newhome

16 Nov

Teatro: “Perchè il cane si mangia le ossa” e “Vita” – Mercoledì 16 Novembre h. 21

Mercoledì 16 Novembre h. 21

Tre giorni dedicati alla drammaturgia italiana – Autori per il Valle Occupato presentano: 

Perché il cane si mangia le ossa

testo e regia Francesco Suriano 
interpreti Carlo Marrapodi – Emilia Brandi

musiche di Canio Loguercio
costumi-oggetti di scena Rosalba Balsamo
installazioni fotografiche Marco Modafferi
luci e fonica Gennaro Dolce
assistente alla regia Miriam Guinea

Teatri del Sud / Teatro della Ginestra

Un viaggio in una città immaginaria tra gli esclusi e gli ultimi. Un uomo del sud, Rocco Fuoco, racconta il suo viaggio visto come fuga da sé e delirio del sé: è un ex metalmeccanico che ritorna verso un nord che lo ha respinto. Transito che favorisce incontri e scambi dai toni ironici e visionari tra donne e uomini che vivono ai margini: un ostello per senza casa, la stazione, il bar, le strade popolate di ragazzi razzisti con i pantaloni larghi e i capelli corti e ragazzi razzisti con i pantaloni stretti e i capelli rasati, finti poliziotti, donne fatali e innamorate. Tutti lo scambiano per un diverso, un extracomunitario e tentano di fargli credere che facendo parte di una fantomatica associazione risolverà i suoi problemi. La sua corsa furiosa avrà termine in un cimitero dove scoprirà le tombe dei suoi ex compagni di fabbrica: qui il personaggio Rocco Fuoco diventa Carlo Marrapodi, interprete dello spettacolo ed ex operaio della Thyssen Krupp di Torino, che racconta il suo ultimo giorno di lavoro.

note di regia

Questo spettacolo nasce da un incontro: il giorno che ho conosciuto Carlo Marrapodi, ex attore ma ancora attore, ex metalmeccanico ma ancora operaio impegnato nei diritti di tutti i lavoratori, l‟estate scorsa a Reggio Calabria, quello stesso giorno abbiamo deciso di realizzare un lavoro insieme. Come tutti, conoscevo la triste storia della Thyssen Krupp, anche perché da quel dicembre del 2007 per la prima volta questo paese si è interrogato sulle morti sul lavoro, anche se troppo presto se ne è dimenticato. Carlo Marrapodi per me ha significato la scoperta di un mondo, il mondo del lavoro in fabbrica, spesso un mondo sconosciuto. Scoprire la sua ormai rara coscienza politica e il suo desiderio di combattere, forse donchisciottescamente, il disinteresse da parte della nostra società nei confronti del lavoro e nei confronti della dignità dell‟operaio.

Sono partito da un mio testo teatrale “Perché il cane si mangia le ossa”. L‟intento è stato quello di allontanarmi il più possibile dal “fatto” e di addentrarmi in una storia che riguardasse tutti. Leggendo il testo mi rendevo conto di trovare affinità e assonanze con storie vissute da Carlo e dai suoi compagni di lavoro, anche loro del sud, arrivati come emigranti in qualche città del nord.

Lo spettacolo è basato su due viaggi, quello del desiderio di essere accettati come cittadini e lavoratori e il viaggio interiore, la ricerca di un possibile ruolo in questa società labirintica. Un altro incontro è stato con Emilia Brandi attrice e cantante calabrese, anche lei con un suo percorso teatrale e una formazione artistica con uno sguardo attento al sociale. In questo spettacolo si trasforma in cinque differenti personaggi femminili, la madre del protagonista, l‟Arrobbafumu, che rivela il percorso che dovrà compiere il protagonista; Vita Tormentata la donna fatale; la custode dell‟Antro delle Ninfe, luogo dove il personaggio di Rocco Fuoco cercherà un‟investitura per entrare a far parte dell‟associazione, ed infine Gianna, una giornalista che si ritrova come tutti i personaggi a vivere in un ostello per senza casa.

Infine, l‟ultimo incontro è stato con Canio Lo Guercio: davanti ad un teatro romano dove si protestava per l‟attuale condizione in cui versa il teatro italiano ci siamo incontrati e assieme, ascoltando la sua musica “appassionata”, abbiamo scoperto delle affinità tra il mio testo e le parole delle sue visionarie e poetiche canzoni.

* * *

h. 22,30

 V I T A
 

Scritto e diretto da Angelo Longoni
 

con: Pamela Villoresi, Emilio Bonucci, Eleonora Ivone
 

Un padre  –  Una madre –  Una figlia

Un incidente stradale, il tempo che si ferma

Tutto l’amore del mondo e tutto il dolore del mondo

Il conflitto di una famiglia come rappresentazione del conflitto di un paese intero

 

L’Italia, forse più di ogni altro paese occidentale, è il luogo della separazione netta dei concetti, delle idee e delle convinzioni in modalità di parte, spesso semplificate e superficiali.

La realtà che viviamo sembra dipendere solo dall’azione di due principi opposti, tra cui esiste un contrasto insanabile a causa del quale finiamo per vedere il mondo solo in bianco o in nero senza riuscire a concepire altri colori o sfumature.

Anche nelle recenti e tragiche vicende di Eluana Englaro e di Piergiorgio Welbi, il popolo italiano, insieme ai suoi rappresentanti politici, si è diviso in due metà contrapposte e incompatibili.

Da una parte le accuse di assassinio, dall’altra quelle di tortura di corpi inermi e senza futuro.

In mezzo a queste due posizione quasi il nulla.

 

In VITA si racconta questo conflitto come se fosse interno ad una famiglia.

Al centro una donna la cui esistenza si è sospesa a causa di un incidente stradale, vicini a lei il padre intenzionato a liberarla dallo stato vegetativo permanente nel quale giace e la madre invece ferma nel difenderne la vita in ogni caso e ad ogni costo.

Due posizioni inconciliabili, esattamente come quelle di una popolazione che si è divisa in due metà, due genitori spezzati, due personaggi simbolo.

Tre voci che compongono una partitura di sentimenti, di ricordi e di riflessioni, un flusso poetico che racconta la vita in tutte le sue espressioni: il dolore, la gioia e, soprattutto, l’amore.

A seguire:

CONCERTO STRAORDINARIO DEL COMPOSITORE 
DATO EVGENIDZE 

, , , , , , ,

No comments yet.

Lascia un commento

css.php