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06 Mag

Domenica 6 maggio h.19 Aperitivo con Mostra Fotografica FIGLI DI UN DIO MINORE

FIGLIDIUNDIOMINORE 10 dicembre 1948 “Nessuno sarà tenuto in schiavitù, o in servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite in ogni loro forma.”

 

Articolo 4 della Dichiarazione universale dei diritti umani. In pieno XXI secolo assistiamo a una delle situazioni più vergognose della nostra epoca: la schiavitù infantile. Guerra, prostituzione, sfruttamento lavorativo, fame, maltrattamenti… E′ il panorama di diversi milioni di bambini ogni giorno. Un numero enorme che purtroppo non fa notizia, sebbene gli ultimi dati mostrino un fenomeno in costante aumento e che, con modalità diverse, è diffuso in tutto il mondo. Le forme di schiavitù sono varie. Esse dipendono da ragioni sia di tipo economico che sociale. Quella che potremmo definire “di diritto” e che vede un individuo privato della propria libertà dalla nascita perché figlio di altri schiavi è anche quella meno diffusa. Molto diverso è il fenomeno della schiavitù legata allo sfruttamento sessuale o economico. Stando ai dati diffusi dalle organizzazioni umanitarie, i bambini rappresentano più del 10% del potenziale di manodopera. I piccoli schiavi apportano circa 13 miliardi di euro annuali al Pil mondiale. Lo sfruttamento dei piccoli lavoratori dei Paesi più poveri avviene anche per opera di grandi multinazionali, che si giovano della situazione per produrre merci a prezzi lievemente inferiori che poi diffonderanno in altri paesi. In Africa, l’Unicef stima che nel solo 2007 siano stati quasi 140 mila i bambini beninesi sottratti alle proprie famiglie. “Comprati” per pochi euro o portati via con l’inganno sono poi costretti a lavorare nei mercati, nelle case della capitale o nelle piantagioni di Nigeria, Togo e Costa d’Avorio.

Linda de’Nobili

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