27 Feb

al

30 Giu

PROGETTO ARTISTICO PER UN FUTURO TEATRO VALLE

Pubblichiamo qui il progetto che abbiamo presentato nel gennaio 2015 al tavolo di interlocuzione con il Teatro di Roma e l’Assessorato alla Cultura, proponendo una modalità di gestione del futuro Teatro Valle basata sull’apertura, l’accessibilità, il coinvolgimento di artisti e cittadini. Abbiamo cercato di rispondere a 2 bisogni: dare continuità alle piattaforme nate in questi anni e lasciare una parte consistente completamente aperta, non già “programmata” ma da progettare insieme agli artisti, ai lavoratori della cultura e ai cittadini ripensando la qualità e sperimentando nuove forme democratiche. Qualcosa che un teatro stabile o le istituzioni non riescono a fare. 
A questa proposta non abbiamo ricevuto alcuna risposta né dal Teatro di Roma né dall’Assessorato alla Cultura. Ora si tratta di capire come metterlo in pratica comunque. Buona lettura!

 PROGETTO ARTISTICO 2015 > futuro 

Il progetto artistico si articola in due aree di sperimentazione tra loro interconnesse e comunicanti.
La prima raccoglie veri e propri PROGETTI_Centro di Ricerca [1]: di formazione, ricerca, produzione e ospitalità, nati dall’esperienza dei tre anni di occupazione > SCRITTURE + NAVESCUOLA.
La seconda riguarda i PROCESSI_Open Theatre [2] mirati alla sperimentazione di partecipazione e di forme alternative di gestione di un’istituzione culturale, sperimentazione atta a creare un modo nuovo di fare e abitare il teatro, che diventa così uno spazio aperto a proposte inedite. Una rete di relazioni già acquisite rende possibile l’accoglienza di nuovi soggetti.
Di seguito si indicano gli STRUMENTI di comunicazione e partecipazione [3] e i punti di forza. Ai link le schede dettagliate dei progetti.
La programmazione del teatro attraverso spettacoli, serate e attività aperte al pubblico viene generata dalle attività di formazione, residenza, produzione del Centro di Ricerca e dai tavoli di orientamento di Open Theatre in un ciclo organico e innovativo.
Si raccoglie così la sfida lanciata nel corso dei tre anni di esperienza di generare un Teatro realmente partecipato attraverso il coinvolgimento attivo della cittadinanza e degli artisti, ispirato ai principi dei beni comuni e alle pratiche di autogoverno.


progetto artistico

[foto di Varun Thota]

 

 ░░░░░░░░░░░░░1. PROGETTI_Centro di Ricerca░░░░░░░░░░░░░░░░░░░░
I progetti della Fondazione Teatro Valle Bene Comune, in coerenza con la vocazione artistica individuata attraverso un confronto pubblico, si declinano in due filoni principali: “Scritture” e “NaveScuola”. A questi due filoni si aggiunge la programmazione del repertorio di spettacoli prodotti o co-prodotti negli ultimi due anni e le ospitalità internazionali di alcune compagnie con le quali in questi anni si è creato un vero e proprio sodalizio.

 A. SCRITTURE 
Sono quei progetti che dalla formazione sviluppano nuove creazioni, mettendo al centro il processo della scrittura come principio di ogni atto creativo. Fanno parte del progetto “Scritture” Crisi, a cura di Fausto Paravidino, Rabbia a cura di Cristian Ceresoli, Orazio a cura del Comitato di Lettura della Fondazione Teatro Valle Bene Comune, Questo non è un corso a cura di Emanuele Trevi.

Questi progetti sono già piattaforme che coinvolgono un ampio numero di artisti, autori, attrici/attori, italiani ed europei.

Crisi
Laboratorio di scrittura condotto da Fausto Paravidino con un gruppo di drammaturghi e attori che si riunisce periodicamente. I drammaturghi scrivono, gli attori mettono in scena ciò che i drammaturghi hanno scritto, il pubblico partecipa e tutti insieme si confrontano per cercare di scrivere il teatro più bello e più necessario possibile.

