06 Nov 2013

al

31 Ott 2015

RABBIA | A writing that generates writings by Cristian Ceresoli | A production by Fondazione Teatro Valle Bene Comune

A PRODUCTION BY FONDAZIONE TEATRO VALLE BENE COMUNE WITH SUPPORT OF RICCIONE TEATRO, GORKI THEATER, CONSERVATOIRE ROYAL DE BRUXELLES AND ARTI VIVE HABITAT

RABBIA

A WRITING THAT GENERATES WRITINGS BY / UNA SCRITTURA CHE GENERA SCRITTURE DI CRISTIAN CERESOLI

PRODUCTION MANAGER BENEDETTA CAPPON
TECHNICAL SUPPORT BY NAVE SCUOLA
PRESS OFFICE BENEDETTA CAPPON
ADMINISTRATION OFFICE VACANT
RESIDENT SCHOLAR ANDREA PEGHINELLI
EDITING & CONTENTS LUCA FRANCO AND SIMONE TRAVERSA
VIDEOMAKING VALERIA TOMASULO
ARTISTIC & EXECUTIVE ASSISTANT NICOLE CALLIGARIS
MEDIA, COMMUNICATIONS & ORGANIZATIVE ASSISTANT MARCO PAVANELLI

WRITERS LUCA BAIADA, MARCO BERARDI, MARCO CAPOCCETTI BOCCIA, CRISTIAN CERESOLI, GIACOMO CIARRAPICO, CARLOTTA CORRADI, JOLANDA DI VIRGILIO, FEDERICO FLAMMINIO, LUCA FRANCO, KARMA GAVA, GAIA GROSSO, MARIO MIGLIUCCI, MARCO PAVANELLI, LORENZO PONTE, NOEMI TERRACINI, SIMONE TRAVERSA + TO ADD

PERFORMERS TONY ALLOTTA, ELIA BEI, STEFANO CENCI, GIUSEPPE CEDERNA, SYLVIA DE FANTI, PAMELA DEL GROSSO, FRANCESCA ROMANA DI SANTO, RICCARDO GORETTI, FRANCESCO FERRIERI, GIOVANNA FLORIS, SILVIA GALLERANO, PAOLO GIOVANNUCCI, MARIANNA JENSEN, GIAMPIERO JUDICA, MARCO MANCINI, MARGHERITA MANNINO, MARIANNA MASCIOLINI, MARIO MIGLIUCCI, MAURO MILONE, RACHELE MINELLI, FLAVIA MORETTI, DANIELE NATALI, SARA NOMELLINI, SARA PANTALEO, FABRIZIO PARENTI, AURORA PERES, LAURA PIZZIRANI, ALESSANDRA ROCA, FRANCESCA ROSA, DILETTA SCRIMA, SIMONA SENZACQUA, SIMONE SPINAZZÈ + TO ADD

DIRECTORS AURELIANO AMADEI, STEFANO CENCI, RICCARDO GORETTI, GIAMPIERO JUDICA, FULVIO MOLENA, ALBERTO SALVI , STEFANO VIALI + TO ADD

 

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@Rabbiatwit @CrisCeresoli #Rabbia @ValleOccupato
info: rabbiatvo@gmail.com

 

WRITINGS IN PRODUCTION
IL RENITENTE (THE REFRACTORY) BY MARIO MIGLIUCCI, DIRECTED BY STEFANO VIALI (THEATRE)

WRITINGS IN PROGRESS
BUSUNGE BY LUCA FRANCO (THEATER)
SUL FILO DELLA RAGNATELA BY SIMONE TRAVERSA (THEATER)
IL DIVANO BY KARMA GAVA (TELEVISION)
R5 BY GAIA GROSSO (THEATER)
AUTORIMESSA BY LUCA BAIADA (THEATER, MUSIC)
SITCOM BY MARCO BERARDI (TELEVISION)
APPUNTI PER RABBIA BY CRISTIAN CERESOLI (LIVE WRITING)

WRITINGS SUPPORTED
RE MARCI BY ALBERTO SALVI (THEATER)

 

 

