17 Gen

Serata Poetica al Teatro Valle Occupato – Martedì 17 Gennaio h. 21

L’attività di un poeta è molto più simile 
alla pratica della clownerié che alla romanzeria spinta.
La poesia non è, per così dire, un compartimento stagno.
È un mondo, e permeabilissimo.
Un mondo dove il fallimento è il motore inconsapevole, come un direttore d’orchestra sghembo che rimbalza le sue note tra singhiozzi e urla sguaiate.
Ecco, singhiozzi e urla sguaiate, come quando si era bambini. Che quel dannato fanciullo interiore non bisogna scoprirlo per accidente, serve esserselo portato dietro.
 

Accademia di Francia a Roma Villa Medici
e Teatro Valle Occupato

17 gennaio ore 21

tributo ai poeti Édouard Glissant e Andrea Zanzotto

 Per Édouard Glissant, poeta della Martinica morto nel febbraio 2011, sostenitore delle identità multiple “all’incrocio tra sé e gli altri”, così come il trevigiano Andrea Zanzotto, morto nell’ottobre del 2011, che al grido di “Ma che mi importa degli idiomi?”, ribadiva che la lingua è una questione di miscellanea, condivisione e incroci.

Anne Consigny e Maddalena Crippa
presteranno le loro voci ai due poeti, ed incarneranno i loro testi-spartiti.

Gli Attori del Valle Occupato e i Borsisti di Villa Medici (Joana Barreto, storica dell’arte, Céline Bonnot-Diconne, restauratrice, Juan Pablo Carreño, compositore, Chloé Delaume, scrittore, Caroline Deruas, regista, Catherine Libert, regista, Malik Mezzadri, compositore, Eric Pagliano, storico dell’arte, Rémy Yadan, scenografo ed esperto in arti plastiche) leggeranno testi scelti da loro, formando linee immaginarie tra i due poeti.

L’afflato dei poeti ancora vi dimora, la letteratura è fatta per essere ascoltata ovunque e da tutti, è la ragione di questa associazione eccezionale tra due istituzioni, il tempo di una serata condivisa all’insegna dell’omaggio in ogni senso.

***eccezionalmente stasera l’ingresso del pubblico sarà da Via del Melone***

 

Édouard Glissant
Édouard Glissant è nato nel 1928 a Sainte-Marie, in Martinica. Al termine della sua formazione a Parigi in Etnologia e Filosofia condotta parallelamente al suo lavoro di scrittura e critica letteraria, Glissant si impegna nella lotta anticoloniale al fianco di Franz Fanon e Paul Niger. Questo impegno gli costa l’allontanamento dalle Antille e una residenza forzosa in Francia per aver fondato il Fronte per l’Autonomia delle Antille e Guyana. Ritornato in Martinica nel 1965, fonda l’Istituto di Studi per la Martinica e la rivista Acoma. Nei primi anni del 1980, diviene direttore del Corriere dell’Unesco, e insegna negli Stati Uniti, prima in Louisiana e poi a New York. Durante gli ultimi anni della sua vita, fonda l’Institut du Tout-Monde.
Dopo aver ricevuto una formazione nelle teorie della negritudine sviluppate dal suo insegnante Aimé Césaire, nelle sue opere approfondisce il concetto di creolizzazione che ha portato ad una proposta attraverso il suo lavoro, in due direzioni: la mondializzazione come “volto umano della globalizzazione”, e più tardi in Tout-Monde, discussione sulla universalità e le identità a contatto col diverso.
Attraverso il suo lavoro complesso dove si mescolano il romanzo (da La Lézarde, premio Renaudot nel 1958, Le Quatrième siècle, per arrivare a La Cohée du Lamentin), la poesia (tra cui in particolare Les Indes, il suo grande poema sulla conquista), l’opera teatrale (la Case du Commandeur), il saggio e trattato di filosofia (Soleil de la conscience o Traité du Tout-monde), è riconosciuto oggi come una delle voci più singolari della letteratura mondiale.
L’ultimo libro pubblicato in vita da Glissant è un’antologia di poesie dal titolo La terre le Feu l’Eau et les Vents, che riunisce testi di grande diversità – da Freud a Parmenide, da Cendrars all’Epopea Bambara.

