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22 Feb

Schiera5 INCONTRI PUBBLICI: AWARENESS TIME

AWARENESS TIME/Schiera5 Permanenze cap.10

22 23 24 febbraio h. 10.00/13.00

Incontri pubblici curati da Teatro Valle Occupato, Andrea Ciommiento, Roberto Tarasco, Gabriele Vacis

Fondare una scuola di linea/ Proposte per una formazione permanente/ Quale spazio per la formazione nel teatro/
Racconti di esperienze e invenzioni di nuove forme

con interventi di Domenico Castaldo, Massimo Betti Merlin, Stefano Locatelli e altri in via di definizione

Un posto pulito, illuminato bene.
Ernest Hemingway

22 febbraio h.10 Dall’Arte agli Appartati

23 febbraio h.10 Non è vero che non ci sono i soldi. Produrre in economia dentro alle grandi strutture pubbliche e private.

24 febbraio h.10 Ma quanto costa in Italia la cultura? Comparazione sistemi teatrali europei, finanziamento alla cultura.

Ci stiamo interrogando da questa estate (Schiera 3) su come dare continuità a questa esperienza di formazione permanente. Ci sembra che il Teatro Valle Bene Comune possa essere la giusta sede in cui affrontare questo atto immaginativo e costituente, viste le domande che già si fa sulla formazione come elemento fondante della futura Fondazione. Qui di seguito c’è la nostra idea. Ci piacerebbe che l’atto fondativo avvenisse qui, grazie a una reciproca contaminazione.

 Alessandria. Polverigi. Roma. Gerusalemme. Torino. Edimburgo. Parigi.

È tempo, dopo molto tempo, e in conseguenza all’esperienza di Schiera, di finalmente fondare una scuola d’alta formazione per le arti dal vivo. Una scuola, sì, ma una scuola di linea, che come un autobus colleghi diverse città d’Europa in periodi prestabiliti ogni anno. Città invisibile tra le città.

Stabilire una sede, un luogo, potrebbe significare perdere le possibilità che vengono dal non averla (una sede). Allora, per cominciare, si pensa a un autobus di linea. Questo autobus ogni anno fa delle fermate. L’autobus a luglio e per quindici giorni ferma ad Alessandria. Poi a Natale l’autobus ferma a Gerusalemme. Poi ferma a Edimburgo, in agosto. Una fermata a Parigi, e una a Torino. E una fermata anche a Roma.

Sull’autobus si lavora e si ragiona. Si costruisce col corpo e con la mente un luogo di lavoro. Ma non solo. Si immagina il contesto in cui il teatro può accadere. Non aspettando che un luogo statico (fisso e concepito da altri, esterni alla pratica concreta del teatro) apra le sue porte, bensì creando il luogo stesso: la sua forma, i suoi tempi, i suoi costi, la sua organizzazione.

 Con la prospettiva di una formazione permanente che alleni l’autonomia oltre che il talento.

Si potrebbe iniziare con sei fermate di quindici giorni, programmate e riconoscibili, così che tutti possano sapere che ci si può recare alla fermata, e quando, per salire sull’autobus. In alcuni tragitti l’autobus sarà colmo di persone, altre volte vi saliranno in pochi. Alcune volte i posti verranno assegnati in un modo, altre saranno liberi in un altro. E poi, di posti in piedi, ovunque, ce ne saranno sempre. Se vi si vuole salire, e ci si sale nel modo giusto, chiunque lo può.

 Così si evita il rischio di una sede, di fermare troppo anche la bella confusione/complicazione, ma si canalizza e organizza il caos su di un tragitto e con degli appuntamenti fissi. Serve una piccola e agile struttura di produzione organizzativa. Persone che si occupino con precisione, rigore, dedizione e preparazione (per essere dentro al fatto artistico) di far si che le fermate siano visibili, che le porte si aprano, che in caso di pioggia, traffico bloccato o altri imprevisti, il tragitto dell’autobus non venga interrotto.

 L’autobus segue una linea tracciata, dentro un luogo riconoscibile e in movimento. D’altra parte quello che un gruppo di perfomer può fare (se ben guidato) dentro una sala di lavoro o teatro (come il Valle Occupato) è un complesso di elementi irriducibili e illimitati, certo, ma il teatro è sempre quello. Il tetto sta su. Il pavimento non crolla. Sappiamo dov’è.

Ma non è qui per sempre, è qui per un periodo limitato, poi è altrove.

 E io stabilisco una linea di comunicazione pubblica tra l’uno e l’altro.

Per tre mattine, di due ore ciascuna, riflessioni, incontri di progettazione, decisioni. Scelte.

Contatti_ andrea.ciommy@gmail.com

 

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One Response to Schiera5 INCONTRI PUBBLICI: AWARENESS TIME

  1. Laura Bruno 28 febbraio 2012 at 03:13 #

    Ho letto per intero solo oggi, questo articolo. Molto interessante. Ma, ironia della Sorte, fu proprio a causa di un’attesa infinita ed imprevista dell’autobus che solitamente prendo per recarmi al TVO, che ho saltato il 3 giorno di iniziative e di Lab . Si aggiunga Poi.. il fatto, che Io, ho “dato un passaggio” a linee umane devianti, dal percorso da me intrapreso e che mio malgrado… se non con l’intervento delle “Autorità”… sarei riuscita a liberarmene. Ma appunto,.. tuttora continua ….

    Grazie per la FESTA UMANA.

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