Il laboratorio è attivo dal 2011 e ha generato diversi testi, alcuni dei quali diventati spettacoli.
Nel 2013, il progetto Crisi 2.0, sviluppato a partire dal laboratorio Crisi, è stato finalista del Bando Che Fare.
[vedi scheda

Rabbia
A cura di Cristian Ceresoli, Rabbia è il processo di produzione di una scrittura che continuamente genera altre scritture e porta alla creazione di un circuito ecologico di Alta Formazione, Produzione, Programmazione e Distribuzione a un tempo, dove alle scritture è dato il tempo e il modo per sviluppare il loro ciclo affinché esistano realmente, dalla genesi al loro andare in pasto o concludersi. Questo ciclo viene costruito e si manifesta con un processo che ha coinvolto e coinvolge attivamente le persone, le città e gli artisti, come luogo di scambi e creazione di possibilità professionali. Attraverso le sua struttura in Cinque Tempi – aperta, pubblica e attraversabile – Rabbia considera, sospinge e mette in pratica la costruzione/produzione di nuove scritture, sperimentando le diverse forme: dal teatro alla televisione, dalla discoteca al cinema, dalle arti visive alla radio.

Attivo dal novembre 2013, dopo le dieci edizioni già realizzate, il progetto è in programmazione in Italia, Germania, Danimarca e Belgio. 
[vedi scheda] [vedi pagina]

Orazio
Dall’esperienza di Crisi e Rabbia, nel 2013 è nato un comitato di lettura cui si sono uniti altri attori, traduttori, autori e registi fino a formare un gruppo di 40 persone che legge testi da tutto il mondo. I testi selezionati danno vita a Orazio, una rassegna periodica di mise en espace – ogni tre settimane per tutta la stagione – seguite dall’incontro con l’autore.

[vedi scheda]

Questo non è un corso
Curato da Emanuele Trevi, è un percorso di formazione nell’ambito della scrittura narrativa, la cui premessa è l’irripetibilità e l’unicità di ogni singolo individuo nel suo continuo lavoro di conoscenza ed espressione del mondo. La prospettiva proposta è un lavoro su se stessi inteso come un’indagine sui limiti e le possibilità del soggetto, lavoro che la pratica della scrittura, con i suoi sensi e le sue tecniche, rende più efficace del semplice pensiero astratto.
Sono previste 20 ore di lezione, cadenzate in un incontro di 2/4 ore al mese.
Programmato per l’anno 2014/2015, è attualmente in corso in collaborazione con l’Angelo Mai di Roma. 
[vedi scheda]


 B. NAVESCUOLA 
Uno spazio aperto alla creatività mirato a creare competenze, comunità, esperienze attraverso laboratori di formazione professionale. L’obiettivo è quello di vivere il palcoscenico come spazio di creazione e di lavoro, senza separare la parte artistica da quella tecnica, recuperando i saperi tecnici e artistici della tradizione attraverso metodologie didattico-pedagogiche innovative.

Corso di formazione permanente per maestranze teatrali
Il progetto ha l’obiettivo di creare una piattaforma di formazione permanente dei mestieri legati alle arti sceniche, promuovendo il ruolo creativo delle maestranze e l’osmosi tra saperi teorici e quelli pratico-esperenziali; tutelando mestieri e saperi dell’artigianato teatrale a rischio di estinzione promuovendone la valorizzazione e la trasmissione alle nuove generazioni.
Il palcoscenico storico del Valle è patrimonio insostituibile da mettere in condivisione. 
[vedi scheda]

Tanz Zeit_Un progetto sperimentale per l’educazione alla danza contemporanea 
in collaborazione con TanzZeit / Zeit für Tanz in Schulen di Berlino e col sostegno del Goethe Institut. 

Ha l’obiettivo di trasmettere la danza contemporanea a bambini e giovani di tutte le culture e strati sociali, indipendentemente da origine e genere. Si sviluppa come progetto di formazione primaria nelle scuole pubbliche e di aggiornamento e formazione di professionisti all’insegnamento. Mantiene una vocazione europea di collaborazione e scambio permanenti con il progetto omonimo berlinese da cui nasce. Si avvale di professionisti della danza che affiancano il lavoro della scena a quello della trasmissione della propria disciplina. Si configura attraverso laboratori nelle scuole, workshop per danzatori e insegnanti, residenze per artisti, ospitalità di spettacoli europei.
[vedi scheda]

Sindacali di allenamento permanente per performer
Ogni lunedì mattina il palco è a disposizione degli attori per incontrarsi e lavorare insieme per arricchire i propri strumenti e la propria esperienza, creando così un’autentica comunità di lavoratori e artisti nella condivisione di risorse e necessità, secondo principi di accesso, gratuità e scambio tra professionisti. 

