28 ago

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03 set

SAVE CINECITTA’ – roma-venezia, cinema

Rieccoci. Le cricche di Roma stanno ancora cercando di fare centro. Un’altra dismissione. E fin qui niente di nuovo. Un’altra dismissione che lascia per strada altri lavoratori. E anche qui, niente di nuovo. Ma questa volta la stanno facendo veramente grossa:

Cinecittà sta per scomparire

Cinecittà sta per essere sbiancata, smantellata, riciclata per diventare resort, parcheggi, spa, grande centro residenziale, dove ricchi entusiasti spendaccioni senza storia, verrebbero a passare le loro riposantissime vacanze, immersi nei resti di evocazione disneyana di quello che qualcuno – sempre all’estero certo! – considera invece radice e fondamenta della storia del cinema internazionale. Ancora una volta, quello che ha reso grande questo piccolo paese sta per essere scambiato con moneta sonante. Moneta che passerà da una tasca all’altra. Sempre le solite tasche. Le tasche delle solite giacche.

Un nome per tutti: Abete. Luigi Abete. Presidente della Banca Nazionale del Lavoro, nonché amministatore delegato della ABeTE spa, nonché membro del CDA della Carlo Erba Farmitalia, nonché amministratore delegato dell’Ente Cinema Spa e presidente di Cinecittà Spa, come di Cinecittà Studios Spa. Nonché.

Già questo basterebbe a spiegare la pericolosità di questa manovra di autogol economico-culturale, perché un solo uomo, forte come un albero certo, riveste la carica di compratore nonché di finanziatore. Come è nostra abitudine allora, nostra nel senso di paese culturalmente maleducato, una sola persona ricopre più cariche, così tanto vicine e complementari che a volte la moneta sonante di cui sopra, passa semplicemente dalla tasca destra alla tasca sinistra della stessa persona. Come pensare allora che chi non è d’accordo, ad esempio un produttore cinematografico, un regista, un distributore mostri le sue ragioni a chi dovrebbe finanziare un suo progetto, così come concedergli le autorizzazioni relative per girare nei teatri di posa, o altrove, con il benestare di Cinecittà?

E allora la questione di Cinecittà, che sindacati e informazione relegano a una “semplice” lotta di vertenza – e sorvoliamo su come “semplice” sia solo un eufemismo – diventa lotta di un quartiere. Perché gli abitanti di quel quartiere si stanno mobilitando insieme ai lavoratori. Lotta di una città. Perché Roma sta diventando una triste landa di lucenti centri commerciali. Lotta di una nazione che è costretta, con le unghie con i denti, a difendere la propria cultura, la propria ricchezza storica, i luoghi che ne hanno fatto la fama, il lustro, la qualità, il mito. Mentre i soliti noti, ricchi delle loro frodi, continuano a spartirsi i denari sporchi delle loro marachelle, intascando nello stesso tempo il fango sotto il quale sotterranno e nascondono. Ma questo, certo, non li disturba.

Noi, qui a Valle, siamo molto infastiditi da tutto questo, perché questo ennesimo abuso equivale all’ennesima mossa sconcia per devastare cultura, lavoro, professionalità, creatività. In questo caso, il più grande patrimonio di fabbricazione dell’immaginario che questo paese abbia mai prodotto. E allora diventa impossibile sottrarsi e non dare solidarietà, sostegno, appoggio a quest’ennesima lotta, quella per salvare Cinecittà che è la nostra lotta.

Perché siamo figli degli stessi sogni che qualcuno ha deciso di dimenticare, abbiamo tutti guardato gli stessi film, ci siamo tutti riconosciuti nelle stesse storie e con lo stesso incantevole slancio abbiamo deciso di partecipare alla creazione di quest’immaginario che invece ora ci vediamo voracemente sottrarre. Ancora una volta la gestione pubblica, o pubblica e privata insieme, del patrimonio artistico-culturale di questo paese ha fallito. Non è forse veramente arrivato il momento di smettere di aspettare e di riprenderci tutto ciò che è assolutamente nostro?

Per concludere, una domanda: cosa spingerà mai un festival così importante come quello di Venezia ad ignorare un problema come quello di Cinecittà? Non sono due luoghi diversi che parlano della stessa cosa, che si ciba(va)no delle stesse prelibatezze? La risposta può solo essere la nota indifferenza di chi fa cinema per il suo stesso mondo? Noi non lo crediamo.

 

Stay tuned, Venice is coming…

 

 

 

 

 

 

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3 Responses to SAVE CINECITTA’ – roma-venezia, cinema

  1. Simona Balducci 27 agosto 2012 at 21:05 #

    Grazie a Teatro Valle Occupato da parte dei lavoratori di Cinecittà Okkupata.

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  1. SAVE CINECITTA' – roma-venezia, cinema | Teatro Valle Occupato | ROME, my city | Scoop.it - 27 agosto 2012

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  2. SAVE CINECITTA’ – roma-venezia, cinema | Teatro Valle Occupato | Manlio Mannozzi - 27 agosto 2012

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