20 Ago

PROIEZIONE | “Bravissimo” di Luigi Filippo D’Amico | martedì 20 agosto h. 21.00

Martedì 20 alle ore 21:00

proiettiamo

BRAVISSIMO
di Luigi Filippo D’Amico

In occasione di una micro pausa estiva ci è venuto in mente di rendere omaggio ad un grande film,
di cui
alcune delle scene vennero girate proprio qui in teatro.

bravissimo

 

REGIA: DI LUIGI FILIPPO D’AMICO
ANNO : 1955
SCENEGGIATURA : AGE E SCARPELLI
FOTOGRAFIA: MARCO SCARPELLI
MONTAGGIO: MARIO SERANDREI
MUSICHE: ARMANDO TROVAJOLI
PRODUZIONE: GIANNI HECHT LUCARI PER DOCUMENTO
FILM DISTRIVUZIONE: LUX FILM – MONDADORI
VIDEO (IL GRANDE CINEMA) DURATA: 95 Min
FORMATO : B/N
CON: ALBERTO SORDI – GIANCARLO ZARFATI MARIO RIVA – PATRIZIA DELLA ROVERE

 

trama: Ubaldo Impallato (ALBERTO SORDI) è un maestro elementare precario, da anni inutilmente in cerca di posto fisso, che per arrotondare si arrangia col doposcuola. Tra i bambini che gli vengono affidati c’è anche Gigetto (GIANCARLO ZARFATI), che sembra come tutti gli altri compagni ma ha invece una singolare caratteristica: a sei anni riesce a cantare con una stupenda voce di baritono grazie a delle tonsille di grandezza spropositata. Il maestro, che nel frattempo ne è diventato suo malgrado il tutore poiché il padre è finito in carcere, si accorge casualmente di questa straordinaria dote del piccolo sentendolo interpretare “Figaro qua, Figaro là” (Ubaldo dapprima credeva che fosse la radio) e decide di cogliere al volo l’occasione. Grazie ad un’ottima esibizione in una trasmissione tv per giovani talenti, Gigetto riscuote un successo immediato e promette di diventare una vera miniera d’oro. Con l’aiuto di un impresario teatrale, gli viene proposto addirittura il RIGOLETTO DI VERDI, proprio nei panni del gobbo buffone, baritono, appunto. Ma a questo punto si presentano gli avidi zii del bimbo, che in precedenza avevano rifiutato di prendersene cura, per sottrarlo al suo tutore e poterlo sfruttare al suo posto. Ubaldo è deciso a difendere il bambino prodigio e vanifica le loro manovre, non solo per proprio tornaconto (con la notorietà acquisita gli viene finalmente offerto il sospirato posto fisso da insegnante, ma con una letteraccia piena di insulti respinge l’offerta al mittente) ma anche perché ha cominciato ad affezionarsi a lui. Il piccolo è però stanco di una vita senza i giochi e i bimbi della sua età, è stanco dell’avidità degli adulti e il destino gli dà una mano nel rimettere le cose a posto: Gigetto prima fugge, poi si ammala e deve essere operato proprio alle sue formidabili tonsille. Quando in seguito, durante le prove dell’opera, si scopre che la sua voce è tornata alla normalità, l’impresario viene accusato di truffa, e Gigetto nessuno lo vuole più tenere, tantomeno gli zii. Ubaldo, svanito ogni sogno di gloria, decide di accettare quell’ultima opportunità del posto da maestro (che aveva rispedito al mittente con lettera) riuscendo a bloccare in tempo la fatale missiva, prima che arrivi a destinazione e di riconsegnare Gigetto al padre scarcerato. Ma proprio quando l’uomo va a riprendersi il bimbo, questo rivela un’altra straordinaria capacità: sa infatti suonare il pianoforte con un’abilità incredibile…ma Ubaldo ormai non ne può più e invita, anzi, ordina al padre di riprendere con sé il “mostro”, prima che egli possa impazzire davvero.

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