[vedi scheda]

Laboratorio di drammaturgia nelle scuole
A partire dal gruppo di drammaturghi e attori, che si riuniscono periodicamente sul palco del Teatro Valle nella piattaforma Crisi, nasce il laboratorio di scrittura teatrale per le scuole superiori che vuole avvicinare ragazze e ragazzi al teatro attraverso la drammaturgia, utilizzandola come strumento per leggere e narrare il presente.

Il progetto mira a sviluppare una scrittura scenica partecipata, realizzando uno o più testi teatrali in cui le regole del gioco della scrittura scenica vengono sviluppate insieme agli autori di Crisi. Per raccontare i ragazzi con lo sguardo e il linguaggio dei ragazzi stessi.

Docilis docere
Il progetto nasce sulla base di tre anni di esperienze del Tavolo ragazzi del Teatro Valle e segna l’esigenza di trovare uno spazio di lavoro sempre più strutturato tra le arti sceniche e la scuola di ogni grado e tipo. La finalità è creare uno spazio di riflessione e pratica dove lo scambio di strumenti e competenze possa essere il più proficuo possibile. Il progetto prevede step diversi strutturati in momenti di esplorazione laboratoriale da parte dei docenti e degli operatori, momenti di lavoro del docente nelle classi interessate a partecipare al percorso e un momento formale – un convegno – dove restituire alla città tutto il percorso con la collaborazione con intellettuali e accademici. 
[vedi scheda]


 REPERTORIO e OSPITALITÀ 
Attualmente le due produzioni nel repertorio sono La Merda di Cristian Ceresoli e Il Macello di Giobbe di Fausto Paravidino.

Le ospitalità internazionali che erano già state previste per la stagione 2015>2016:

Vania!
di Anton Cechov
produzione Rideau de Bruxelles / Compagnie du Vendredi – Christophe Sermet
con il sostegno di Ministère de la Fédération Wallonie-Bruxelles – Service du Théâtre – CAPT. con la partecipazione di Centre des Arts scéniques

Hotel Paradiso
un’opera di Familie Flöz (Germania)

Galaxy
di Blitz Theatre Group (Grecia)

TanzZeit – Jugend Company EVOKE
nuova produzione in corso di allestimento


░░░░░░░░░░░░░░2. PROCESSI_Open Theatre
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Questa sezione del progetto recepisce e sperimenta il processo partecipativo innovativo, coinvolgendo reti di soggetti collettivi, artisti, comunità di cittadini, istituzioni e organizzazioni internazionali.
Si configura come una piattaforma che consente di ideare e realizzare progetti con un forte radicamento territoriale e al tempo stesso di aprire spazi di collaborazione a distanza favorendo la circuitazione delle idee e delle opere. Parte essenziale del progetto è la sperimentazione di scrittura e messa in atto di call aperte per residenze come prototipi di call per la direzione artistica secondo i criteri indicati nello Statuto.
L’attività di co-progettazione aperta prevede l’uso del foyer del Teatro Valle e di altri spazi indipendenti della città da febbraio a giugno 2015.
Obiettivo di Open Theatre è definire la programmazione e il progetto artistico per il Teatro Valle.

Metodologia: tavoli di lavoro, giornate di assemblee plenarie su convocazione, piattaforme di progettazione partecipata.
L’assemblea plenaria che si svolge settimanalmente ogni lunedì è il luogo dove la comunità di lavoratori del settore e cittadini si riunisce. Ha la funzione di indicare le linee progettuali artistiche e i temi di interesse e di elaborazione che verranno articolati nei tavoli di lavoro.

TAVOLI DI LAVORO

Progettazione partecipata
Un tavolo dedicato alla progettazione composto da lavoratori del settore e aperto ai cittadini.