DONE 2013/2014
RABBIA#1 6 NOVEMBER 2013 – TEATRO VALLE (ROMA, ITALY)
RABBIA#2 19 – 21 NOVEMBER 2013 – TEATRO VALLE (ROMA, ITALY)
RABBIA#3 3 – 4 DECEMBER 2013 – TEATRO VALLE (ROMA, ITALY)
RABBIA#4 16 – 18 DECEMBER 2013 – TEATRO VALLE (ROMA, ITALY)
RABBIA#5 24 – 25 JANUARY 2014 – TEATRO VALLE (ROMA, ITALY)
RABBIA#6 3 – 10 FEBRUARY 2014 – TEATRO VALLE (ROMA, ITALY)
RABBIA#7 08 – 10 MAY 2014 – TEATRO VALLE (ROMA, ITALY)
RABBIA#8 15 – 20 JULY 2014 – TEATRO VALLE (ROMA, ITALY)
RABBIA#9 20 – 25 JULY 2014 – ARTI VIVE FESTIVAL (SOLIERA – MO, ITALY)
RABBIA #10 17 – 19 OCTOBER 2014 – MANDRIONE 105 (ROMA, ITALY)

NEXT 2015/16
22 – 27 NOVEMBER 2015 SPIN TIME LABS (ROMA, ITALY) RABBIA #11

 

 

RABBIA # SCHEMA GIORNATE UP TO DATE
DAY 1 FRIDAY h10-13 PRIMO TEMPO + h14-19 SECONDO TEMPO + h21 QUINTO TEMPO
DAY 2 SATURDAY h10-13 PRIMO TEMPO + h14-19 SECONDO TEMPO + h21 QUINTO TEMPO
DAY 3 SUNDAY h10-13 PRIMO TEMPO + h14-19 SECONDO TEMPO + h21 QUINTO TEMPO
DAY 4 MONDAY h10-13 PRIMO TEMPO + h14-19 SECONDO TEMPO
DAY 5 TUESDAY h10-13 PRIMO TEMPO + h14-19 SECONDO TEMPO
DAY 6 WEDNESDAY h10-13 PRIMO TEMPO + h14-19 SECONDO TEMPO
DAY 7 THURSDAY h10-13 PRIMO TEMPO + h14-19 SECONDO TEMPO
DAY 8 FRIDAY h10-13 PRIMO TEMPO + h14-19 SECONDO TEMPO + h21 QUARTO TEMPO
DAY 9 SATURDAY h10-13 PRIMO TEMPO + h14-19 SECONDO TEMPO + h21 TERZO TEMPO + h23 DJ-SET / RAVE

 

 

 

“Mentre si costruisce una mia scrittura, per il momento intitolata Appunti per Rabbia, ci occupiamo di far emergere, sviluppare e realizzare le scritture di altre scrittrici e scrittori. Mentre si produce questa scrittura si cercano e definiscono le condizioni per portare in produzione questa e le altre scritture. Si procede per appunti, per sessioni di lavoro in cui i diversi elementi si combinano. Si vedono le scritture o sentono nella carne di attrici/attori e performer che collaborano e sono coinvolti dal principio, subito, in un caos genetico in cui le sensibilità si accordano, alterano, scontrano: producono. Ci sono incontri, ricerche, interviste, tentativi, visioni, testimonianze, o niente. La forma della scrittura non è data: opera dal vivo, televisiva, cinematografica, radiofonica, altro. Quella forma si comprende e stabilisce, dunque definisce, nello sviluppo del lavoro. La pratica è quella degli appunti che progressivamente vanno combinandosi in un mosaico via via raffinato e precisato. Così le sessioni di lavoro. Così i tempi. I modi. Le tecniche. Gli artisti e operatori e tecnici coinvolti trovano attraverso questa macchina la possibilità di combinare, appunto, le proprie idee e i propri mestieri, in unico luogo che emerge nel ventre del Teatro Valle Occupato e si muove e ricostruisce di volta in volta in altri contesti, locali e internazionali. Rabbia si prende cura delle scritture, come un luogo maternale dove sia possibile la loro gestazione e poi spinta alla luce, fino all’accompagnarle tra le città, le donne e gli uomini. Come un braccio armato, Rabbia sostiene le scritture dalla genesi alla diffusione o fruizione, senza l’imposizione a volte pericolosamente totalitaria di una linea poetica (il che non significa che paradossalmente, proprio per il fatto di non imporla, non finisca per avercela). Rabbia è dunque un luogo fertile, dove confluire, raccogliere, far emergere tutte quelle sensibilità che, quotidianamente, finirebbero al cesso. Al tempo stesso costruisce i luoghi dove presentarle, ovvero si sviluppa contestualmente come organo di programmazione di quelle, e magari altre, scritture. Come già in collaborazioni precedenti, è fondamentale che la produzione di questa mia scrittura (e delle altre che stanno venendo) sia in pratica, nei fatti, e nelle ore di lavoro, la combinazione di una riflessione e azione continuata all’interno dell’Occupazione del Teatro Valle. Per contaminazione. Secondo una struttura in continua evoluzione, che prevede il coinvolgimento della cittadinanza, o persone, nelle sue diverse fasi di lavorazione, le scritture vengono gettate in pasto a chiunque ne voglia. Riprendendo lo schema, ma in qualche modo contraddicendolo e re-inventandolo, che ha portato a costruire, scrivere, produrre e incarnare La Merda.” C. C.


