17 feb

TEATROBIBLIOTECAQUARTICCIOLO | cronaca di un avvento | foto, video e un racconto

TBQ | TEATRO DI TOR BELLA MONACA | TEATRO DEL LIDO
Il caso del bando per i teatri di cintura continua la sua storia – CAP IV

quarticciolo

cap. I
cap. II
cap. III
cap. IV | sabato 16 febbraio 0re 17.30 | IL FUTURO DEI TEATRI DI CINTURA SIAMO NOI | assemblea cittadina al Quarticciolo

Se un teatro pubblico è un luogo pubblico, allora dovrebbere essere liberamente accessibile. Ma se qualcuno ti dice che non ci puoi entrare, senza dartene nemmeno un motivo, ti viene da chiederti se per caso non sia diventato proprietà privata. E la risposta, dopo accurata riflessione e informazione, è che quel teatro invece è proprio pubblico. Quindi torni a chiedere che ti facciano entrare, e questa volta non sei solo, perché essendoti informato hai scoperto che quel teatro è in fase di dismissione, che spesso fa rima con privatizzazione, e ne hai parlato con altri e insieme avete deciso di prendere in mano la situazione. I cittadini del Quarticciolo hanno preso in mano la situazione già da un po’ e questa assemblea è stata molto importante per ridefinire i contorni di una situazione che è solo l’ennesimo spunto per continuare ad opporsi ad una politica sociale economica e culturale che ha come principale punto programmatico il profitto economico e la tutela dei propri interessi.

Molte realtà diverse presenti all’assemblea. La rete dei teatri occupati, gli studenti della 6a circoscrizione, il comitato dei cittadini di TBQ, gli insegnanti, il comitato per il Teatro Tor Bella Monaca, il Cinema Palazzo, La Talpa | laboratorio sociale e poi i cittadini, gli abitanti del quartiere, le persone stanche di vedersi negati i propri diritti e di dover pagare per errori ed orrori di cui non sono responsabili.

Quindi il TBQ non è solo! Sabato il quartiere Quarticciolo si è riunito ancora una volta per discutere delle scelte imposte alla città e ai cittadini dall’Assessorato alle politiche culturali di Roma e del proprio futuro ma, sulla scia degli avvenimenti papali, di quella delle meteore che si scagliano sul nostro martoriato pianeta e di una partecipazione territoriale significativa e propositiva, si è verificato un fatto che ha del meraviglioso e del leggendario. “Benvenuti al Teatro Biblioteca Quarticciolo – dirà il nuovo pontefice – teatro aperto dei citadini!” E nel buio intenso di una platea e del suo palcoscenico, un coro di visionari ha pensato habemus papam, sulle note dell’inno più nazionale che c’è.

Dal racconto più che ironico di un cittadino attivo che c’era
In una pubblica assemblea piena di città vera, di istituzioni municipali e di partiti di ‘sinistra’ spaesati di ritrovarsi in piazza, davanti a ben due ex assessori alla cultura di questa eterna città (Croppi e Di Francia), Molesto I non richiesto e non previsto fa il suo intervento a chiusura di una lunga e variegata assemblea. Poco prima era stato cacciato dal custode del teatro per aver tentato di guardare l’oggetto dei desideri popolari, lui da sempre sensibile al suo gregge per cui prega (e bestemmia) ogni giorno il buon Dio.
Il custode, giá alterato dal clamore del popolo, aveva rivelato in pubblico che un tipo malvestito, ubriaco, con dei problemi psichici, stava tentando di introdursi in teatro. Noi sapevamo dalla descrizione accurata che si trattava di Molesto I e che questo era solo l’inizio del suo pontificato.
La cardinalessa Senzacqua incitava le masse con canti ‘a cappella’ dal titolo ‘è arrivato l’arroDino’ e regalava al conclave che terminava una banda di ben 20 fiati tra trombe, ottoni, legni e grancassa, la Titubanda.
Era in arrivo il gran finale.
Molesto I con quella grande intuizione religiosa che solo l’essere pastore di Dio può dargli, perché caro al Signore, ché l’abbia sempre in gloria, metteva miracolosamente insieme gli elementi incompatibili per un gesto di grande spiritualitá, unendo tutti, istituzioni, movimenti, vecchi e bambini, disoccupati e impiegati, davanti al mistero della rivelazione.
Componeva un gran corteo con a capo la suddetta Titubanda, forzava il blocco delle porte del teatro manu christi e occupava con tutti i fedeli il palco del teatro quarticciolo. Non risparmiava nessuno in questo atto di carità cristiana, in questo gesto di espiazione ecumenico. C’era il cittadino ad occupare, il vecchio e il bambino, lo studente fuoricorso e la brillante laureanda, c’erano tutti i cari movimenti, ma c’era anche il Pd, rifondazione, sel, c’erano le istituzioni municipali, c’erano i lavoratori intimoriti, c’erano addirittura gli artisti di Gasperini ad occupare, trascinati dalla potenza e dal carisma spirituale di Molesto I. E c’eravamo noi, testimoni di questo dono di Dio. Come in un vortice divino, chiunque era contagiato dalla presenza del nostro novello Papa, quasi stordito nel giudizio e nell’opportunità umana. Forse qualcuno oggi si sará pentito, ma ieri sera si trovava ipnotizzato dalla grazia scesa in terra per opera di Molesto I. Addirittura la polizia, accorsa solerte, trasformava la sua presenza ostile in benigna, perché è questa l’età dell’oro quando i lupi si trasformano in agnelli. Poi si usciva perché Molesto riteneva giusto rivelare Dio Occupato ogni giorno altrove. Questo pontificato non ha pari nella storia della chiesa e dell’umanità. Sappiatelo. Io umile servo riferisco con stupor pueri il miracolo divino che si celebra quotidianamente davanti ai miei occhi, stando accanto a Sua Santitá.
Ave e Alleluja!

le foto
il video
e un articolo del corriere della sera

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