newhome

15 Lug

APPELLO LAVORATRICI E LAVORATORI DELLO SPETTACOLO DELLA CAMPANIA

LA CULTURA NAPOLETANA DA’ I NUMERI!

La cultura è un bene comune. Gestiamo meglio le nostre risorse perché possa abitare realmente tutto l’anno nella nostra città!!

Con la fine della stagione 2010 — 2011 si chiude l’anno nero dei lavoratori dello spettacolo e della cultura a Napoli e in Campania.

Ai tagli del governo centrale, si sono affiancati quelli del governo regionale, che ha ridotto fino al 70% i finanziamenti previsti dalla legge regionale approvata solo nel 2007 sul modello della “conservativa” legge ministeriale, e i pagamenti sono fermi da due anni. Teatri e imprese riducono vertiginosamente produzioni e ospitalità, il comune di Napoli firma contratti per prestazioni artistiche con pagamento previsto a non meno di 36 mesi e come se non bastasse l’INPS nega ai lavoratori le indennità di disoccupazione.

Chiude il Teatro Trianon che riapre saltuariamente per ospitare non chiare manifestazioni. Il Museo Madre scompare dalle agende cittadine, e apre al pubblico per sole 4 ore al giorno. L’Ex Birreria di Miano con un’operazione che viene a costare oltre un milione di Euro, viene trasformata in una vasta area destinata alla programmazione artistica della precedente edizione del NapoliTeatroFestival: ora è chiusa e pare che prossimamente diventerà un grande Supermercato. La quarta edizione del Napoli Teatro Festival si apre da un lato con licenziamenti in blocco di lavoratori con contratto in corso e dall’altro con artisti e maestranze della scorsa edizione che attendono ancora il pagamento delle loro spettanze.

Il Teatro Stabile di Napoli annuncia la nuova stagione senza avere saldato la maggior parte delle compagnie ospitate nelle passate stagioni.

Le due più importanti cariche artistiche campane sono accentrate nelle mani di una sola persona:

– Direzione artistica del Napoli Teatro Festival, con un bonus di ben due regie di punta all’interno della manifestazione;

– Direzione artistica del Teatro Stabile di Napoli, con più di una regia in cartellone.

È chiaro che questo forte sovraccarico di impegni potrebbe rendere la vita difficile a qualsiasi direttore artistico, la cui mansione principale “dovrebbe essere” di carattere organizzativo e di coordinamento dell’attività culturale del proprio stabile, soprattutto in un momento così complesso.

È in questo scenario che le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo di Napoli e della Campania si uniscono alle lavoratrici e ai lavoratori che occupano il teatro Valle di Roma in una durissima lotta di resistenza che vede coinvolto tutto il paese.

* Lotta ai tagli e a una distribuzione delle risorse più equa e trasparente.

* Lotta per i diritti dei lavoratori dello spettacolo, dell’arte e della cultura attraverso un adeguato sistema di garanzie sociali a sostegno del reddito per una professione che ha una natura intermittente non riconosciuta né tutelata cui si sostituisce la condizione di precariato.

* Lotta per la riforma di un sistema chiuso, clientelare e assoggettato alla politica dei partiti, ormai prossimo al collasso. Lotta per la creazione e promozione di strumenti adeguati che accrescano la capacità di sperimentare, innovare e creare imprese che siano faro per la rivitalizzazione delle economie locali in declino e lotta per facilitare l’accesso al finanziamento e ad una gamma appropriata di competenze.

* Lotta per rivendicare l’esigenza di una formazione permanente, nuovi spazi per la sperimentazione, una progettualità che sostenga la nuova drammaturgia, la musica e la produzione libera e indipendente.

* Lotta per riappropriarci della cultura come reale bene comune.

Lanciamo un appello a tutti i singoli lavoratori dello spettacolo, del cinema, del teatro, della danza, tecnici, maestranze, artisti, operatori, stabili/precari/intermittenti, alle compagnie, agli spazi di produzione indipendenti.
MOBILITIAMOCI!

È tempo di rivendicare con forza che il nostro è un settore vivo, che produce eccellenze e risorse economiche. È tempo di costruire un più ampio fronte di discussione che consenta l’unione delle varie categorie della creatività, intorno ad un progetto condiviso e per ripensare dal basso nuovi modelli di politica culturale.

Lavoratrici e lavoratori dello spettacolo della Campania

,

No comments yet.

Lascia un commento

css.php