27 Giu

IO DENTRO HO UN PAESE INTERO

foto teatro valle

 

STARE MEGLIO

 

Ognuno di noi è come se fosse un paese. Si, un paese.

Con una propria storia, una propria costituzione interna. La nostra costituzione sono le regole che durante la vita ci siamo dati. Poi abbiamo delle leggi, che possono essere cambiate a seconda della situazione, delle emergenze.

Ma soprattutto abbiamo un nostro governo interno che orienta la nostra vita. Un normale governo con i suoi ministeri. Il nostro ministro degli esteri si occupa del rapporto con gli altri, il ministero della salute si occupa, appunto, della nostra salute…

Abbiamo un ministero della cultura, un ministero delle finanze, un ministero della famiglia…

Ecco, noi, a differenza di un paese normale, abbiamo anche un ministero dell’amore.

Dentro di noi c’è un parlamento. Con una maggioranza, un’opposizione e altri partiti minori. Che fanno tanto baccano e rompono il cazzo un po’ su tutto. E spesso hanno ragione.

E come tutti i paesi che si rispettino abbiamo, dentro di noi, servizi segreti, poteri occulti e mafia.

Quando è successa la cosa… io ero governato male. Il mio governo interno di allora era pieno di incapaci e mi faceva vivere una vita sbagliata.

Il peggior governo che io abbia mai avuto.

Il mio presidente del consiglio sorrideva, prometteva e diceva tante bugie.

Navigavo in un mare di debiti e il mio ministro delle finanze gestiva i conti inventando le cifre. E io ci cascavo.

Il mio ministro della sanità, pluri-inquisito, aveva la pessima abitudine di rimandare anche le questioni più urgenti a tempi migliori. Il mio ministro della cultura, completamente alcolizzato, si limitava a proporre un’inutile viaggio a Praga. “Che è tanto bella!!” sosteneva. Il ministro della difesa era pazzo, sempre incazzato, sognava un colpo di stato per avviare una dittatura salutista e autoritaria. Il mio ministro dell’amore era gay. Arrivava alle undici in ufficio e tutti i giorni minacciava di uscire dal governo.

Si potrebbe pensare che io sia un dissociato, ma non è così. Magari. Io dentro ho un paese intero… siamo milioni… pensa che ansia.

Questo mio governo era però il risultato di un deterioramento morale della mia classe dirigente. Il governo sopravviveva anche grazie al tacito appoggio dei giornali. Si leggevano titoli ottimisti tipo: “per domani è prevista un’importante telefonata per risolvere il problema dell’occupazione!”. Poi magari, piccolo, in un trafiletto, appena leggibile, trovavi la notizia che “per la finanziaria di questo mese è previsto un prestito dalla mamma..l’opposizione insorge basta con gli una-tantum.”

Il governo tirava a campare. Ma sarebbe durato per tutta la legislatura, avrebbe vinto le successive elezioni, come sempre.

Se non ci fosse stato IL FATTO BRUTTO.

Io lei l’amavo. Certo essendo come detto una brutta persona, l’amavo nei limiti in cui può amare una brutta persona. Ma ce la mettevo tutta.

Da dizionario per amore s’intende “Dedizione appassionata ed esclusiva, istintiva ed intuitiva. Ecco “intuitiva”. Io… intuivo di amarla.

Per certe piccole cose… la amavo per i suoi piccoli rimproveri… per i suoi “non mi sembra il caso”, per i suoi “ma ti sembra un atteggiamento normale?” Per i suoi “ma ti sei reso conto di quello che hai detto?”.

Apparentemente poteva sembrare, il nostro, un rapporto tra un disabile e la sua infermiera ma per me era molto importante. Era un buon motivo per alzarsi dal letto la mattina.

Io comunque stavo insieme anche se lei mi aveva già lasciato da qualche tempo. E’ così. Lei era la mia ragazza ma io non ero più il suo ragazzo.

Succede.

