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10 Apr

Dal 10 al 17 aprile – Seminario di scenografia cap. II di Ombretta Iardino

 

 

Il Valle Occupato ospita il secondo capitolo del seminario di scenografia 
“Gli oggetti in scena. Frammenti di mondo tra design e teatro”
di Ombretta Iardino

 

 CAP. II  “Dalla pagina alla scena. Problemi di metodo”

da martedì 10 a martedì 17 aprile in sala Capranica
tutti i giorni dalle 10 alle 14

 

Il primo capitolo ha avuto luogo presso l’ex Cinema Palazzo e dopo il passaggio al Valle vedrà la realizzazione della parte finale nella Sala Arrigoni.
Un primo esperimento che vede la collaborazione di due spazi nella realizzazione di un unico progetto che ha l’obiettivo di portare a termine un processo di costruzione di lavoro su una scenografia, si lavora sulla messa in scena di un testo in collaborazione con regista, attori, maestranze, gli spazi e nelle diverse fasi del percorso

simulare l’intero processo di progetto; dalla lettura a tavolino con il regista, alla prima idea di progetto, alla definizione dell’idea con disegni esecutivi e modellino, sino alla delicata fase della realizzazione degli oggetti con le problematiche a essa annesse.

Prendendo spunto da recenti critiche, peraltro condivise, sulla natura troppo ingombrante delle scenografie, che addirittura arrivano a soffocare e oscurare la tipologia teatrale, si riparte dal concetto di SPAZIO VUOTO, non come assenza ma come presenza di valori e di concetti. Creare tagli, pause, sospensioni, all’interno delle quali si inserisce lo spettatore, consente di riequilibrare se non di ricreare un più dinamico rapporto tra la scena stessa e la tipologia teatrale, altimenti sempre mortificata ed annullata. Gli oggetti “frammenti di mondo” sono naturalmente predisposti alle operazioni di manipolazione e di reinvenzione. Essi vanno intesi come “magia evocatrice” di un racconto (Calvino). Il tema è quindi: l’oggetto e la sua rappresentazione. Nel teatro del ‘900, infatti, l’oggetto da elemento puramente descrittivo arriva ad assumere il ruolo di veicolo espressivo, divenendo addirittura strumento di sperimentazione delle potenzialità sceniche del rapporto Corpo – Spazio – Movimento. Punto di partenza, quindi, sarà la riflessione proprio sulla capacità evocatrice degli “oggetti” nel passaggio dalla parola all’azione, dalla pagina alla scena, nel processo di definizione di un sistema di immagini inteso come articolazione di segni che determina una “costruzione formale” e una “produzione di senso”.

Ombretta Iardino

 Con la seconda fase del seminario di Scenografia ci si “addentra” nel complesso campo del processo di progetto. Processo che inizia con la fase analitica dello studio del testo da rappresentare. Si affronteranno nella Prassi problematiche, che nella prima fase del Seminario sono già state affrontate dal punto di vista della Teoria, inerenti il passaggio dalla Parola all’Azione, dalla Pagina alla Scena; un passaggio che comporta la definizione di un sistema di immagini che va inteso come articolazione di segni capace di determinare una “costruzione formale” ed una “produzione di senso”. Il Seminario si articolerà in una serie di incontri con il Drammaturgo di “Avenida del Sol”, Roberto Attias, che in questa occasione assumerà il ruolo di Regista; obiettivo degli incontri è quello di analizzare il testo e di arrivare alla definizione del significato e del messaggio che si vuole trasmettere attraverso tale testo. Dopo questi incontri si “ordineranno” in maniera sistematica tutte le informazioni in funzione della seconda fase del Processo di Progetto; la Ricerca Iconografica già illustrata metodologicamente nel Seminario di febbraio. Parallelamente all’analisi del testo si inizierà una analisi degli spazi “di progetto”: il palcoscenico del Teatro Valle e la sala Arrigoni dell’Ex Cinema Palazzo. L’architettura di scena dovrà relazionarsi a tali luoghi rispettando le differenti peculiarità. Un ulteriore obiettivo dell’operazione progettuale consiste nel definire una architettura di scena costituita da oggetti e macro – oggetti che al di là della loro funzione di elementi di scena e del significato ad essa inerente, devono successivamente “diventare altro”. Gli oggetti di scena diventano, così, permanenti e possono essere ricontestualizzati in un sistema spaziale che non è più il palcoscenico ma è una nuova e differente Ambientazione Visiva. Tali oggetti, attraverso uno “straniamento” rispetto a qualunque contesto rappresentativo, possono arricchire uno spazio come quello dell’ex Cinema Palazzo; devono anche essere progettati, quindi, per vivere di vita propria trascendendo la sola applicazione scenica. Un nuovo ruolo ed un nuovo significato li proietta

“… nella sfera della plurisignificazione, del disinteresse, della poesia…” (T. KANTOR).

Il seminario è aperto al gruppo che ha preso parte alla prima parte e che continuerà poi anche nella terza
E’ possibile partecipare come UDITORI
scrivete a navescuola.tvo@gmail.com per poter partecipare e farvi spedire il testo teatrale sul quale si svilupperà il lavoro

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