While working on my own writing, provisionally titled “Appunti per Rabbia” [“Notes in Anger”], we actively encourage the emergence, development and implementation of writings by other authors. As we produce this writing, we attempt to define the conditions necessary to put it into production. We proceed by means of notes and work sessions, in which the different elements combine with each other. We see or feel the writings through the physicality of actresses / actors and performers who are involved from the outset in a genetic chaos where different sensitivities agree, alter and collide: they produce. There are meetings, explorations, interviews, attempts, visions, statements… or nothing. The form of writing is not given: live shows, television, cinema, radio or other media. The form eventually emerges of its own accord, establishing and defining itself during the development of the work. The process makes use of notes that are gradually blended into a mosaic that is refined and clarified by time. The same thing applies to the working sessions, the timing, the methods, the techniques. Trough this mechanism, the artists, operators and technicians involved find the ability to combine their ideas and skills in a single environment, which subsequently emerges from the belly of the Teatro Valle Occupato and rebuilds itself, step by step, in other local or international contexts. “Rabbia” nurtures these writings – it’s a space where their maternal gestation is possible. It then leads them out into the light, accompanying them into the wide world. Like an armoured arm, “Rabbia” supports the writings from their beginnings to their diffusion or use, without the dangerous totalitarian imposition of a poetic style (which paradoxically, does not necessarily mean this it doesn’t have one). “Rabbia” is therefore a fertile place to gather and release all those feelings that could go to waste in our daily lives. At the same time it creates the environments in which those feelings could be presented. This means that “Rabbia” develops as a context for programming these writings and maybe others too. As in previous collaborations, it is essential that the production of my writings (and those of others to come) is a combination of reflection and continuous action inside the occupation of the Teatro Valle, according to an evolving structure, which provides for the involvement of citizens. The writings can be launched in the direction of anyone who wants them in their various stages of completion – taking up the pattern, but somehow contradicting and re-inventing it, which led to build, write, produce and embody “La Merda”. C.C.
 

 

RABBIA | THE PROCESS
In sostanza. Rabbia è un dispositivo di produzione di nuove scritture. Un atto violento. Di massa. Un cantiere di lavorazione continuo. Un progetto che procede per appunti, e che viene aperto all’umanità in tutte le sue fasi di lavorazione. Una rabbia accumulata. Una rabbia poco prima di esplodere. Una rabbia che si manifesta. E costruisce. E distrugge. Per sineciosi, trova spazio alle scritture in un paesaggio disperante, distruggendolo.

A machine that produces new writings. A violent act. A mass act. A non-stop factory. A project that moves forwards via notes and jottings, open to everyone throughout all its working phases. An accumulated rage. An anger that’s about to erupt. An anger that manifests itself. That builds. And breaks. That creates a space for writings in a desperate landscape.

Rabbia è il progetto di produzione di una scrittura che durante la sua lavorazione considera, sospinge e mette in pratica la costruzione/produzione di altre scritture, sperimentando le diverse forme, dall’opera dal vivo alle possibilità televisive, dalla discoteca al cinema, dalla video-arte alla radio. È il progetto di produzione di una scrittura di Cristian Ceresoli che continuamente genera altre scritture, che a loro volta ne generano delle altre: dove per scritture si intende costruire opere artistiche (almeno inizialmente) senza vincoli formali; dove la ricerca estetica ha una ricaduta in termini di produzione, di concrete possibilità di realizzazione, di riconoscimento del lavoro svolto di chi è coinvolto. E viceversa.

