23 Feb

Schiera5 CANTIERI: GRACE UNDER PRESSURE martedì/mercoledì h. 21- giovedìh.20

21 22 23 FEBBRAIO 2012 h 21.00 24 h.20

GRACE UNDER PRESSURE  Schiera5 Permanenze cap.10

UN CANTIERE PER LA PAROLA  A CURA DI GABRIELE VACIS 

Forse tutto sta a sapere quali parole pronunciare, quali gesti compiere, e in quale ordine e ritmo, 
oppure basta lo sguardo la risposta il cenno di qualcuno, basta che qualcuno faccia qualcosa per il solo piacere di farla, 
e perché il suo piacere diventi piacere altrui: in quel momento tutti gli spazi cambiano, le altezze, le distanze, la città si trasfigura, diventa cristallina, trasparente come una libellula.
Italo Calvino _ Le Città Invisibili

 

Tutto questo non ha niente a che fare con la tecnica, i personaggi, la psicologia, la continuità. 
Tutto questo è energia, è tempo, è ritmo è ascolto, gioia, fiducia, amore. Qualcosa che non sta nelle parole né nei gesti. Né in una luce o nella presenza di suoni o musica. Sta nella possibilità che tutto ciò possa continuare ad esserci o non esserci in virtù di una matura necessità. Di una sana esigenza. Tutto ciò che continua a vivere in scena è un valore aggiunto.

In questi tempi in cui siamo continuamente sottoposti a forme di comunicazione mediatica, il teatro è una comunicazione diretta. In teatro chi parla, può ascoltare chi ascolta. Sembra un paradosso ma è semplicissimo. Che l’attore stia dicendo un testo o che canti, che si muova nello spazio o anche solo che stia fermo a guardare, non muta minimamente la condizione della sua presenza in scena, ascoltare veramente, attentamente, in intima relazione con quanto è intorno.

Il lavoro si basa totalmente sull’ascolto e sulla presenza consapevole e vigile degli attori autori dello spettacolo. Esserci in ogni momento è molto difficile e richiede sforzo e apprendimento continui. Persone piuttosto che attori o personaggi. E le persone si accostano l’una all’altra, formando una schiera. Quindi camminano per un numero indicato di passi variabili a seconda delle dimensioni del luogo in cui si lavora, per esempio, otto passi. All’ottavo passo nella direzione iniziale, ci si volta e si continua a camminare per otto passi nella nuova direzione, quindi ancora in direzione opposta e così via.

Trovare un’unità di presenza tra le persone che camminano escludendo ogni affettazione attraverso la massima economicità di ogni gesto. La ripetizione regolare degli otto passi, perimetra, misura lo spazio. Gli attori che camminano definiscono così un ambiente fisico: il tessuto gestuale su cui si può improvvisare. Il tempo con cui i passi della serie si succedono costituisce il ritmo dell’esercizio.

L’ipotesi, in definitiva, è che se gli attori sono davvero presenti, se sono davvero in ascolto, se sono consapevoli di ciò che dicono e fanno, qualunque testo, qualunque frammento, produce senso.
La si potrebbe definire drammaturgia dell’ascolto.

Questo cantiere è aperto a 20 esseri umani, attrici e attori di professione, oltre ai partecipanti di Schiera3 e Schiera4. I lavori sono accessibili a un massimo di 600 uditori.

Per iscriversi occorre inviare i propri dati via mail, foto e curriculum, oltre a sei righe di motivazione entro il 15 febbraio. Anche gli uditori debbono iscriversi. I partecipanti di Schiera3 e Schiera4 devono confermare via mail la propria presenza.
Iscrizioni navescuola.tvo@gmail.com

 

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