20 feb

Schiera5 CANTIERI: RECEIVING/REACTING

19* 20 21 22 23 24 25 26 FEBBRAIO h 09.00 – 14.00
*19 febbraio h. 13.30-17.30

RECEIVING / REACTING Schiera5 Permanenze cap.10
UN CANTIERE PER L’AZIONE FISICA A CURA DI BARBARA BONRIPOSI 
 

Mirror up to nature.
William Shakespeare_ Hamlet

 

Troppo affaccendarsi, troppi trucchi, troppi impostori dal nulla.
Non c’è idea che regga, né progetto, né testo, né luci, né musiche, né null’altro.
La questione è di essere abbastanza forti, arditi e sensibili per essere in grado di ricevere.
Cosa mai potremmo aggiungere a tutto ciò che già esiste? E’ tutto così pieno! Abbiamo davvero qualcosa da aggiungere?
E non lo dice poi anche il tanto citato Amleto?

 For anything so overdone is from the purpose of playing, whose end, both at the fist and now, was and is to hold as ‘twere the mirror up to nature, to show virtue her own feature, scorn her own image, and the very age and body of the time his form and pressure.

Reggere lo specchio alla natura. Che indicazione perfetta! 
Reggere quello strumento che per antonomasia riceve e restituisce. 

Questo cantiere è aperto a 14 esseri umani (7 femmine, 7 maschi) tra i trenta e i quarant’anni, attrici e attori di professione. I lavori sono accessibili a un massimo di 600 uditori. Per iscriversi occorre inviare i propri dati via email, foto e curriculum entro il 15 febbraio. Anche gli uditori debbono iscriversi. Iscrizioni  navescuola.tvo@gmail.com

Inoltre occorre compilare un elenco di 15 GIOIE CONSIDEREVOLI e 15 PENE ABOMINEVOLI.
Questo elenco deve essere in ordine di importanza ovvero Gioia Considerevole Numero 1, Gioia Considerevole Numero 2 eccetera e in colonna l’una sotto l’altra. Lo stesso per le Pene Abominevoli.

 

 

 

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3 Responses to Schiera5 CANTIERI: RECEIVING/REACTING

  1. carlo 17 febbraio 2012 at 16:28 #

    “Questo cantiere è aperto a 14 esseri umani (7 femmine, 7 maschi) tra i trenta e i quarant’anni, attrici e attori di professione” come mai un segmento così poco umano per l’età?

    • Laura Bruno 21 febbraio 2012 at 02:45 #

      Riflettevo proprio oggi a malincuore… su queste considerazioni fatte da “altri”.

      In effetti, non siamo mica in giappone, presso il golden Satyam theatre, dove gli over 60, prevalentemente ex-profughi o dissidenti politici, possono finalm. in Tarda età, accedere al teatro e stare sul palcoscenico!
      C’è sempre il carcere di rebibbia però! Dove è stata istituita un’accademia d’arte drammatica che assicura una formazione seria !

      Per tutti gli altri… bhè mi rendo conto… quello dell’artista è un mestiere duro davvero difficile da perseguire da soli, a meno che non si è dei Geni.

      Cogliendo spunto dalla Foto di questo cantiere, mi viene in memoria come trapassata … nel “regno dei morti” .., la citazione che ho già lasciato:
      “Il cuore muore di morte lenta. Perdendo ogni speranza come foglie. Finché un giorno non ce ne sono più. Nessuna speranza. Non rimane nulla.”

      E concludo appunto..,

      – Ho pregato tanto.. da bambina.. ma le mie preghiere non furono esaudite. Ora non sono più una Bambina .
      Sono e Siamo le donne del crepuscolo. –

      lb

  2. laura bruno 18 febbraio 2012 at 23:10 #

    Mi CHEDO…
    Dove vanno a finire le nostre memorie? Una “trasmutazione dell’acqua”… Forse?
    E.. dove, appunto.. una volta trasmutate.!?

    ” Il cuore muore di morte lenta. Perdendo ogni speranza come foglie. Finché un giorno non ce ne sono più. Nessuna speranza. Non rimane nulla.

    Se un albero non ha né foglie né rami, si può ancora chiamarlo albero?”

    dal film “Memorie di una geisha” di Rob Marshall

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