Rabbia is a project of producing one writing that during is working process considers, pushes and puts into practice the construction / production of other writings – experimenting with different formats from live shows to television; from the disco to the cinema; from video art to the radio. It is a project of producing one writing that continuously generates other writings. Where “writings” means the development of artistic works (at least initially) without formal constraints. Where aesthetic research has an impact in terms of production, real opportunities of achievement, recognition of the work of those involved . And vice versa.

Rabbia è un contesto dove i mestieri e le eccellenze si combinano, un luogo fertile, un processo organico che passa dalla formazione alla produzione e in fine alla diffusione/programmazione, attraverso la combinazione con artisti e istituzioni internazionali e il confronto continuo con il consesso umano, le città, le persone.

Rabbia is a context where professions and excellences are combined, a fertile environment, an organic process that involves training and production to the diffusion, through the union of artists with international institutions and the constant debate between cities and people.

Un progetto che si costruisce e manifesta attraverso le sue sessioni di lavoro. Un luogo dove si cercano e trovano gli inizi delle scritture, e ci si occupa di dare loro continuità, crescere e svilupparsi combinando le competenze di artisti e tecnici e produttori coinvolti, sia da un punto di vista estetico che dal punto di vista della loro sostenibilità economica.

A project that builds and manifests itself through its working sessions. It is an environment where you search for and discover the origins of your written work: we ensure its continuity, growth and development by combining the skills of the artists, technicians and producers involved, both from an aesthetic point of view and from the point of view of their economic sustainability.

Rabbia è il processo di produzione di nuove scritture della Fondazione Teatro Valle Bene Comune, il suo corpo armato, una novità a livello mondiale: la conseguenza di una serie di tentativi per costruire, nella pratica, dentro un paesaggio depresso e impossibile, qualcosa di possibile. La conseguenza – nella pratica – della Vocazione Artistica della Fondazione Teatro Valle Bene Comune.

Rabbia is then a machine for the production of new writing at the Foundation Teatro Valle Commons: a global innovation, the result of a series of attempts to develop new possibilities in a depressed and impossible landscape. The result – perhaps the practical development – of the artistic vocation of the Foundation Teatro Valle Commons.

 

SESSIONE DI RABBIA | TIMES AND STRUCTURE OF WORK
Il progetto si svolge in sessioni di 3, 6 o 9 giornate. In particolare, la sessione da nove giorni prevede un Primo Tempo dedicato alla formazione permanente dei performer la mattina, un Secondo Tempo dedicato alle scritture e un Terzo Tempo in cui le scritture sia in fase di costruzione o definite vengono programmate e presentate. Questo Terzo Tempo è un momento performativo, dove la combinazione delle scritture in un contesto estetico costruito appositamente diviene di per se opera d’arte dal vivo. Poi vi è il tempo in cui presentare le scritture pronte in forma di reading o mise en espace, che chiamiamo Quarto Tempo. In fine, o all’inizio, vi è il Quinto Tempo: le serate di inizio sessione, infatti, prevedono repliche di opere di repertorio degli artisti coinvolti in Rabbia e prossimamente debutti e repliche delle stesse scritture prodotte in Rabbia.

The work is carried out in sessions of 3, 6 or 9 days. In case of the nine days session Rabbia provides a Primo Tempo (Firs Half) dedicated to the performer in the morning, a Secondo Tempo (Second Half) dedicated to the scriptures, and a Terzo Tempo (Third Half) when the scriptures even if under construction or just ready to premiere are presented. This Terzo Tempo is a performative moment, where the combination of writings and scratches in a purpose-built aesthetic context becomes in itself a work of live art. Therefore we have a Quarto Tempo (Fourth Half), where a reading or a mise en espace of one of the writings is finally presented. At last, at the very beginning of the session, during the first three nights, we have the Quinto Tempo (Fifth Half), where repertoire’s operas written or realized by artists involved in Rabbia are presented. This will be the space dedicated to the writings of Rabbia once produced and touring. 

PRIMO TEMPO / DAY 1 TO DAY 9 / 10:00-13:00
Per tutti i nove giorni la mattina il Primo Tempo è dedicato al lavoro con i performer, unica sessione del lavoro che, richiedendo una sua intimità, talvolta non prevede apertura al pubblico. Nelle dieci sessioni già allestite, il lavoro è stato prevalentemente curato da Silvia Gallerano e Stefano Cenci, ma qui vi è la possibilità (per il momento solo parzialmente praticata) di coinvolgere altri artisti (registi, performer, attori, ecc.) che sono di volta in volta chiamati a condurre il lavoro secondo le loro specificità o necessità dettate dalle scritture. Da questo punto di vista si intende proseguire la collaborazione con Gallerano e Cenci, e coinvolgere altri artisti come Christian Lollike, Silvia Calderoni (Motus), Alessandro Fabrizi, Frey Faust, Simon K. Boberg, Juan Carlos Corazza, Cristina Rizzo, Gabriele Vacis, Domenico Castaldo, Anna Redi, Tim Crouch, eccetera.