La festa non era male per niente. Una casa su una collina vicino Roma. Tutto intorno prato. Dietro un chiosco, un uomo di buon umore, serve drinks. Tutto, ripeto, molto bello. Io bevo molto…e a un certo punto ci offrono delle pasticche. Di quelle che poi vuoi bene a tutti e abbracci tutti. E il giorno dopo ti sei reso conto che hai detto delle cose meravigliose a delle teste di cazzo che sei costretto a richiamare per mandarle affanculo e rimettere a posto le cose. Mentre mi offrono la pasticca dentro di me c’è un’interrogazione parlamentare dell’opposizione visto che l’articolo 3 della mia costituzione interna ripudia qualsiasi forma di droga sintetica. Per decreto legge il presidente del consiglio si assunse la responsabilità della pasticca e così dopo mezz’ora mi trovavo con fastidioso buon umore addosso.

Verso le tre del mattino la festa prende una strana piega. Cominciano ad esserci movimenti promiscui, i presenti iniziano ad accoppiarsi. Un’amica mi si avvicina e mi chiede se lei, cioè la mia lei, sta con Saverio.

Il mio amico Saverio.

Non mi pare, rispondo.

No, perché si stanno baciando da due ore” dice la mia amica.

Ogni effetto dell’alcol o della pasticca mi passa e punto in giardino verso i prati.

E li vedo lì.

Stanno… pomiciando come direbbe mia madre, limonando come direbbe mio padre. CAZZO dico io.

Mi viene un piccolo infarto e mi succede qualche cosa dentro che non so spiegare.

In tutte le città del mio paese interno, spontaneamente, si è riversata la popolazione a protestare. Quella notte stessa ci fu la crisi di governo. In aula, il capo dell’opposizione fece un discorso memorabile. Non attaccò solo il governo di allora ma trentasei anni di malgoverno del partito della maggioranza.

Il suo discorso faceva più o meno così.

(politico, d’alemiano) “Onorevoli colleghi, parlo a tutti voi, anche a voi colleghi della maggioranza, vi parlo con il cuore in mano. E’ un modo di fare politica che è fallito. La drammaticità di queste ore non fa altro che evidenziare ancor di più una situazione preesistente di crisi.”

Alcuni applausi.

E mi rivolgo a lei onorevole ministro delle finanze, che sono anni che ci pretende di risolvere i suoi disastri con questi tre numeri della data di nascita giocati al lotto ogni giovedì e ogni sabato.”

Forte applauso dell’aula.

Mi rivolgo a lei onorevole ministro della salute. Noi non le chiediamo un fisico atletico, non pretendiamo una vita completamente sana… siamo sognatori ma anche realisti. MA, BENEDETTO IL DIO signor ministro, sono dieci anni che abbiamo i funghi, da un anno una carie affligge la nostra esistenza, la notte per via delle sigaretta si dorme poco e male e la cirrosi epatica è un fantasma ahimè sempre più concreto!”

Altro applauso… qualche “ooehhh!!” dai banchi della maggioranza come a dire ‘esagerato’.

e io mi ricordo quale era il suo slogan signor ministro: il suo slogan era più capelli. Io ora le chiedo, e tutti le chiediamo, DOVE SONO I CAPELLI!?!!”

Mi rivolgo a lei onorevole ministro della cultura. Sono due anni, signor ministro, che non si legge un libro. Non c’è più nessuna parvenza di impegno, di interesse, di curiosità. Lei ha fatto di noi un manifestante da letto. Vergogna.”

(con disprezzo) E lei signor ministro dell’amore… lei è un imbecille…”

Il presidente della camera suonò la campanella per richiamare all’ordine il capo dell’opposizione che chiese subito scusa…

Mi perdoni signor presidente. Lei onorevole ministro dell’amore è un perfetto incapace, lei trova tutto molto carino, tutto molto grazioso ma non si accorge di nulla.

(sospira, grave) Infine mi rivolgo a lei onorevole presidente del consiglio. Lei ha governato in balia delle compulsioni, ha subito gli eventi senza reagire. Io le chiedo di presentare immediatamente le sue dimissioni e di formalizzare la crisi di governo.”

Lungo applauso

Il mio presidente del consiglio interno presentò le dimissioni al capo del mio Stato.

Erano previste elezioni due settimane dopo.

Io nel frattempo stavo male. Soffrivo per amore.

Molto.