Il tavolo lavora secondo aree di interesse per: progettare residenze e momenti di formazione; programmare, tra le proposte presentate, spettacoli e progetti artistici fuori circuito da rappresentare al Teatro Valle nell’arco dei 6 mesi.
I tavoli sono composti da artisti che hanno già preso parte alle fasi di progettazione partecipata nel corso dell’occupazione e aperti a nuove collaborazioni.
Aree di lavoro: Teatro | Performance | Danza Contemporanea.

Ricerca
Un tavolo che raccoglie la sfida di creare uno spazio di riflessione sulla ricerca. Nel 2014, all’alba della nuova riforma del F.U.S., è indipensabile creare un modello di teatro che sia aperto in maniera continua alla sperimentazione.

Musica
La musica continua progetti già esistenti in laboratori di produzione.
Il tavolo prevede un open call per costituire, nell’arco del triennio, l’Orchestra Sinfonica dei Precari – l’orchestra è la massima espressione della musica d’insieme e l’aggregazione orchestrale è il simbolo della forza e dell’unione dei nuovi musicisti precari.

Commons Cafè
Incontri aperti dedicati alla formazione e all’autoformazione, allo scambio di saperi tra pari, al di fuori dall’esclusività accademica.
 I Commons Cafè sono il corollario naturale di un laboratorio permanente, un’agorà basata sulla pratica della democrazia dei Beni Comuni, che promuove la formazione artistica, politica, filosofica e sociologica, che scavalca e travalica i confini tra le discipline per renderli soglie fertili.
I temi dei Commons Cafè sono individuati nel corso delle assemblee del lunedì.
L’attività di autoformazione ha – come nei tre anni di occupazione – appuntamenti settimanali costanti e convegni di approfondimento della durata di più giorni.

Nuove generazioni
Il tavolo dedicato alle Nuove Generazioni si forma già dal primo anno di occupazione.

Costituito da soci fondatori e artisti, ha intrapreso una riflessione sul rapporto tra il teatro e la scuola con un progetto di formazione rivolto a insegnanti, genitori e operatori teatrali per costruire insieme linguaggi condivisi e strumenti di analisi.
Come nei precedenti due anni, sono previsti laboratori esperienziali – che hanno luogo sia in teatro sia in altri spazi – rivolti a insegnanti e maestri con professionisti delle arti sceniche.
Il progetto comprende spettacoli, incontri, laboratori per bambini e convegni.


░░░░░░3. STRUMENTI DI COMUNICAZIONE E DI LIBERO ACCESSO░░░░░

La Fondazione Teatro Valle Bene Comune raccoglie nella strategia di comunicazione l’esperienza e la politica di relazioni e di prossimità dei tre anni di occupazione.
La comunicazione ha avuto fin dal 14 giugno 2011 il ruolo fondamentale di scardinare il rapporto ormai usurato tra teatro, artisti e cittadini che ostacola il rinnovamento artistico e l’allargamento dei pubblici. L’utilizzo continuo ed efficace dei social network è alimentato dalla rete “fisica”, una vera e propria comunità attiva e critica, frutto di una interazione reale tra persone e del radicamento fisico nei territori. Attraverso le pratiche non virtuali di confronto politico e artistico attivate in questi anni – azioni, incontri, assemblee, laboratori, convegni, prove aperte, dibattiti – si è creata una rete di cittadini, artisti, spazi informali, scuole, università, movimenti, associazioni legate ai diritti dei migranti, istituzioni nazionali e internazionali, che formano la trama della nostra comunicazione. Questa rete di cooperazione e solidarietà è riuscita a intercettere nuovi pubblici differenziati e compositi che non frequentano abitualmente il teatro.

Uno degli obiettivi principali della comunicazione è stato e sarà modificare l’immaginario legato alla fruizione artistica e teatrale. È necessario rafforzare negli artisti, nei cittadini e negli operatori la consapevolezza che la loro partecipazione attiva alla vita del teatro produce risultati a molti livelli: modifica lo spazio e la sua percezione; contribuisce alle scelte produttive; contamina le scelte poetiche dei singoli artisti; aumenta la consapevolezza del pubblico grazie a un meccanismo continuo di azione e feedback; migliora la sostenibilità economica grazie al coinvolgimento della cittadinanza nella cura dello spazio.

