17 Set

Sbarrare per poi speculare? Bloccato l’accesso al Libero Teatro Embros

BLOCCATO L’ACCESSO AL LIBERO TEATRO EMBROS

Ieri, mentre gioivamo per la nascita della Fondazione Teatro Valle Bene Comune, c’è stato un grave attacco a chi, come noi, ad Atene lavora e crea all’interno di un luogo sottratto alle speculazioni. Il Libero Teatro Embros di Atene occupato da oltre 2 anni ieri è stato sbarrato per impedire l’accesso a chi lo rende vivo con passione e dedizione. I nuovi proprietari dello stabile, il Fondo per lo Sviluppo degli Immobili di Proprietà della Repubblica Greca, con l’intervento delle autorità giudiziarie e della polizia hanno interrotto la vita e le attività di una delle esperienze più fervide della capitale greca. Siamo vicini nella lotta con chi, come noi, nella pratica di ogni giorno lavora per il bene comune.

 EMBROS

Ancora una volta si verifica lo scempio.
Ancora una volta le politiche di austerity imposte dall’Europa guardano al patrimonio culturale come misero prodotto a cui dare un prezzo, e da vendere al miglior acquirente nel minor tempo possibile.
Ancora una volta avviene in Grecia, avviene ad Atene, culla di democrazia e palestra mondiale, scacchiera fondamentale dove si giocano le strategie di due modi di intendere vita, libertà, cittadinanza.
Da una parte la dittatura finanziaria, la padrona che fa della crisi una bandiera, e della disperazione un risultato politico.
Dall’altra un teatro occupato.
Un teatro liberato come risposta a quella disperazione, un teatro che produce ricchezza, materiale e immateriale. Un teatro che è un luogo di dignità in un quartiere sprangato, un teatro che è espressione e respiro di cittadinanza attiva, un teatro che è stato crocevia internazionale di incontri, di relazioni, di confronti.
Un teatro dove artisti, attivisti e cittadini sentono ancora il bisogno di guardarsi in faccia, e farsi delle domande.
Ad arbitrare questa partita la solita politica, asservita ai capricci di donna finanza, vuota espressione di un sistema che non è più in grado di definirsi democratico.
Il Teatro Embros non è solo un teatro occupato in una città. Il teatro Embros è uno di quei tanti simboli che stanno costellando una nuova Europa, un’Europa che sente il bisogno di definirsi sulla misura delle proprie umanità, e non su debiti prodotti altrove.
Quando un teatro chiude, la sconfitta che ne consegue non si misura su confini nazionali.
L’occupazione del Teatro Embros è una risposta nobile a una speculazione squallida.
È il grido in una lingua che non esiste, si mescola in un minimo comune denominatore europeo, reale, inedito.
In quel grido uniamo la nostra voce a quella degli occupanti del Teatro Embros, e ad ogni voce che gli appartiene.
Il Teatro Embros deve rimanere occupato.
Il Teatro Embros è libero.

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One Response to Sbarrare per poi speculare? Bloccato l’accesso al Libero Teatro Embros

  1. Anna 17 settembre 2013 at 22:59 #

    Si restituisca questo spazio agli uomini e donne della martoriata Grecia. Spazio comune per salvaguardare le storie vissute, scritte e raccontate dagli uomini ad altri, presenti e futuri.

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