E quando si soffre per amore le cose ci appaiono in modo diverso. Io ad esempio ho cominciato ad apprezzare cose che prima sottovalutavo. Alcuni cantanti, che solo pochi giorni prima mi sembravano dei cretini, improvvisamente mi sono cominciati a sembrare bravissimi.

Zarrillo è un poeta. Tiziano Ferro è un genio.

Ripeto stavo molto molto male.

Lei si era messa con il mio amico Saverio. Si potrebbe pensare che il mio amico Saverio sia una testa di cazzo. Ma non è così, non è così. Anche se di mestiere gioca in borsa ed è un appassionato di segni zodiacali, è molto simpatico. E poi è un amico, ci conosciamo da tanti anni. E quando si è amici spesso si hanno gusti in comune.

Si hanno gusti in comune.

(si prende un tempo, sorride) E quindi che cosa gli vuoi rimproverare a Saverio…

Eppure i sondaggi dentro di me erano chiari: il 67 per cento degli intervistati sosteneva che il mio amico Saverio era una testa di cazzo.

Dentro di me c’era qualcosa di violento che non riuscivo a controllare. Il mio paese interno era in subbuglio. (mani sulla pancia) Manifestazioni, scontri di piazza, scioperi generali, aggressioni mirate, assalti alle carceri. Ero sull’orlo di una guerra civile interna.

Apparvero nelle principali città delle scritte sui muri: Puttana, troia e simili.

Il capo dello Stato invitò tutte le parti ad abbassare i toni.

Io odio il detto le donne sono tutte puttane tranne mia madre e mia sorella: primo perché non conoscete mia sorella e io non me la sentirei di escluderla. Secondo perché nell’articolo 7 della mia costituzione è scritto che sono un intellettuale di sinistra e quindi non ho il diritto di pensarlo.

Eppure anche qui i sondaggi dicevano altro. Il settantacinque per cento degli intervistati sosteneva che quel modo di dire serbava delle verità insospettabili.

Intanto dentro di me si era in piena campagna elettorale. I due principali candidati giravano per il paese in cerca di voti.

Riporterò un discorso del capo dell’opposizione fatto in televisione.

E’ finita l’epoca delle decisione prese a seconda se riesce un solitario oppure no.

In cui era il lancio della monetina a orientare le scelte del governo.

Mandiamoli a casa. Mandiamoli tutti a casa!”

La campagna elettorale del presidente come al solito era fatta di promesse demagogia e sorrisi. La sua faccia ovunque e lettere a casa per convincere gli incerti. Riporterò un suo discorso fatto a una settimana dal voto:

Non ci hanno lasciato governare.

Hanno interrotto il lavoro del governo approfittando di questa crisi sentimentale… che ci lascia tutti scontento sia ben chiaro ma io vi dico una cosa:

Evidentemente lei non ci meritava. E comunque vedrete amici da casa che lei tornerà da noi e saremo noi a dirle NO BELLA MIA!!!

Il presidente del consiglio poi prometteva di fare entro tre mesi l’amore gratis (ci teneva a sottolineare GRATIS) e di innamorarsi entro sei mesi. Prometteva un viaggio in Tailandia ed entrate economiche derivate da non si sa cosa.

Insomma propaganda allo stato puro.

C’erano altri piccoli partiti dentro di me. C’era il partito della new age che proponeva di trasferirsi in campagna e diventare vegetariani ma prendeva sempre pochissimi voti. E c’era un piccolo partito che però riusciva a fare breccia su molti ed era il partito del ”ANCORA?”

Il partito del “ancora?” aveva come slogan TANTOPOIPOESSECHESEMOREPUREDOMANI. Se a questi del partito dell’ancora? gli chiedevi il programma ti rispondevano “ANCORA?”.

La campagna elettorale non aiutava il mio stato di totale depressione. Anche perché in attesa del voto, dentro di me si era instaurato un governo tecnico.

C’è da dire che tutti un giorno sono stati da un governo tecnico. Spesso succede quando si attraversano momenti di crisi o di transizione. La caratteristica del governo tecnico è che non hanno un progetto a lunga distanza ma cercano di arrivare a fine giornata con un barlume di coscienza pulita.

