di andare a Lamezia ad “arrevuotarla”. Arrevuotarla? Tano ha visto tutto quel che abbiamo combinato a Scampia e Napoli, dove dal 2005 abbiamo portato la non-scuola maturata in quindici anni a Ravenna. La non-scuola, ovvero un “metodo” che mette in relazione gli adolescenti con la forza sempreverde dei classici. Aiutati dal Mercadante, allora diretto da Ninni Cutaia, ci inventammo il progetto “Arrevuoto”. Portammo sul palco centinaia di adolescenti, a recitare e reinventare Aristofane, Jarry, Molière. Fu un evento nazionale: arrivarono a Scampia tutti i critici teatrali della penisola, Roberto Saviano e Matteo Garrone (che scelse alcuni adolescenti dallo spettacolo e li inserì nel cast di Gomorra). Ma l’eccezionalità di quell’arrevuoto (in napoletano: metto sottosopra), era che avevamo dato la parola a centinaia di adolescenti in un non-luogo come Scampia; era che avevamo rimesso in vita l’Auditorium, un centro polivalente costruito a Scampia nel 1980 con i fondi del terremoto, e mai aperto! E poi avevamo fatto nascere “Punta corsara”: con il sostegno della Regione, avevo scelto un manipolo di tenaci e talentuosi e avevamo loro fornito delle borse di studio per confrontarsi con alcuni “maestri” del teatro italiano. Sono stato a Napoli fino al dicembre 2009 e lì ho considerato la mia missione conclusa. Ho passato la direzione artistica a Emanuele Valenti, che mi aveva seguito fin dal primo anno di Arrevuoto, e gli ho anche passato la compagnia così formata, capace di porsi sul mercato come un gruppo di agguerriti professionisti.Questo aveva colpito Tano, vedere come il teatro può vivificare una città, attraverso un lavoro paziente durato cinque anni. Perchè non provare a fare lo stesso a Lamezia? Tano mi chiede di scendere regolarmente a Lamezia. Convengo che l’idea mi piace, ma con la mia compagnia, il Teatro delle Albe, potrei venire solo nel 2012. Non se ne parla, risponde sorridente Tano, dobbiamo partire in autunno. Deve essere questo il mio primo progetto da assessore. Come fare? Va bene, verrò a Lamezia, gli ho detto, ma non con le mie guide ravennati, verrò con i “corsari” napoletani. Sarà una linea Ravenna-Napoli-Lamezia, che legherà l’Italia disunita. E così è stato. Da quell’incontro è passato poco più di un anno. Arrevuoto a Lamezia è diventato “Capusutta”. Da gennaio si è formato un gruppo meraviglioso di adolescenti lametini capaci di impugnare la favola di Aristofane, Donne al Parlamento, e farla vibrare come una loro invenzione. I giovani sono forza e la speranza, sempre: affidarsi a loro significa fare l’unica scommessa credibile sul futuro. Come diceva un grande calabrese, Tommaso Campanella: “può nuova progenie canto novello fare”. Marco Martinelli







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