Tre grandi registi hanno dichiarato solidarietà e sostegno al Valle Occupato
pubblichiamo i loro interventi e le loro parole per condividere con voi
questi tre sguardi, questi tre atti d’amore per il teatro
Romeo Castellucci e Socìetas Raffaello Sanzio
Per il Teatro Marinoni
Non conosco nessuno degli occupanti del Teatro Marinoni. Neanche un nome e neanche una faccia.
Non conosco i loro gusti. Mi hanno chiesto di scrivere un foglio di fronte al loro gesto.
Ecco cosa ho pensato e cosa vorrei dire: Ritengo l’occupazione del Teatro Marinoni un gesto di civiltà.
Allo stesso modo ritengo non più possibili i piagnistei di fronte alla frana culturale di questo Paese.
Lo sappiamo da molto tempo ormai, la politica del potere si nutre delle lamentazioni e degli antagonismi come di un combustibile. Aderisco a questa occupazione perché rappresenta un atto. È compiuto, rotondo, diretto, persino pacato, femminile.
Prima di ogni commento è un atto.
Qualcuno lo ha pensato, ha aperto delle porte, ha pulito il pavimento dal guano dei piccioni, ha reso respirabile l’aria.
Si è preso cura di qualcosa sporcandosi i vestiti, di sicuro. D’accordo, lo ha fatto senza chiedere il permesso, ma lo ha fatto.
Ha dato aria. Questo per me non è rubare. E questo non è neppure occupare. Questo significa dare un nome alle cose.
Teatro al teatro. Cittadinanza ai cittadini. Possibilità alla cultura. Cibo alla fame.
Perché non hanno chiesto il permesso? La risposta – che mi verrebbe da urlare – è semplice: a chi?
Allora dico che oggi la creazione artistica – passatemi queste parolone – passa anche per l’invenzione di luoghi pubblici perché il Marinoni è per me una vera invenzione.
E’ bello vedere qualcuno ancora capace di scelte civili come di scelte culturali.
E la cultura, secondo me, significa scegliere-in-continuazione.
Romeo Castellucci e Socìetas Raffaello Sanzio
“Prendo questo premio anche come una sorta d’incoraggiamento per i giovani teatranti italiani specialmente per i due movimenti che ho già menzionato ma che voglio menzionare ancora una volta e dare loro tutta la solidarietà, alla gente del Teatro Marinoni e del Teatro Valle a Roma”
Thomas Ostermeier
“Penso che in questo momento le persone del Teatro Valle a Roma, del Teatro Marinoni proprio dall’altra parte del canale e le persone del Lido, occupando un teatro dimostrano che c’è un movimento giovane in questo paese, che oltre a tutta questa facciata storica devono esserci dei contenuti. Le persone si stanno muovendo in questi teatri per lavorare, dibattere, avere un’attitudine politica. E credo che sia eccitante pensare cosa possa fare il teatro in questo paese se il governo volesse procurare loro il necessario per realizzare cosa hanno in mente”
Stefan Kaegi


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