L’obbiettivo del governo tecnico è il pareggio. Lo zero a zero. Di solito si tappezza la casa di post-it e si cerca di risolvere cose pratiche. Si rimette a posto la casa. Si passa la metà della giornata a guadagnare tempo e l’altra metà a far passare il tempo.

Durante quel periodo di governo tecnico in me regnavano ansia, paura del mondo e sensazione di essere un rifiuto umano. L’unico motore delle mie azioni erano i sensi di colpa. Quando mi pestavano il piede ero io, non si sa bene perché, a chiedere scusa. Guidando mi capitava di chiedere scusa a macchine parcheggiate, vuote. Ho fatto l’elemosina a uno che non la stava chiedendo..

Eppure il governo tecnico doveva affrontare questioni urgenti, una su tutte quale atteggiamento avere nei confronti di lei e del mio amico Saverio.

Il governo tecnico optò per un prolungato silenzio. Che all’apparenza poteva sembrare polemico ma che in realtà era solo in attesa del risultato delle elezioni.

Nelle relazioni interpersonali se sei governato da dei tecnici tendi ad essere un vigliacco. E così io rimanevo chiuso in casa deambulando tra la cucina e il bagno canticchiando: “pareggerò, all’alba io pareggerò”.

Improvvisamente ci fu un blackout in tutto il paese cioè svenni. E violenti nubifragi misero in stato d’allerta l’intera popolazione, cioè mi venne una febbre altissima fino al giorno del voto.

Per la prima volta nella mia storia personale le elezioni le vinse l’opposizione.

Ci furono scene di giubilo e festeggiamenti fino all’alba.

Ora, a capo del governo, emozionantissimo, c’era quello che da sempre era stato il capo dell’opposizione. In tre giorni formò il suo nuovo governo e presentò il suo programma in parlamento.

E il suo programma era questo:

Andare a correre tutti i giorni almeno mezz’ora.

Mangiare sano.

Smettere di fumare.

Abolizione di qualsiasi forma di alcolici.

Preparazione di un curriculum vitae.

Nessuna relazione sentimentale per almeno un anno.

Rimettere in discussione la complessiva visione del mondo.

Dopo aver presentato il suo programma il nuovo presidente del consiglio concluse con la seguente frase:

(emozionato) “Vogliamo diventare collezionisti di bei momenti.

Questo mondo fa schifo ma la vita è meravigliosa!”

Il governo formò immediatamente una commissione per le riforme costituzionali. Questa commissione doveva far piazza pulita di tutti quegli insegnamenti con cui eravamo cresciuti. Ad esempio mio padre mi ha sempre detto che un uomo per essere tale deve conoscere la storia del proprio paese, la storia della propria famiglia e la propria storia personale. E questo ha fatto sì che io, per anni, mi sono totalmente disinteressato del prossimo: la mia posizione era “non sei Garibaldi, non sei mio cugino, a me, di te, che cazzo me ne frega?”

Questo modo di porsi doveva finire.

La commissione doveva far luce su tante cose,anche minime. Per esempio: chi l’ha deciso che a me non piace la trippa? Non l’ho mai deciso ma da sempre dico che non mi piace la trippa. C’è un vecchio edificio dentro di me, con tanto di dipendenti, che si occupa unicamente di evitare tra i piatti la trippa. E’ appunto l’ufficio antitrippa. E questa è tutta gente pagata con i soldi dei contribuenti…

Molti misteri restavano irrisolti dentro di me.

Molti misteri. Perciò venne nominata anche una commissione stragi. Per anni io mi sono fatto male “accidentalmente”: cascavo dal motorino, mi sono procurato parecchie cicatrici, sono stato operato non so quante volte. Ma c’era il sospetto che dietro quegli incidenti ci fossero i miei servizi segreti.

I miei magistrati, dopo anni di imbavagliamento, erano finalmente liberi di indagare.

Una delle cose più importanti fatte dal nuovo governo fu quella di approvare un enorme, gigantesco CONDONO.

Qualcuno lo definì un colpo di spugna ma per me fu molto importante.

In quell’occasione ho sbagliato? Ecchedevifà…

Con quella persona mi sono comportato male? Sticazzi, tutto condonato.

E i sensi di colpa se ne vanno affanculo.