During all the nine days the morning is dedicated to the First Time, the working with the performers, unique work session which, requiring its intimacy, sometimes is not expected to be opened to the public. In the ten sessions already arranged, the work was mainly edited by Silvia Gallerano and Stefano Cenci, but here there is a possibility (for the moment only partially practiced) to involve other artists (directors, performers, actors, etc.) that are time to time required to conduct the work according to their specific needs or dictated by the scriptures. From this point of view is planned to continue the collaboration with Gallerano and Cenci, and thus involve other artists like Tim Crouch, Silvia Calderoni (of Motus), Alessandro Fabrizi, Frey Faust, Juan Carlos Corazza, Cristina Rizzo, Gabriele Vacis, Domenico Castaldo, Christian Lollike, Anna Redi, Simon K. Boberg and so on.

SECONDO TEMPO / DAY 1 TO 9 / 14:00-19:00
Allo stesso modo, ogni pomeriggio, prende forma il Secondo Tempo. Il Secondo Tempo è la sessione originale e principale di Rabbia: spalancata al consesso umano e attraversata dalla cittadinanza, è la sessione che più si modifica e trasforma nel tempo e a seconda dei luoghi e delle persone. Questa sessione è direttamente curata da Cristian Ceresoli in collaborazione con artisti, maestranze e professionisti vari su piazza, creando una connessione con il luogo e il tempo specifico di quella sessione. Qui ci si prende cura dei primi brani di nuove scritture che emergono così come di quelle che sono in corso di lavorazione da più tempo. Ed è anche il luogo/tempo dove si costruiscono i progetti e le collaborazioni più ampie e allargate, o impreviste.

Similarly, every afternoon, takes space the Second Time. The Second Time is the original and main session of Rabbia: wide open to human assembly and crossed by citizenship, it is the session that more has been changing and transforming in time and relation with any the places and different people. This work session is directly handled by Cristian Ceresoli in collaboration with various artists, craftsmen and professionals, creating a connection with the place and time specific to that particular session. Here we nurture the first pieces of new writing that emerge as well as those that have been works in progress for a longer time. It is also the place/time where wider – and sometimes unexpected – projects and collaborations are developed.

TERZO TEMPO / DAY 9 / 21:00-23:00
Verso la fine delle giornate di Rabbia viene il Terzo Tempo, in cui sono presentate in forma di frammenti quelle scritture che hanno già raggiunto una certa unità estetica, costruite in un montaggio analogico dove le scritture finiscono, attraverso il flusso dei frammenti, per comporre un paesaggio che ha una sua autonomia e validità estetica. Un momento performativo che, almeno per ora, non vuole tradire la formula di cantiere e di scritture in corso di lavorazione, ma grazie alla intima e continuativa collaborazione con i performer coinvolti, in questo paesaggio le scritture vengono incarnate ed esposte. Qui si sentono, toccano le scritture in lavorazione, il marchingegno, l’architettura, le visioni. Così facendo le scritture si nutrono e si confrontano con la quotidianità, e viceversa.

Towards the end of the days of Rabbia comes the Third Time, where those writings that have already achieved a certain aesthetic unity are presented in the form of fragments, built in a analogical editing where the writings, coming through the flow of the fragments, eventually end composing a landscape that has its own autonomy and aesthetic validity. A performative moment without betraying – at least for the moment – the concept of work-in-progress writing. Any hypothesis will be chosen from the three listed below, it will always be presented as a moment in which the machine is shown from the inside, the work in progress writings are presented: the gimmick, the architecture, the visions. In doing so the writings are nourished, they confront themselves with everyday life and they are not locked into thinking that they’re important. It is the presentation of the flow of fragments of some of the work-in-progress-writings, in a montage assembled to make the experience is as enjoyable as possible for everyone.