▸ Apertura degli spazi
Nell’ottica di un teatro sempre aperto ad artisti e cittadinanza, come luogo attraversabile e da vivere anche fuori dai canonici orari di spettacolo e apertura serale, si prevede l’impiego della sala, del foyer e di altri spazi disponibili anche simultaneamente e durante tutto l’arco della giornata.

In tal senso l’esperienza dei tre anni di occupazione ha visto la sala teatrale abitata da convegni internazionali, commons cafè, visite guidate, proiezioni cinematografiche, lezioni universitarie, workshop aperti agli uditori.
Ha inoltre operato una profonda trasformazione di alcuni spazi dell’edificio in luoghi di studio, incontro, prove e lavoro.
Nell’ufficio destinato alla Direzione è nata la Biblioteca e Mediateca Fontana in cui sono raccolte le numerose donazioni di testi di prestigiose case editrici – tra cui Ubulibri, Sellerio e Sossella Edizioni – e di diversi soci fondatori, tra cui il Fondo Fontana, da cui prende il nome la biblioteca stessa.
La Sala Capranica è stata utilizzata come sala per prove, per residenze e per alcune attività dei molti laboratori e progetti.
Gli altri uffici del teatro sono stati trasformati in ateliers e luoghi di coworking, tra essi una sartoria e una costumeria che vanta numerose donazioni di costumisti teatrali e soci fondatori. Altri uffici disponibili sono stati – e andrebbero nuovamente – trasformati in una sala montaggio e una sala di registrazione.
Il foyer è pensato come centro vitale dell’attività del teatro, il crocevia che unisce la città allo spazio teatrale e alle sue numerose attività, uno spazio perciò aperto durante tutto il corso della giornata, punto nevralgico di riunioni, assemblee e luogo di discussione pubblica. Non può quindi ridursi a semplice biglietteria o punto informazioni.
I camerini sono diventati spazi di ospitalità per artisti e attivisti che hanno abitato il Teatro nel corso dell’occupazione. Un’importante sperimentazione che si vuole conservare e mettere a valore, trasformando nei 6 mesi il Teatro Valle in un luogo di residenza e di ospitalità. Un teatro-casa capace di ospitare artisti e compagnie – nazionali e internazionali – grazie a un luogo adibito a uso foresteria all’interno dell’edificio teatrale.
Infine va ricordato che, tra le prestigiose donazioni ricevute in questi tre anni, ci sono anche opere d’arte donate alla Fondazione Teatro Valle Bene Comune che fanno parte del fondo di garanzia raccolto per la sua costituzione per un valore complessivo di oltre 65.800 euro.
Con queste opere è stata allestita una mostra permanente negli spazi del Teatro, compresi i corridoi dei primi tre ordini, mostra che vuole essere anche itinerante e attraversare i numerosi spazi che fanno parte della stretta rete di relazioni intessute in questi tre anni.
L’intento è quello di rendere il Teatro Valle un luogo sempre aperto e abitato da un’ampia comunità di artisti che operano su più livelli disciplinari e che preveda la messa in condivisione di mezzi e competenze all’interno di un spazio di lavoro da vivere in tutti i momenti del giorno. Uno spazio quindi che non riduca l’edificio teatro alla sola fruizione di spettacoli e workshop, ma che sia costantemente aperto e attraversabile in quanto centro pulsante di una polis.

▸ Banca del Tempo
Le banche del tempo nascono sull’idea di reciprocità e scambio, e sulla pari dignità tra le attività scambiate. Il criterio fondamentale di un bene o di un servizio non è il suo prezzo ma il suo valore, che viene misurato in base al tempo necessario a realizzarlo. Nell’ambito del progetto della Fondazione, si intende sperimentare una Banca del Tempo che permetta a chi è interessato a svolgere alcune attività di usufruire, in cambio, di accessi per i progetti di formazione o gli spettacoli. Uno dei vantaggi fondamentali risiede nella possibilità di fare così partecipare alle attività teatrali anche persone che ne sarebbero normalmente escluse per motivi economici. Chiunque potrà aderire alla Banca del Tempo, nell’ottica di mutualismo e di apertura del teatro e delle attività culturali a tutte e tutti.