Scusate le parolacce ma per me fu una vera e propria liberazione.

Andavo tutti i giorni a correre. Cosa stupida, senza senso, noiosa, non si fa gol, alla fine non vince nessuno. E allora perché dovrei fare jogging? Eppure me l’ero imposto, con una legge molto impopolare.

E andare a correre mi ha fatto bene.

Ho riscoperto il mio corpo. Tutta la vita sono stato sempre e solo testa e invece c’è tutto un corpo da riscoprire. (si tocca il corpo) Decentralizzare, federalismo, più potere alle regioni. L’avvicinamento del cervello al corpo è come un politico vicino ai problemi della gente. Ed è quello che mi stava succedendo: in un momento di difficoltà mi sono stato vicino.

Il mio ministro degli esteri mi informò che eravamo pronti per affrontare il resto del mondo. Le relazioni internazionale sono sempre state materia delicata. Ho miei ambasciatori dentro tutti miei conoscenti che mi tengono informati sui rapporti che ho con loro.

Era giunta l’ora di chiamare il mio amico Saverio.

Pronto Saverio comestaiabbiamoglistessigusti come stai? Ci vogliamo vedere, così per parlare?

Va bene. Tra mezz’ora a Ponte Milvio.

Dentro di me un’edizione straordinaria del tg annunciava l’incontro con il mio amico Saverio.

Il governo era chiamato al primo esame importante.

Ci incontriamo al baretto e ci sediamo.

Stai meglio” mi dice.

Faccio sì con la testa. Non riesco a parlare. Il nuovo capo del governo è assolutamente inesperto e si dice soddisfatto dell’incontro. “Andiamocene, salutiamolo e che vada a dire a lei che sto meglio”.

Ma poi consigliato cambiò idea e io continuavo a stare lì a fare sì con la testa.

E poi di colpo dico:”Mi sento tradito, non so da chi, ma mi sento tradito…”

E il mio amico Saverio dice “Sì vabbè ma non siamo più ragazzini”

Io mi blocco. Non capisco.

Le alternative erano o aggredire Saverio come consigliò il ministro della difesa o fare finta di niente come suggerì il ministro degli esteri.

Passò la linea morbida di quest’ultimo e io continuavo a fare sì con la testa.

(ci pensa) Non siamo più ragazzini.

Non sono più riuscito a seguire la fine del discorso perché mi rimbombava sempre questo “non siamo più ragazzini”.

Dentro di me ogni persona che conosco è rappresentata da un’ambasciata. Quella sera ci fu sit-in di protesta davanti a quella del mio amico Saverio.

A casa trovo un messaggio di lei.

Se per te va bene, ci vediamo domani, alle tre, così parliamo”.

(come una preghiera)

La facciagiusta-lecosedadire-ibeidiscorsi-nonsiamopiùragazzini-manonsocheatteggiamento avere-vorreifarelamoreconleimaleinonvuolepiù-forseperchésonodisoccupato-devotrovarelavoro-viaquestipensieribrutti-failafacciagiusta “CIAO COME STAI?”

La guardo…

(prova ad auto convincersi) Non è così bella. Dai trovale dei difetti, non la guardare così, ricorda che caca due volte al giorno…non è così bella mi scappa da piangere.

Tutto il mio paese interno è incollato davanti alla TV. L’incontro è trasmesso su tutti i canali nazionali e ci sono schermi giganti sparsi in tutto il paese. C’è grande tifo. I pub sono pieni.

Un cittadino del mio paese interno, seguendo l’incontro da casa con moglie e figli mi urla:”NON PIANGERE COGLIONE!!”

Lei mi sorride e mi dice “Ti vedo meglio”

Non sono contento. E’ la seconda volta in due giorni che mi vedono meglio, non mi vedono bene.

Ti vedo meglio si dice ai convalescenti e ai malati.

Ma mi metto di nuovo, come il giorno prima , a fare sì con la testa.

C’è un silenzio fastidioso.

(cerca di motivarsi) Impara a sopportare il silenzio. Anche se non ho mai creduto alle energie positive o negative …concentrati e manda energie positive.

Sto pensando troppo e le energie che mando puzzano sicuramente di merda e allora parla e interrompi questo cazzo di silenzio.

