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03 Mar

Occupata la Sede di Repubblica – Togliamo il bavaglio alla Val Susa/3 marzo

3 marzo h. 11

 OCCUPATA SEDE DI REPUBBLICA

Roma-03.03 – Blitz alla sede di Repubblica di studenti e Precari. A poche ore dal corte No Tav di oggi pomeriggio, un gruppo di persone occupa la sede di Repubblica per chiedere al giornale di prendere una posizione sulla battaglia No Tav contro il bavaglio mediatico a cui è stata sottoposta.

 

 Ore 11.34 – I Notav incontrato il vicedirettore di repubblica. il giornale deve prendere posuzione. L’occupazione continua.

Ore 11.30 – Il vice direttore di repubblica incontra studenti e precari…a sara’ dura

Ore 11.30 – Arrivano le forze dell’ordine

Ore 11.00 – Blitz alla Sede di Repubblica

  • il Comunicato

Per chi come noi conosce e ama la Val Susa e la lotta dei suoi abitanti, non è possibile rimanere in silenzio di fronte al trattamento che il vostro giornale, al pari della stragrande maggioranza dei media mainstream, sta riservando ai fatti di questi giorni. Ci sembra che in nome della libertà di stampa si stiano in realtà perseguendo tutt’altri obiettivi: invece di fornire un’informazione il più possibile esauriente ed imparziale sui fatti, si sceglie di presentarne una piccola parte, isolati dal loro contesto, per formare un’opinione.

Quest’opinione è riassumibile così: TINA – There Is No Alternative, e chiunque voglia affermare una verità differente, con la forza e la ragione dei propri discorsi e dei propri corpi, viene bollato come un individuo pericoloso e violento, fuori da ogni regola di convivenza democratica e ostile all’ineluttabile progresso.

Dopo la manifestazione del 25 Febbraio, poco e niente si è riferito delle decine di migliaia di persone che hanno marciato da Bussoleno a Susa per ribadire le ragioni del movimento NO TAV e per protestare contro la maxi-operazione giudiziaria promossa dal procuratore Caselli, e molto invece della provocazione della polizia alla stazione di Torino: come sempre, sbatti il violento in prima pagina.

Mentre Luca Abbà lottava tra la vita e la morte, e mentre centinaia di persone venivano malmenate dalle forze dell’ordine, con cariche violentissime e indiscriminate e una caccia all’uomo fin dentro il centro del paese, voi ritenevate che la notizia principale da dare fosse quella sull’eroico carabiniere che stoicamente resisteva agli “insulti” di un ragazzo che avete bollato come “squadrista”, e che questo fotografasse perfettamente cosa stesse succedendo in quelle ore.

Non siamo giornalisti, ma crediamo che chi fa questo mestiere non possa prescindere dal riportare una pluralità di voci nel racconto di qualcosa di complesso come la realtà. Rimaniamo allibiti di fronte alla scelta che avete fatto in questi giorni: l’unica voce che fate ascoltare è quella di chi ha già tutti i mezzi per farsi sentire, quella del governo di unità nazionale. Ogni altra posizione è destinata al silenzio, o, peggio, ad essere mistificata, riducendola al ruolo costruito a tavolino dell’estremismo.

Guardiamo a ieri: il discorso del premier si fa le domande e si da le risposte: tutte vere, tutte giuste.

E basate, parole sue, su rapporti costi – benefici che sono ancora da completare.

Pensiamo che sia compito di un’informazione plurale porre altre domande. Quello sulla reale utilità di questo progetto, quelle sui rischi per la salute e sull’ambiente, quelle sui costi e su come diversamente potrebbero essere usati quei soldi pubblici.  A queste domande ci sono già molte risposte che vengono riprese anche dall’ Economist e da Travaglio vostri alleati contro il governo Berlusconi e che ora  non appaiono neanche in un trafiletto del vostro giornale.

Vi manca un pezzo appunto. Quello che parla di una valle che ha il coraggio di difendere da quasi 20 anni il proprio territorio,  quello delle cariche della polizia che colpiscono a caso,  quello degli oltre 50 feriti seguiti allo sgombero di Chianocco, quello di un invasione militare che non si ferma neanche  davanti alla tragedia di Luca.

Voi che avete lottato contro la  legge bavaglio oggi state, di fatto, imbavagliando la voce di una valle intera.

 

Giovani, studenti e precari – che a differenza di Monti non vedono nella TAV la soluzione al loro futuro.

ORE 15.00 APPUNTAMENTO PER IL CORTEO A PIAZZALE TIBURTINO, ROMA

 

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9 Responses to Occupata la Sede di Repubblica – Togliamo il bavaglio alla Val Susa/3 marzo

  1. claudio 3 marzo 2012 at 14:04 #

    credo che questi manifestant PACIFICI abbiano molte ragioni, infatti dall’evento di Monti molti v/s articolisti si sono diciamo calmati, mentre dovreste porre in evidenza tutte le facce del problema, e lasciare ai lettori la possibilità di giudicare

    • Luisa 3 marzo 2012 at 21:01 #

      Da lettrice (ed elettrice) non ritengo affatto di mancare d’informazione. Al contrario: più leggo siti come questo e più sono FAVOREVOLE alla TAV. Acusate gli altri d’imbavagliare, ma sulle vostre fonti d’informazione mettete soltanto le (poche) ricerche contro e non quelle (tante) a favore. In più, c’è quest’atmosfera da “unti dal Signore” che mi piace sempre meno. I francesi (che hanno il TGV) sono scemi. I tedeschi (che hanno l’ICE e presto avranno il Transrapid) sono scemi. E gli spagnoli sono scemi, i giapponesi, i cinesi, i giapponesi e tutti gli altri sono scemi. E la maggioranza degli italiani (che con il Pendolino erano stati tra i primi e per colpa degli interessi di pochi hanno perso il treno ma ora vorrebbero riacchiapparlo) sono scemi pure loro… Gli unici che hanno capito tutto siete voi.
      Ma quanti siete? Mille? Duemila? E con la vostra logica da “non nel mio giardino” vorreste bloccare il mondo intero?

      • mario rossi 4 marzo 2012 at 10:50 #

        Qui il motivo del contendere non è la l’alta velocità in generale, ma la linea Torino-Lione. E il progetto TAV Torino-Lione purtroppo per tutti noi sarà l’ennesimo bidone che ci rifileranno.

  2. mcbett 3 marzo 2012 at 19:34 #

    questo ad ora mi sembra il commento analiticamente e sinteticamente piú esauriente… http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=0E4b5ycw44s

  3. Lorenzo Sentimenti 3 marzo 2012 at 20:16 #

    Completamente sodale al comunicato, mi permetto una piccola considerazione.
    Fra i tanti interventi profusi in questi giorni dai media riguardo alla questione no-tav, ho colto un dato.
    Spero di avere frainteso. Io ho capito che questa nuova linea ad alta velocità farà risparmiare un’ora di tempo sulla tratta Torino-Lione. Un’ora. Ribadisco: spero di aver capito male, o che il dato diffuso sia errato, perché un’ora può essere fatta rientrare nel “ritardo medio standard” dei treni italiani. A prescindere da tantissime altre considerazioni, non mi sembra che il rapporto costi/benefici sia così vantaggioso, per lo meno non mi sembra evidente.
    Ringrazio chiunque possa spiegarmi meglio le cose.
    L.S.

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