QUARTO TEMPO / DAY 8 / 21:00
Qui viene presentata una lettura pubblica o mise en espace di una delle scritture in produzione. Al momento è possibile presentare Il Renitente (The Refractory) di Mario Migliucci, per la regia di Stefano Viali. Presto sarà possibile presentare Busunge di Luca Franco, Sopra il Filo di una Ragnatela di Simone Traversa. Quarto Tempo è anche il momento in cui si prevede di allestire le mise en espace di Orazio (altro progetto artistico della Fondazione TVBC in comunione tra Rabbia e Crisi) o di quelle scritture nate all’interno di Crisi, altro cantiere delle scritture a cura di Fausto Paravidino. Per ogni mise en espace o reading, sono garantite otto ore di prova più la performance, chiaramente sostenute dalla squadra tecnica e di produzione di Rabbia. In sostanza sono qui presentate quelle scritture di Rabbia o no, in procinto di passare ad una produzione vera e propria, e che saranno presentate poi nel Quinto Tempo.

Here is shown a public reading or mise en espace of a scripture in production. At the moment the only work ready to be presented is Il Renitente (The Refractory) by Mario Migliucci, directed by Stefano Viali. Soon it will be possible to present Busunge by Luca Franco, Sopra il filo della ragnatela (Upon the Cobweb Wire) by Simone Travresa. The Fourth Time is also the time in which we plan to set up the mise en espace of Orazio (another artistic project of the Fondazione TVBC in communion between Rabbia and Crisi) or those writings born in Crisi, another project of scriptures attended by Fausto Paravidino. For every mise en espace or reading are guaranteed eight hours of rehearsal and the performance, clearly supported by the technical team and production of Rabbia. In essence here are presented those writings of Rabbia or not, about to go to a real production, those ones that eventually will be presented in the Fifth Time.

QUINTO TEMPO / DAY 1-3 / 21:00-23:00
In fine, secondo lo schema illustrato sopra, si inizia dove si andrà a finire, ovvero con la presentazione, nelle prime tre serate, del Quinto Tempo: scritture fatte e finite (repliche di opere dal vivo, proiezioni di opere cinematografiche, musicali, eccetera) per il momento di repertorio dei numerosi artisti coinvolti in Rabbia o negli altri processi artistici della Fondazione TVBC, ma non solo, e, nel corso del 2016/2017, con il debutto delle scritture generate all’interno di Rabbia. Dunque sono presentate il debutto o repliche di una scrittura definitivamente prodotta, magari combinate a opere di repertorio degli artisti coinvolti in Rabbia, in Crisi o comunque nei processi artistici della Fondazione. Al momento si sta valutando la possibilità (tecnica, economica) di presentare una o più di queste opere, tra cui La Merda di Cristian Ceresoli (già co-prodotta dalla Fondazione TVBC), uno spettacolo di Giacomo Ciarrapico, Annunziata detta Nancy di Riccardo Goretti, uno spettacolo di Stefano Cenci, Peli di Carlotta Corradi, La Leggenda di Kaspar Hauser di Davide Manuli, uno spettacolo della Compagnia Musella/Mazzarelli, What Happens to the Hope at the End of The Night di Tim Crouch e Andy Smith, uno spettacolo di Fausto Paravidino, The Experiment di David Chisholm / Mark Ravenhill, All My Dreams Come True di Christian Lollike.

In the end, according to the diagram shown on page two, it begins where it will end, that is with the presentation, in the first three nights, of the Fifth Time: scriptures made and finished (replicas of live works, movie screenings, music concert, etc.) at the moment works of repertoire of many artists involved in Rabbia or other artistic processes of Fondazione TVBC, but not only, and, form 2016/2017, the debut of the scriptures generated in Rabbia. So are presented the debut or replicas of a writing definitely produced, perhaps combined works of the repertoire of the artists involved in Rabbia, in Crisi or at least in the artistic processes of the Fondazione. At the moment we are considering the possibility (technical, economic) to present one or more of these works, including The Shit Cristian Ceresoli (who co-produced by the Fondazione TVBC), a performance of Giacomo Ciarrapico, Annunziata detta Nancy by Riccardo Goretti, a show of Stefano Cenci, Peli (Hair) by Carlotta Corradi, The Legend of Kaspar Hauser by Davide Manuli, a show of Compagnia Musella/Mazzarelli, What Happens to the Hope at the End of The Night by Tim Crouch and Andy Smith, a show of Fausto Paravidino, the Experiment by David Chisholm / Mark Ravenhill, All My Dreams Come True by Christian Lollike.

 

 

 

 

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