▸ Visite guidate
Il Teatro Valle è un gioiello di architettura ottocentesca, la cui storia si intreccia con la storia del teatro italiano, con la drammaturgia nazionale ed europea, l’opera lirica, la cultura in generale, l’architettura, la storia dell’arte, la sociologia e la storia del costume e della tecnica teatrale. Ed è uno spazio che vogliamo aperto, visitabile, fruibile.
Per far conoscere a un pubblico più amplio di quello teatrale l’enorme patrimonio culturale che il Valle rappresenta abbiamo ideato due tipologie di visite guidate: Questi fantasmi e Viviamo d’arte, viviamo d’amore.

▸ Territori
È il proseguimento del forte radicamento territoriale nato negli scorsi anni. Prevede il coinvolgimento di diverse comunità urbane di riferimento anche attraverso l’organizzazione di progetti specifici in collaborazione e co-produzione, soprattutto, con comitati di quartiere e organizzazioni culturali del territorio, allo scopo – anche – di contrastare quelle dinamiche di gentrificazione che allontanano la cittadinanza e i pubblici dalla fruizione di spazi e attività culturali.

▸ Ospita un artista
Durante ALTRESISTENZE, la stagione duemila13/14, il Teatro Valle Occupato ha sperimentato un modello di ospitalità coinvolgendo la cittadinanza: gli amanti del teatro possono ospitare a casa loro gli artisti presenti nella stagione, entrando così in contatto stretto con coloro che di solito incontrano solo nell’edificio teatrale.

 

TEATRO VALLE OCCUPATO | COLLABORAZIONI NAZIONALI E INTERNAZIONALI

▸ Italia
Alfabeta 2, rivista Alegre Edizioni

Arci Nazionale
Arti vive Festival AssoPace Palestina Associazione InCanto Attac Italia
Banca Popolare Etica
BIM Distribuzione
BIN Italia Basic Income Network
Casa Internazionale delle Donne
Casa Musicale Sonzogno
Commercio Equo e Solidale
Costituente dei Beni Comuni
Derive Approdi edizioni
Einaudi casa editrice
Festa di teatro ecologico di Stromboli
Forum per una Nuova Finanza Pubblica e Sociale Forum dei movimenti per l’acqua
Fuori Orario, Rai3
Genuino Clandestino
Sbilanciamoci!
La Cavallerizza, Torino
L’Asilo, Napoli
La Città del Teatro, Cascina (PI)
Legambiente
Libera – nomi e numeri contro le mafie
Macao
MAXXI

Metropoliz
Minimum Fax Edizioni
Mondeggi, Fattoria senza padrone
Municipio dei beni comuni (Pisa)
Nomas Foundation
Nuovo Teatro Teramo
Radio OndaRossa
Sale Docks, Venezia
Teatro Coppola, Catania
Teatro Rossi Aperto, Pisa
Teatro Mediterraneo, Palermo
Teodora Film
Short Theatre
Società dei territorialisti e delle territorialiste
▸ Roma
Accademia di Francia a Roma

Action Diritti in movimento
Ambasciata Georgiana
Ararat Associazione socio-culturale della comunità kurda Associazione 21 luglio per i diritti di Rom e Sinti
A Sud
Agenzia Diritti della Garbatella
Angelo Mai
British Council
Cinema America
Crap (Coordinamento Romano Acqua Pubblica) Cagne sciolte
Circolo Gianni Bosio
Comunità Eritrea
Comunità Palestinese di Roma
C.s.o.a. Spartaco
La Strada
CantieriComuni
Comitato Residenti Città Storica
Circolo omosessuale Mario Mieli
C.Re.S.Co
Deliberiamo Roma
Duncan 3.0
Esc
Fondazione Basso
Goethe Institut
Istituto Belga
Istituto Lituano
Istituto polacco di Cultura
Istituto Svizzero
Lucha y Siesta
MAAM Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz
MAXXI