Anne Consigny
Attrice
Quando nel 1980, è prima al Conservatorio Nazionale di Parigi all’età di 17 anni, Peter Brook la ingaggia in The Cherry Orchard, al Théâtre des Bouffes du Nord, con Michel Piccoli. Entra a far parte l’anno successivo della Comédie-française, dove rimane residente per tre anni. Nel 1984, rassegna le dimissioni.
Viene scritturata da Manoel de Oliveira per il film tratto dall’opera di Paul Claudel Le Soulier de ­Satin e calca la scena di The Father di Strindberg a Lisbona. Di ritorno a Parigi recita fra l’altro in Hot House di Harold Pinter con Michel Bouquet. Nel 1996, è richiamata sul palco da Brigitte Jacques che la invita ad una creazione di Sertorius di Corneille al Théâtre de la Commune a Aubervilliers. Si cimenterà poi, sino al 2004 in creazioni di diversi ruoli sulla scena teatrale parigina.
Nel 2005, Stéphane Brize gli offre il ruolo da protagonista nel film: Je ne suis pas là pour être aimé. Le proposte per altri lungometraggi si susseguono. Julian Schnabel si rivolge a lei per Le Scaphandre et le Papillon, Arnaud Desplechin per Racconto di Natale. Infine Alain Resnais per Les Herbes Folles e il suo prossimo film che uscirà nel mese di aprile 2012: Vous n’avez encore rien vu.

Andrea Zanzotto
Il poeta, traduttore e saggista Andrea Zanzotto è nato, vissuto e morto in provincia di Treviso. La sua scrittura si caratterizza per la marginalità geografica e linguistica che lo porta a praticare il suo dialetto e a creare molti neologismi.
Pier Paolo Pasolini lo cita nelle osservazioni nel 1957 con l’uscita di Vocativo e parla della sua opera come di un “Diritto ad un delicato delirio”. Questa sua qualità lo porta a lavorare con Federico Fellini in Casanova, La città delle donne e ancora in E la nave va.
La sua lingua, fatta di invenzioni e di reinvenzioni tanto semantiche quanto sintattiche, è un lavoro ricco di discrezione. Il critico e scrittore René de Ceccatty parla di Zanzotto come di una persona capace di “Giochi di parole, parole composte, calligrammi, graffiti, simboli, l’uso insolito di parole erudite, sintassi disarticolate che contrastano con la descrizione scioccante di stati mentali al limite della psicosi o con semplici sogni di paesaggi lunari o magari evocazioni toccanti della vita contadina”.
Zanzotto non si attiene, tuttavia, solo alla fantasia poetica, egli è anche autore di saggi critici che attingono dalle sue letture da Joseph Conrad a Jacques Lacan e prose quali Au-delà de la brûlante chaleur.
Zanzotto conosceva la difficoltà di leggere la sua poesia, e ha parlato del suo stile come di una “realtà continuata ma compatta, con nulla al centro, che è tuttavia un niente ‘infinitamente definito’.

Maddalena Crippa
Attrice
Maddalena Crippa inizia a recitare a 17 anni con la compagnia del Piccolo Teatro di Milano, lavorando con Giorgio Strehler e Peter Stein. La sua carriera in teatro è associata ad alcuni tra i più grandi attori: Luigi Diberti, Anna Maestri, Achille Millo, Elisabetta Pozzi, Didi Perego, Pamela Villoresi, Giulio Scarpati e Ferruccio Soleri, da Il Campiello di Goldoni (1975) al Trionfo dell’amore (1985) di Marivaux, si impone come una delle attrici più importanti sulla scena internazionale. Interpreta Lady Macbeth della tragedia shakespeare diretta da Marcucci (1980), è la protagonista di La commedia della seduzione di Goldoni per la regia di Luca Ronconi.
Recita in Fedra (1988-1993), Tito Andronico di Shakespeare, Casa di bambola di Ibsen, nello Zio Vanja di Cechov, Pierrot Lunaire di Schoenberg e Jedermann di Hofmannsthal. Tra la tragedia classica e quella moderna, Maddalena Crippa sperimenta una varietà di espressioni teatrali. Allo stesso tempo, ha anche lavorato per la televisione partecipando a fiction quali Aut Aut – Cronaca di Una Rapina (1976) di Silvio Maestranza e Sonia Gessner e Arabella (1980) di Salvatore Nocita.
Ha prestato la sua voce al poeta Paul Celan nel 2009 a Roma. Lo stesso anno, ha incarnato Varvara Petrovna nei Demoni di Dostoevskij, per la regia di Peter Stein
Inoltre, il suo lavoro sulla voce l’ha portata a fare del canto, un altro mezzo di espressione. Nel 2001 recita e canta in Sboom, spettacolo diretto da Cristina Pezzoli che mostra le illusioni e le delusioni degli anni ‘60 sulle canzoni di Paolo Conte e Fabrizio de André su testi di Pasolini e Boatti. Su questa stessa linea, ha partecipato nel 2008, ad un ciclo di poesie e musica all’Auditorium di Roma in Pasolini – Morante su delle composizioni di Paolo Schianchi.

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