E comincio a raccontare l’aneddoto di quando, di notte, ho fatto i fari a quelli che venivano dall’altra parte per segnalare un posto di blocco e la macchina

che mi precedeva era quella dei carabinieri che mi fermarono e mi fecero un culo come una capanna.

Ma mentre racconto l’aneddoto mi rendo conto che non c’entra niente, che lei già lo conosceva e che tutto il mio paese interno comincia a protestare.

Mi deprimo, mi zittisco e ricomincio a fare sì con la testa.

Poi dico:”la verità è che mi manchi tantissimo”.

Dentro di me sono tutti commossi, anche l’ex presidente del consiglio ladro, piange.

E lei dice:”Comunque tu rimarrai sempre Giacomo”.

Silenzio. Stupore.

L’uomo di prima, con moglie e figli urla al televisore: “ma che cazzo significa ‘sarai sempre Giacomo’?!?”

E invece io la guardo e semplicemente continuo a fare sì con la testa. Certo, amore, sarò sempre Giacomo.

In sostanza lei provava tanto affetto per me e perciò peggio di così non poteva andare.

L’incontro finì e dentro di me tutti i miei cittadini tornarono a casa delusi come dopo una finale dei mondiali persa meritatamente.

Il malcontento nel paese cresceva ma il governo non si perdeva d’animo. Di lì a poco ci sarebbe stata la festa della repubblica, cioè il mio compleanno. Organizzai una cena. Importante era mantenere con tutti buoni rapporti a livello internazionale.

Alla cena diedi ragione a tutti, dicendo a chiunque incontrassi:

MA LO SAI CHE TI VEDOI MEGLIO!”

Un conoscente mi chiede: “ma perché non bevi?”

Ora vagli a spiegare che è cascato il governo, che ci sono le riforme costituzionali e tutto il bordello di cui sopra, quindi mento e dico:”ma che dici, sono alticcio…”

Fateci caso: se c’è una cosa che è più pesante di: “quello beve”, è “quello ha smesso di bere”.

La festa della repubblica era apparentemente riuscita ma la mia popolazione interna non era affatto contenta. Il 73 per cento degli intervistati sosteneva che questo governo era insoddisfacente e ne auspicava la caduta.

Pesava molto anche la legge sull’astinenza sentimentale e sessuale… anche perché quella sessuale era una delle più grandi aziende del paese e ha sempre avuto un’enorme influenza sulle decisioni del governo. Di qualsiasi governo.

Nei giorni successivi, la decisione fu quella di partire per Parigi. Per i soldi il ministro delle finanze decise di vendere un importante monumento storico nazionale. Cioè la mia chitarra classica.

(cambio di tono, confidenziale) Parigi mi sembra subito bellissima, lì la diversità è normalità e quindi nessuno si accorge che sono matto.

Ed è lì che incontrai Clémentine. In un bistrot.

Cominciammo a parlare.

E mentre le parlavo avevo il magone e pensai che una vita non basta. E che con una ragazza così non ci sarei mai stato. Perché era eccessivamente bella per me, perché stava da quattro anni con uno sceneggiatore di cinema che vive su una barca sulla Senna(perciò imbattibile) e perché io avevo il divieto assoluto di lasciarmi impossessare da qualsiasi sentimento.

Quel giorno ci siamo baciati.

E mi sono innamorato. E forse anche lei visto che ha lasciato il suo ragazzo.

E dentro di me, per scaramanzia, nessuno osava esultare. Tutti si facevano il segno di stare zitti, di non dire niente.

Ero diventato improvvisamente un paese ovattato.

Se dentro di me uno veniva tamponato, non protestava. I due automobilisti scendevano dalla macchina e si abbracciavano.

Anche la classe dirigente viveva un clima per così dire biparti san.

La vita riprende colore.

C’era un cambio di mentalità nella gente. E le rivoluzioni si fanno non solo per la gente, ma con la gente.

E diventavo un paese occupato, ma pacificamente. E le truppe occupanti venivano accolte con feste e fiori.

La felicità non è fatta di scatti ma è una lunga e costante corsetta.

E Villa Pamphili, questa mattina, mi sembra magnifica.

 

G.

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