I Municipio
Nuovo Cinema Palazzo
Re:Common
Sans Papier
Scup
Social Pride
Spin Time
Teatro del Lido
Università di Roma “La Sapienza” Università degli Studi Roma Tre
▸ Collaborazioni internazionali
Anna Lindh Foundation

Art to be many (De)
Coordination Intermittents (Fr)
ECF (European Cultural Foundation – Amsterdam) European Alternatives
Goldismith University (Uk)
Gorki Theater (De)
Kunsten Festival (De)
Lab kultur
La Cartoucherie (Parigi)
La Friche (Marsiglia)
Maison des Arts de Creteil
Msuv Novi Sad (Srb)
Museo Reina Sofia (Madrid)
Nottingham Playhouse
Oecumene Project (Londra)
Open University (Londra)
PravoNaGrad (Zagabria)
Politiska (Pl)
Rosia Montana
Royal Court
Schaubühne (Berlino)
TanzZeit (Berlino)
The Fence
Teatro Embros (Atene)
Théatre du Soleil (Parigi)
Trans Europe Halles
Théatre La Colline (Parigi)
Theater Tribunalen (Swe)
ZKM (Karlsruhe)

 

TEATRO VALLE OCCUPATO | PREMI

▸ Premio Salvo Randone come miglior evento dell’anno 2011
Dal 14 giugno 2011 il Teatro Valle di Roma con il contributo straordinario di giovani artisti e maestri di pensiero e pratica teatrale è luogo aperto al confronto, al dibattito, alla riflessione su natura e destino del valore del teatro come bene culturale collettivo. Oggi da Gibellina – Neapolis di un’appassionata rifondazione culturale – nel segno della più alta tradizione del teatro d’Arte Italiano che la figura di Salvo Randone continua ad incarnare, questo riconoscimento alla rigorosa azione di difesa e di rilancio propositivo di un luogo simbolo della scena nazionale.

▸ Premio Legambiente 2011 alla virtù civica

▸ Premio speciale UBU 2011
Per l’esempio di una possibilità nuova di vivere il teatro come bene comune

▸ Settima edizione di Euro-Med Award for the Dialogue 2012_ Anna Lindh Foundation Good Will Ambassador for Dialogue for Freedom and Citizenship_Tema: “I giovani per il cambiamento, la giustizia sociale e lo sviluppo condiviso”.
Il Teatro Valle Occupato ha avuto la maggioranza dei voti per la propria capacità, attraverso la creazione della Fondazione Teatro Valle Bene Comune, di unire l’arte e lo spazio per l‘impegno civile”. Così si legge nelle motivazioni che hanno portato alla scelta del vincitore: “gli artisti del teatro hanno scelto di preservare la cultura come diritto primario e accessibile a tutti rifiutando i tagli alle politiche culturali italiano e occupando il teatro stesso, scongiurandone la chiusura.

▸ ECF Premio PRINCESS MARGRIET AWARD 2014
Nell’assegnare il premio, la European Cultural Foundation vuole indicare esempi che stabiliscono un precedente nella collaborazione tra cultura e società e nella battaglia per i ‘beni comuni’.

Il Teatro Valle Occupato riceve il European Cultural Foundation’s Princess Margriet Award per aver trasformato il Teatro Valle in un fertile spazio di partecipazione attiva, dove la produzione ne la condivisione della cultura diventano un diritto e una risorsa accessibile a tutti.
Il Teatro Valle Occupato e il vincitore ex aequo Teodor Celakoski sono di grande ispirazione per tutti coloro che lottano contro l’ondata di misure di austerità e privatizzazione che minacciano la sostenibilità di istituzioni culturali il cui fiorire è cruciale per la vita artistica e di comunità. Vediamo di nuovo che forme di azione collettiva basate sulla responsabilità condivisa presentano modelli innovativi ed alternativi in molte sfere, non solo in quella della cultura. C’è bisogno che questo venga riconosciuto, festeggiato e sostenuto.

 

 [progetto artistico.pdf]

 

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One Response to PROGETTO ARTISTICO PER UN FUTURO TEATRO VALLE

  1. enzolopresto 7 febbraio 2016 at 12:50 #

    Ottimo proposito, speriamo in bene !

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