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14 Nov

SCARPE – NARRASENZ’AZIONI IN SEGHERIA – installazione 14/15/16 novembre

 SCARPE

 Di Gianluca Bottoni e Cinzia Villari– Video Lucia Miele e Giulio Leonardi

 Durata :25minn. Stanza della segheria/ retropalco del Valle

Orari di programmazione (visto l’accesso molto limitato si consiglia di prenotarsi qualche minuto prima presso il foyer del Valle ): 

 14 NOVEMBRE  h. 15-16:30  h. 19:30-20:30

15 NOVEMBRE  h. 14-15   h.19:30-21:00

16 NOVEMBRE  h. 19:30-21:30SCARPE

Narrasenz’azioni in segheria -Una installazione prende vita
scenica nella “segheria/attrezzeria” del Teatro Valle, un luogo
operaio, in cui la scenografia naturale è costituita da
caschetti gialli da lavoro, martelli, attrezzi vari, cantinelle di legno e
raccordi di ferro. Elementi che sono presagio  e memoria di storie di
lavoro, di salari sudati e di piccole fughe dalla realtà. In questo
contesto lo spettatore siederà come testimone di un passaggio
sonoro e visivo che lo porrà in ascolto di due brevi
racconti, in cui letteralmente le misure sono calpestate; narrazioni in
cui la metafora sono “le scarpe”, che segnano il percorso, la stasi, la
fuga, il movimento e l’estetica.  Sono scarpe della realtà, ma
appartengono a storie che sembrano favole, in cui la realtà stessa (quella della catena di
montaggio della fabbrica in una e quella della Russia della Perestrojka
nell’altra) si deforma in suoni e colori. In questa la scommessa, l’attore come entità “corporale” non c’è. C’è in fondo solo il testo, la drammaturgia, veicolata che tenta di esplorare luoghi differenti. Questo non per togliere urgenza al corpo, ma
per percorrere in tutti i sensi una dimensione altra, quella della scrittura…ovviamente guardando al corpo, ai nostri corpi nel presente, ai nostri piedi e alle loro scarpe.

 

Sinossi

LE ALTRE SCARPE

C’era una volta una bambina, che non aveva scarpe perché era figlia di una povera famiglia. Il desiderio di libertà, la naturalezza dei  movimenti, la gioia di una danza vengono racchiusi,per protocollo, in un paio di scarponi anti-infortunistici, a loro volta bloccati per ore in una catena di montaggio di una fabbrica. Quei poveri piedi si sformano,ma cercano l’originaria libertà … gliela renderà un vecchio ciabattino, testimone di un mondo che sta passando …i piedi dell’operaia oggi quale paia di scarpe sceglieranno di calzare? E sarà una scelta..?

 


SCARPETTE RUSSE

Correva l’anno 1988 quando un tale di nome Berlusconi e l’Occidente entrarono in madre Russia dal portone principale.
Alla tv piano piano, quasi sussurrando, arrivano gli spot e si rompono gli indugi.
Attraverso gli occhi di una bambina della Perestrojka, un paio di scarpette azzurro cielo diventano la metafora di un grande cambiamento. Come calzando un paio di scarpe troppo strette il socialismo sovietico stava tentando di “calzare” l’Occidente ma non era preparato a questa novità, a questo improvviso stravolgimento…

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