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10 Gen

Permanenza La Ruina/Scena Verticale – Martedì 10 Gennaio

PERMANENZA cap. 6
10 GENNAIO

h 18.30

Lettura scenica:
IL SIGNOR P
STORIA DELLA DISCESA DI UN UOMO E DELL’ASCESA DI UN ALTRO UOMO

di Maria Teresa Berardelli, con Gianluigi Fogacci

Maria Teresa Berardelli, vincitrice del Premio Tondelli per la drammaturgia 2009.
Il SIGNOR P è il suo ultimo testo e ha come oggetto
la malattia del
 Parkinson

introducono
Nicola Modugno, neurologo;
Imogen Kush, regista dello spettacolo;
Maria Teresa Berardelli, autrice del testo.


h 20.30

Aperitivo con i vini calabresi


h 21

ITALIANESI

di e con Saverio La Ruina
musiche originali Roberto Cherillo
disegno luci Dario De Luca
organizzazione Settimio Pisano
produzione Scena Verticale
con il sostegno di MIBAC | Regione Calabria

Esiste una tragedia inaudita, rimossa dai libri di storia, consumata fino a qualche giorno fa
a pochi
 chilometri dalle nostre case. 
Alla fine della seconda guerra mondiale, migliaia di soldati e civili italiani rimangono intrappolati in Albania
con l’avvento del regime dittatoriale, costretti a vivere in un clima di terrore
e oggetto di
 periodiche e violente persecuzioni.
Con l’accusa di attività sovversiva ai danni del regime
la
 maggior parte viene condannata e poi rimpatriata in Italia.
Donne e bambini vengono trattenuti e
 internati in campi di prigionia
per la sola colpa di essere mogli e figli di italiani.
Vivono in alloggi
 circondati da filo spinato, controllati dalla polizia segreta del regime,
sottoposti a interrogatori,
 appelli quotidiani, lavori forzati e torture.
In quei campi di prigionia rimangono quarant’anni,
 dimenticati.
Come il “nostro” che vi nasce nel 1951 e vive quarant’anni nel mito del padre e dell’Italia
che
 raggiunge nel 1991 a seguito della caduta del regime.
Riconosciuti come profughi dallo Stato italiano, arrivano nel Belpaese in 365,
convinti di essere
 accolti come eroi, ma paradossalmente condannati ad essere italiani in Albania e albanesi in Italia.
Ispirato a storie vere.

La prima stesura del testo è giunta nella cinquina dei finalisti
al Premio Riccione per il Teatro 2011.

 leggi la recensione di Katia Ippaso 

# Installazione di Claudia Zicari dedicata al Teatro Valle Occupato
 

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