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23 Dic

LA PALESTRA regia di Veronica Cruciani | una prova aperta domenica 23 ore 19

LA PALESTRA | una prova aperta
domenica 23 dicembre ore 19.00
13

di Giorgio Scianna regia di Veronica Cruciani
con Fulvio Pepe, Teresa Saponangelo, Arianna Scommegna, Michele Sinisi
scene e costumi di Barbara Bessi  disegno luci di Gianni Staropoli musiche Paolo Coletta video Marco Santarelli, Alfredo Farina assistente alla regia Fiona Sansone, Mariagrazia Pompei

Due uomini e una donna in una palestra deserta si aggirano tra pesi e attrezzi, e aspettano. Sono stati convocati all’improvviso dalla preside della scuola dei loro figli. L’arrivo della donna li trascina nel mistero di un’indagine dove tutti si fanno male, tutti si contrappongono, nell’esplosione violenta del conflitto tra ciò che è giusto fare e la protezione della propria famiglia.
 Un dramma attuale, coinvolgente e spietato su come anche gli adulti possono diventare branco. La famiglia più civile diventa branco contro chiunque provi ad allungare le mani su uno dei suoi membri. Non importa quali siano i disastri commessi dai figli, non importa la legge, il rispetto dell’altro, non importano le vittime. Quando, come oggi, ogni dimensione pubblica, civica sparisce, la famiglia diviene l’unico simulacro rimasto in piedi, un altare a cui si deve sacrificare ogni cosa. Così quando due uomini e una donna vengono convocati d’urgenza dalla preside della scuola dei loro figli, dopo che hanno civilmente ascoltato i fatti inquietanti che riguardano i ragazzi, a loro non rimane altro che lasciare esplodere tutta la violenza possibile nel tentativo di salvarli. Ma proteggendoli commettono invece l’abuso più grande, li condannano all’impunità, all’irresponsabilità dei propri gesti e finiscono per castrare ogni loro possibilità di diventare davvero adulti. Questa era la storia che volevamo raccontare. Siamo partiti da lì. I personaggi prendevano vita nutrendosi in questo ambiente di provincia borghese che non ha scampo. I dialoghi erano quelli serrati di una tragedia annunciata, di una tensione che cresce e che può esplodere da un momento all’altro. E poi c’era il tentativo di resistere combattendo. Il personaggio della preside impersonava questa lotta. Ma è stato solo l’inizio. Per mesi abbiamo lavorato insieme perché la scrittura prendesse vita attraverso una concretezza scenica piena, abbiamo lavorato con gli attori perché questo è un testo dove suspense e ferocia di gruppo si creano solo se i personaggi e le loro dinamiche psicologiche si incastrano tra loro in un meccanismo a orologeria. Lo spettatore poi non doveva mai avere il dubbio che quello che stava ascoltando non fosse coerente o credibile rispetto alla realtà perché questa è una storia che potremmo leggere nelle cronache dei giornali. Quindi ci siamo fatti tante domande, abbiamo anche incontrato un medico, la polizia scientifica, un assistente sociale per verificare l’attendibilità di alcune informazioni, anche se alla fine siamo tornati sul testo raccontando comunque quello che ci interessava raccontare, cioè quello che per noi era teatralmente più forte e interessante. Ci siamo portati in giro insomma questo dramma per un po’ perché è una storia che rimane addosso e dalla quale si ha voglia di scappare al tempo stesso. E’ quello che provoca confrontarsi con il lato oscuro della propria società, del proprio ambiente, e, alla fine, di noi stessi. Un processo doloroso che non può che metterci in discussione. Una cosa che ci sembra abbia senso sempre provare a fare. Veronica Cruciani e Giorgio Scianna

SOTTOSCRIZIONE LIBERA

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